Judy Blume.
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Per sempre.
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Titolo originale: FOREVER. 1975
Traduzione di Fiammetta Giorgi.
2001. RCS Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Katherine e Michael si conoscono a una festa di Capodanno e si mettono insieme. La loro storia, intensa e romantica, sembra destinata a durare. Hanno diciotto anni, sono innamorati,
vogliono stare insieme e vogliono farlo fino in fondo. Ma come spesso accade al primo grande amore, solo il tempo potr dire se sar per sempre.
Uscito negli Stati Uniti a met degli anni Settanta, Per sempre ha parlato per la prima volta ai ragazzi di sessualit, diventando un vero e proprio classico per gli adolescenti.
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L'AUTRICE.
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Judy Blume  cresciuta a Elizabeth, in New Jersey, e vive tra New York e Key West. I suoi romanzi per adulti e giovani adulti hanno venduto pi di ottanta milioni di copie in tutto il mondo
e sono stati tradotti in trentadue lingue.
Il New Yorker ha definito i suoi libri per ragazzi amuleti che hanno segnato il passaggio dall'infanzia all'adolescenza per la maggior parte delle lettrici americane.
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Per sempre.
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Uno.
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Sybil Davison ha un quoziente intellettivo degno di un
genio ed  andata a letto con almeno sei ragazzi diversi.
Me l'ha detto lei, l'ultima volta che  venuta a trovare
sua cugina Erica, che  anche la mia migliore amica.
Secondo Erica,  perch Sybil soffre di essere cos grassa
e ha bisogno di sentirsi amata... la storia dell'essere
andata a letto con sei ragazzi, intendo, non il quoziente
intellettivo. Quello  questione di fortuna o di eredit
genetica, che so. Non sono certa che luna o l'altra spiegazione
siano vere al cento per cento, ma in genere
Erica  bravissima ad analizzare la gente.
Sybil non la conosco tanto bene, perch lei vive a
Summit e io a Westfield, ma con Erica abbiamo deciso
di andare alla sua festa di Capodanno per almeno due
buoni motivi: uno, perch Sybil ci aveva invitate, due,
perch non avevamo niente di meglio da fare.
Poi si  scoperto che si trattava di un festino a base di
fonduta. Eravamo una ventina, seduti per terra attorno
al tavolino basso del soggiorno. Sul tavolo cerano un
paio di pentoloni con formaggio svizzero fuso e cestini
con dei pezzetti di pane. Ognuno di noi aveva un forchettone
a due denti per infilzare il pane e intingerlo
nel formaggio. Il sapore non era affatto male. Avevo
appena assaggiato un paio di bocconi quando un tizio
mi disse: Hai un po' di formaggio sul mento.
Tra me e lui era seduta Erica, ma lui si era sporto in
avanti passandole alle spalle. Vuoi che ti pulisca? e
intanto aveva raccolto il suo tovagliolo.
Non capivo se mi stava prendendo in giro, cos gli
risposi: Il mento posso pulirmelo io. E cercai di mandare
gi il pane che avevo ancora in bocca.
Mi chiamo Michael Wagner.
E allora? ribattei mentre Erica mi fulminava con
lo sguardo.
Lei si present a Michael, poi, picchiandomi l'indice
sulla fronte, aggiunse: E quest'idiota  la mia amica
Katherine. Non farle caso...  un po' strana.
L'ho notato fece lui. Portava gli occhiali, aveva un
cesto di capelli biondo rossiccio e un piccolo neo sulla
guancia sinistra. Non so bene per quale attacco di follia,
mi balen l'idea di toccarglielo.
Distolsi lo sguardo e tornai a infilzare i miei pezzetti
di pane. A questo punto fu il ragazzo seduto accanto a
me, dall'altra parte, a presentarsi: Mi chiamo Fred e
abito nella casa accanto a quella di Sybil. Sono nuovo
qui a Dartmouth. Peccato che era anche un mostro.
Dopo un po' smisi di ascoltarlo, ma lui non ci fece
caso e continu a blaterare. A me interessava di pi
quello che Michael stava raccontando a Erica. Mi chiedevo
dove andasse a scuola e speravo che fosse un posto
vicino, tipo il Rutgers. Erica gli spieg che eravamo di
Westfield, frequentavamo l'ultimo anno delle superiori
e avremmo passato la notte da Sybil. Poi Michael le present
una certa Elizabeth e io riuscii a girarmi in tempo
per vederlo cingere con un braccio una tizia pallida,
con i capelli scuri, seduta accanto a lui. A quel punto
finsi di essere abbastanza interessata a Fred il Mostro,
dopotutto.
A mezzanotte, mentre Sybil accendeva e spegneva
a intermittenza le luci, Fred mi augur buon anno,
cercando di infilarmi la lingua in bocca. Io per chiusi
le labbra; mentre lui mi baciava io spiavo Michael che
baciava Elizabeth. Era molto pi alto di quanto mi fosse
sembrato in un primo momento, e magro, ma non uno
stecco.
Finita la festa, aiutammo Sybil e i suoi genitori a
rimettere a posto, finch finalmente, verso le tre del
mattino, ci trascinammo su per le scale, verso i nostri
letti. Sybil svenne appena appoggiata la testa sul cuscino,
mentre io ed Erica faticavamo ad addormentarci,
forse perch eravamo sdraiate per terra con il sacco a
pelo, o forse perch Sybil russava come un trattore.
Michael  carino... bisbigli Erica. Non trovi?
 troppo alto per te. Gli arriveresti all'ombelico.
Magari lo apprezza.
Ma Erica!
Ti piace, vero? mi chiese, sollevandosi sul gomito.
Non fare la scema... l'ho visto appena. Poi mi
rotolai su un fianco, con la faccia contro il muro.
S, s... ma non me la racconti giusta.
Dormi!
Mi ha chiesto il tuo cognome e il tuo numero di
telefono.
Mi girai di nuovo. Davvero?
Ah-ah... credevo che non ti interessasse. E spar
nel sacco a pelo.
Io le mollai un calcio. Poi, dopo una bella risata, ci
mettemmo a dormire.
Io ed Erica siamo amiche dalla nona. Formiamo una
bella coppia, perch, al contrario di me, lei ha una
lingua che taglia e cuce e non si fa problemi a dire
fuori dai denti quello che pensa. Lei dice che le tocca
essere cos per compensare la sua taglia.  alta appena
un metro e cinquanta... non scherzavo quando dicevo
che sarebbe arrivata solo all'ombelico di Michael. Tutti
nella sua famiglia sono di corporatura minuta, ed  cos
che il suo trisavolo si  guadagnato il cognome. Era
arrivato qui negli Stati Uniti dalla Russia, e non parlava
una parola d'inglese. Quando scese dalla nave e il funzionario
dell'ufficio immigrazione gli chiese il nome lui
non cap neppure la domanda. Invece di appioppargli
il cognome Cohen o Goldberg, come facevano molti
funzionari nel caso di rifugiati ebrei, il tizio lo misur
con lo sguardo e lo battezz Mr Small. Erica giura che
se mai dovesse sposarsi si sceglierebbe uno enorme, cos
i figli avrebbero almeno una probabilit di venire fuori
dell'altezza giusta.
Non che il fatto di essere piccoli abbia danneggiato
in alcun modo i membri di quella famiglia. La madre
 Juliette Small, la critica cinematografica che scrive
su tre riviste a diffusione nazionale. Grazie a lei, Erica
spera di riuscire a imbucarsi a Radcliffe anche se la
media dei suoi voti non  proprio stratosferica. Io ho
una media di 92, perci mi  venuto un colpo quando
ho visto com'ero piazzata nella classifica per scegliere il
college. Ero sotto la media. Erica  messa molto meglio
di me. Lei comunque non rischia mai di crollare sulle
cose davvero importanti, cose che io invece temo sempre.
Ecco un'altra differenza tra di noi.
Alle dodici del giorno dopo squill il telefono, svegliandomi.
Sybil si alz con un balzo e corse a rispondere.
Tornando, annunci: Era Michael Wagner. Sta
venendo qui a riprendere i suoi dischi. Poi si rituff
sotto le lenzuola con uno sbadiglio. Erica era ancora
stecchita.
Esce con quella ragazza, Elizabeth? le chiesi.
Non che io sappia... perch, ti interessa?
No, ero solo curiosa.
... potrei anche sondare un po' il terreno, se vuoi...
No, no, non farlo.
Lo conosco da quando andavamo all'asilo.
 in classe tua?
In una classe parallela.
Ah... pensavo che fosse pi grande.
Fa l'ultimo anno, come noi.
Ah. Dimostrava qualche anno di pi. Be', visto
che sono sveglia, quasi quasi mi vesto dissi dirigendomi
verso il bagno.
Io e Sybil eravamo in cucina quando suon il campanello.
Io stavo togliendo le uvette dal mio panino
dolce per poi impilarle sul bordo del piatto. Sybil era
appoggiata al frigo, e spalava cucchiaiate di yogurt alla
fragola direttamente dal barattolo grande.
Dopo essere andata alla porta, torn portandosi
dietro Michael. Lei  Katherine, te la ricordi, vero?
Certo... ciao.
Oh... ciao risposi a mia volta.
I tuoi dischi sono ancora al piano di sotto gli disse
Sybil. Vado a prenderli.
Non importa, posso andarci io protest Michael.
Pochi secondi pi tardi lo sentimmo gridare: Ma
chi  K.D.?
Io risposi. Alcuni di quegli album sono miei.
Scesi le scale e cominciai a passare in rassegna la pila.
I tuoi sono siglati?
No.
Stavo ammucchiando una serie di dischi siglati K.D.
quando lui mi prese per un polso. Senti... io sono
venuto qui perch volevo rivederti.
Be'... Mi vedevo riflessa nei suoi occhiali.
 tutto qui quello che riesci a dire?
Che cosa dovrei dire, secondo te?
Devo scriverti tutta la sceneggiatura?
Okay... sono contenta che tu sia venuto.
Gi meglio disse lui con un sorriso. Ti va di fare
un giro? Ho l'auto qui di fronte.
Mio padre viene a prendermi alle tre. Devo essere
di ritorno per quell'ora.
Va bene. Mi teneva ancora stretta per il polso.
...
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Due.
...
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...
Lo dicono tutti che Erica ha intuito. Immagino che sia
cos che ha scoperto il mio interesse per Michael prima
che io lo ammettessi di fronte a chiunque, perfino a me
stessa.  vero che a volte vado gi dura con il mio atteggiamento
sarcastico, ma solo quando un ragazzo mi interessa.
Altrimenti so essere carinissima e socievolissima.
Secondo Erica, questo significa che sono un'insicura.
Forse ha ragione, non so.
Un minuto dopo essere usciti dal vialetto della casa
di Sybil, passammo davanti all'ospedale Overlook e io
raccontai a Michael che ci lavoro ogni marted pomeriggio,
dopo le lezioni. Faccio volontariato dissi. Tra
l'altro qui ci sono anche nata.
Ehi... anch'io fece lui.
Che mese? Magari siamo stati vicini di culla nel
reparto maternit.
Maggio.
Ah... io aprile. Gli lanciai un'occhiata di traverso.
Ha un profilo carino ma deve essersi rotto il naso pi di
una volta. I capelli mi ricordano Rex, il golden retriever
di Erica. Hanno esattamente lo stesso colore dorato.
Michael si diresse gi per la collina, verso la riserva
Watchung. Venivo ad allenarmi su questo percorso.
Me lo immaginai su una Honda XL 70.
Ce n'era una per cui andavo pazzo... Mela Selvatica.
... finch un giorno mi ha disarcionato e io mi
sono rotto un braccio.
Ah, parlavi di un cavallo risi io.
Lui mi lanci un'occhiata.
Pensavo a una moto gli spiegai. Io non sono mai
salita a cavallo.
Me lo immaginavo... non sei una tipa da cavallo.
Era positivo o negativo? Da cosa lo deduci? gli
chiesi.
Cos.
Cos'altro immagini?
Te lo far sapere. Mi sorrise e io gli restituii il sorriso.
Mi piacciono le tue fossette.
Grazie... ce le hanno tutti in famiglia.
A questo punto parcheggi e scendemmo dalla
macchina. Nonostante il vento freddo, il sole brillava.
Ci incamminammo gi verso il lago, che era in parte
gelato. Michael prese una manciata di sassi e li fece rimbalzare
sull'acqua. Che cosa farai l'anno prossimo?
Andr al college.
Quale?
Non lo so ancora dissi. Ho fatto domanda in
Pennsylvania, nel Michigan e a Denver. Devo vedere
dove mi prendono. E tu?
Universit del Vermont, spero. O l o a Middlebury.
Michael mi prese la mano, mi tolse il guanto e se
lo cacci in tasca. Cominciammo a passeggiare attorno
al lago, tenendoci per mano.
Spero che nevichi mi disse, stringendomi le dita.
Anch'io.
Scii?
No,  solo che mi piace la neve.
Io adoro sciare.
Io so fare sci d'acqua gli dissi.
 diverso.
Tu sei bravo? Sulla neve, intendo.
Direi di s. Potrei insegnarti.
A sciare?
S.
Non sarebbe male.
Percorremmo tutto il sentiero fino al museo ed
entrammo a dare un'occhiata, ma Michael, sbirciando
l'orologio, sugger che era meglio tornare.
Di gi?
Sono le due passate.
Battevo i denti e sapevo di avere le guance rosse
come un peperone per il freddo, ma non mi importava.
Secondo mio padre sono carina cos, ho un'aria molto
sana.
Di nuovo in macchina, cominciai a strofinarmi le
mani nel tentativo di scaldarle, mentre Michael metteva
in moto. Il motore si spense un paio di volte. Quando
finalmente obbed, Michael diede un'accelerata. Sar
meglio scaldarlo per qualche minuto, per sicurezza
disse.
Poi si volt a guardarmi. Posso darti un bacio?
Chiedi sempre l'autorizzazione prima?
No, ma con te non so cosa aspettarmi.
Prova...
Si tolse gli occhiali e li pos sul cruscotto.
Io mi inumidii le labbra. Michael continuava a guardarmi.
Mi innervosisci. Smettila di fissarmi.
Stavo solo guardando che aspetto hai quando mi
levo gli occhiali.
Be'?
Sei tutta sfocata.
Scoppiammo a ridere tutti e due.
Finalmente mi baci e fu un bel bacio, caldo e non
troppo salivoso.
Michael ferm la macchina appena prima della casa di
Sybil, per baciarmi di nuovo. Sei deliziosa.
Nessun ragazzo mi aveva mai detto nulla di simile,
ma l'unica cosa che mi venne in mente di rispondere,
mentre aprivo lo sportello, fu: Ci vediamo... Non era
quello che avevo in mente.
...
.
...
Tre.
...
.
...
Ho conosciuto un ragazzo molto carino raccontai a
mia madre quella sera. Anche se fa ancora le superiori.
La mamma era nel bagno a tagliarsi le unghie dei
piedi. Ha i capelli biondo rossiccio, porta gli occhiali
e gli piace sciare.
Come si chiama? chiese mia madre.
Michael Wagner... non  un nome carino?
Lei alz lo sguardo e mi sorrise. Deve essere stata
una bella festa.
S, non male... Lo vedo venerd... e anche sabato.
Di dov'?
Summit... va a scuola con Sybil. Mi presti le forbicine
quando hai finito? Non trovo pi le mie.
Ecco e me le pass. Ma non dimenticarti di
ridarmele questa volta.
Promesso.
Mia madre si chiama Diana, Diana Danziger. A sentirlo
sembra il nome di una star del cinema, o roba simile.
Invece  una bibliotecaria, si occupa dello spazio bambini
in una biblioteca pubblica. La mamma  magra per
costituzione, perci pu spazzolarsi quattro budini di
riso per volta o scolarsi tutta la birra che vuole, senza
problemi. Abbiamo esattamente le stesse misure - 1,68
di altezza per 50 chili di peso - ma lei  piatta e non
porta mai il reggiseno.
Mentre mi tagliavo le unghie, entr in camera mia
Jamie, mia sorella, sventolando un paio di jeans. Li ho
ricamati mentre eri da Sybil. Che te ne pare?
Incredibili! Magnifici!
Vuoi che ne faccia un paio uguali anche per te?
Lo faresti?
Certo.
Entro il prossimo finesettimana?
Be'... credo di s.
Jamie, sei un angelo! le dissi, abbracciandola.
Lei  in sesta e mi assomiglia un sacco, ma ha occhi
favolosi - grandi e rotondi - e se li guardi ti sembra di
caderci dentro. A volte sono molto scuri, con appena
un filo di verde, altre volte scintillano e sembrano
grigioverde, come quelli del nonno. Tutti noi della
famiglia abbiamo normali occhi castani, ma mio padre
ha sopracciglia foltissime che si uniscono sopra il naso.
Mi ha raccontato che quando andava al college aveva
l'abitudine di radersele nel mezzo.
Jamie si liber dal mio abbraccio. Che cosa succede
il prossimo finesettimana?
Devo vedermi con uno che ho conosciuto l'altra
sera le raccontai, e a dire il vero non so ancora come
far a resistere per tutto questo tempo.
Vuoi dire che ti sei di nuovo innamorata?
Non mi sono mai innamorata.
E Tommy Aronson?
Quello non era amore... era solo un'infatuazione
infantile.
Ma tu sostenevi fosse amore, me lo ricordo bene.
Be', non ne sapevo nulla, allora.
Ah.
Un giorno capirai.
Ne dubito comment Jamie.
Avrei preferito che non citasse l'argomento Tommy
Aronson. Mi piaceva da morire l'anno scorso, ma 
stato solo per pochi mesi. Ora  all'universit statale
dell'Ohio e dalle notizie che mi arrivano  cos impegnato
a farsi tutte le ragazze del campus che rischia
di doversi ritirare dal corso. Spero che gli vada cos.
Il sesso era l'unica cosa che gli interessava, che  poi
il motivo per cui abbiamo rotto: lui minacciava che se
non fossi andata a letto con lui si sarebbe cercato una
pi disponibile. Io gli ho detto che se era quello il suo
obiettivo, facesse pure.
E lo ha fatto.
Lei si chiamava Dorothy, e quest'anno me la sono
ritrovata nella classe di inglese.
Michael si  dimostrato diverso da Tommy fin dall'inizio.
Mi chiamava tutte le sere.
Ciao... sono io, Michael esord marted.
Ciao...
Sono qui seduto sul letto con una magnifica quindicenne...
Eh?
S, si chiama Tasha...  grigia, pelosa e le  venuta
la barba, ma io la amo lo stesso.
Io scoppiai a ridere.  uno Schnauzer?
Come hai fatto a indovinare?
Dalla barba. Ma non  un po' vecchio, un cane, a
quindici anni?
Per un umano sarebbero centocinque.
Cammina ancora?
Certo, l'unica cosa  che non abbaia pi tanto come
un tempo. Aspetta un secondo che le passo la cornetta...
saluta Katherine, Tasha, non essere timida...
Ciao, Tasha. Bau, bau!
Subito dopo chiesi a Michael se giocava a tennis.
Non proprio. Perch? Tu giochi?
Be', sono nella squadra della scuola.
Sei un'atleta, allora?
Non proprio, gioco un po' a tennis e faccio danza
moderna...
Sei anche una ballerina?
Pi o meno.
Saltelli qua e l con uno di quei cosi addosso?
Quei cosi, quali?
Ma dai, lo sai...
Body e calzamaglia?
Esatto.
S, li porto.
Mi piacerebbe vederti.
Un giorno, magari... se sarai fortunato.
Gioved sera invece mi disse: Ti ho detto che l'anno
prossimo vorrei prendere il diploma di istruttore di sci?
No.
Be',  cos. E per caso ti piacciono gli spinaci?
Bleah, no. Perch, a te piacciono?
Il mio cibo preferito.
Stile Braccio di Ferro?
Stile Braccio di Ferro.
In questo caso, cercher di farmeli piacere... ma
non posso prometterti niente...
Senti, ma lo sai che domani  venerd?
S, lo so.
Ti va per le sette e mezzo?
Perfetto.
Bene, allora a domani.
A domani. Ehi, Michael...
S?
Mi far trovare pronta.
Ero agitata al pensiero di rivederlo. Venerd, subito
dopo la scuola, mi lavai i capelli. A cena non riuscii a
mandare gi un boccone. I miei mi lanciarono un paio
di occhiate strane, ma nessuno dei due fece commenti.
Jamie aveva ricamato dei funghi minuscoli sui miei
jeans e io mi ero comprata un maglione azzurro chiaro
da abbinarci.
Una volta avevo letto che l'azzurro chiaro  il colore
che i ragazzi preferiscono addosso alle ragazze. Ero
pronta con mezz'ora d'anticipo.
Appena aprii la porta, cominciammo a parlare tutti
e due insieme. Poi ci guardammo in faccia scoppiando
a ridere, e in quell'istante capii che tra noi avrebbe
funzionato.
Michael mi segu in soggiorno.
Mia madre e mio padre erano seduti sul pavimento a
ricamare un tappeto: l'ultima opera di design di Jamie.
Lei dipinge il motivo e poi noi tre lo ricamiamo con fili
colorati.
Fare un tappeto  facile e decisamente divertente,
ma non sapevo che cosa ne avrebbe pensato Michael,
perci per un attimo mi pentii di non avere chiesto
loro di accendere la TV e sedersi a guardarla come una
famiglia qualsiasi.
Michael, ti presento i miei genitori dissi. Mamma.
.. pap... lui  Michael Wagner.
Mio padre si alz a stringergli la mano. Mia madre si
tir su gli occhiali, appoggiandoli sui capelli, e gli diede
una bella squadrata. Con gli occhiali ci vede bene solo
da vicino.
Michael si schiar la voce guardandosi intorno.
Fantastico disse.
Mia madre era visibilmente compiaciuta. Grazie, piace
anche a noi.
Devo spiegare qualcosa della nostra casa. Vista da
fuori  molto normale, ma dentro  davvero fantastica,
per citare Michael. Tutte le pareti, dipinte di bianco,
sono costellate di dipinti e arazzi di Jamie, tutti con bei
colori brillanti. Non sono le tipiche creazioni artistiche
di una dodicenne. Jamie  davvero una bambina
prodigio. E se metti insieme le piante di mia madre e le
opere d'arte di Jamie non ti serve altro: i nostri mobili
sono tutti molto lineari, sul beige, tanto che non li noti,
che poi  esattamente l'effetto voluto.
Ed ecco arrivare Jamie in volata gi dalle scale: 
ancora qui? Me lo sono perso? gridava. Quando vide
Michael arross. Ah...  qui.
Michael scoppi a ridere.
Questa  mia sorella Jamie gli dissi, nel caso tu
non lo abbia ancora capito.
Ciao, Jamie.
Ciao rispose lei.
Per molti versi, Jamie  ancora una ragazzina. Mi
imita, o almeno questo  quel che sostengono i miei, e
io credo che abbiano ragione. Mi ci  voluto un mucchio
di tempo per accorgermene, ma quando finalmente
l'ho capito mi ha aiutato molto a superare la
gelosia per il suo talento. Il che non significa che ogni
tanto non ne provi ancora un pochino, come quando
Michael ha fatto il giro della casa per ammirare la
sua produzione, e io mi sono accorta che non le faceva
complimenti tanto per fare, ma era sinceramente
impressionato.
Il tempo di infilarmi la giacca, e io e Michael eravamo
fuori. Andammo al cinema tenendoci per mano.
Non riuscivo a non pensare a dopo, quando saremmo
rimasti soli.
Dopo il film ci fermammo a un ristorante sulla
Ventiduesima. Terminata la cena, Michael mi chiese:
Conosci un posto dove possiamo starcene un po' tranquilli
in macchina?
No gli dissi. Ma possiamo tornare a casa mia.
E ai tuoi non d fastidio?
Preferiscono che io porti i miei amici a casa
piuttosto che sapermi seduta in una macchina chiss
dove.
Va bene... e allora torniamo da te, Katherine.
Non so davvero dove va la gente per starsene tranquilla,
o meglio, per trafficare in macchina. Non lontano da
casa nostra c' una strada senza uscita e poi c' la zona
del campo da golf, e la collina. Erica vive proprio in
collina e per la strada trova spesso preservativi usati. Io
non capisco proprio come uno possa buttare un preservativo
dal finestrino e andar via.
Mia madre e mio padre hanno affrontato l'argomento
delle cose che si fanno in macchina non appena ho
cominciato a uscire con ragazzi che avevano la patente.
Mi hanno spiegato che non  sicuro, non tanto per quel
che potremmo fare noi, ma perch il mondo  pieno
di squilibrati che a volte prendono di mira proprio le
coppiette appartate.  per questo che ho l'abitudine di
invitare i miei ragazzi a casa.
Di fianco al soggiorno abbiamo un salottino dove si
pu stare per conto proprio. Ha la porta e tutto quello
che serve: c' perfino un piccolo caminetto con di fronte
due chaise-longue, un impianto stereo incassato nel
muro e un comodo divano appena sotto la finestra, con
i classici cuscini in cui puoi sprofondare. Sul pavimento
c' un bel tappetone ricamato, con al centro la testa di
un leone.
I miei vanno a letto presto, pi o meno tra le dieci e
le undici, tranne quando escono o hanno ospiti. Perci
erano gi a letto quando arrivai con Michael. Io non
ho il coprifuoco per il rientro, basta che al ritorno
li avvisi che sono a casa e sto bene. Salgo le scale in
punta di piedi e sussurro: Psst... sono a casa. Di
solito  mio padre a sentirmi e mi risponde con un
borbottio indecifrabile. Poi si gira dall'altra parte e si
riaddormenta.
Quando tornai di sotto Michael aveva gi acceso lo
stereo e stava attizzando il fuoco. Chiusi la porta e mi
sedetti sul divano. Lui si tolse gli occhiali, li pos sul
tavolino e si avvicin. Ci abbracciammo e io alzai il viso
verso di lui, ma dopo un breve bacio Michael mi chiese:
Ti sei lavata i denti?
S, perch?
Sai di dentifricio.
 un problema?
No, ma mi d la sensazione che tu abbia la bocca
fredda.
Dici sul serio?
Certo.
Non lo sapevo.
Non importa... aspetta un minuto e vedrai che si
scalda.
Lo spero.
Quando tornammo a baciarci, Michael us la lingua.
Volevo anch'io che lo facesse.
Rimanemmo sul divano per un'ora. Michael mi
accarezzava sopra il pullover, ma quando cerc di farvi
scivolare sotto le mani io lo bloccai: No, teniamoci
qualcosa per domani.
Lui non insist. Mi baci sulla guancia, sull'orecchio
e poi mi sussurr: Sei vergine?
Nessuno me lo aveva mai chiesto cos a bruciapelo,
neppure Tommy Aronson. S, perch?  importante?
gli chiesi.
No, ma  meglio saperlo.
Be', ora lo sai.
Non metterti subito sulla difensiva, Katherine. Non
c' nulla di cui vergognarsi.
Io non mi vergogno.
Okay, allora... dimentichiamoci la cosa. Mi piaci
comunque. Mi piace stare con te.
Anche a me piace stare con te.
Nel cuore della notte mi balen l'idea che Michael mi
avesse chiesto se ero vergine per capire che cosa mi
aspettavo da lui. Se non lo fossi stata, probabilmente
avrebbe fatto l'amore con me. Quello che mi spaventava
 che nemmeno io sapevo bene come la pensavo in
proposito.
...
.
...
Quattro.
...
.
...
Mio padre  farmacista.  proprietario della farmacia
Danziger in citt e della Danziger Due a Cranford. 
anche un grande sportivo: va quattro volte la settimana
in palestra e gioca a tennis ogni mattina dalle 7,30 alle
8,30.
Probabilmente  da lui che ho ereditato la coordinazione.
Gioco a tennis da quando avevo otto anni.
E sono brava. Uno degli obiettivi di Jamie  quello
di arrivare a giocare come me, anche se, per quanto
riguarda lo sport, lei  una frana. Credo che dovrebbe
accontentarsi delle cose per cui  pi portata. Insomma,
non si pu eccellere in tutto. Io mi guardo bene dal
pretendere di possedere il talento musicale e artistico
di Jamie. Sono realistica su me stessa e credo che tutti
dovrebbero esserlo.
Mio padre insiste nel ripetere a mia madre che
se non comincia ad allenarsi anche lei in palestra si
ritrover con le gambe flaccide. Non riesco proprio a
immaginarmela mia madre flaccida, ma giusto pochi
mesi fa ho sentito una delle sue amiche divorziate dirle:
Dovresti davvero curarti di pi, Diana. Roger  cos
attraente ed  nell'et pi pericolosa...
Idiozie  stata la risposta di mia madre. Quando io
avevo nove anni e Jamie quattro, per, abbiamo avuto
una babysitter che davvero aveva un debole per mio
padre. Appena i miei uscivano di casa, lei si precipitava
al suo armadio per toccare tutte le sue cose. Qualcuna
perfino la annusava. Alla fine io l'ho raccontato a mia
madre e da allora quella babysitter non l'abbiamo pi
vista.
Durante le vacanze di Natale, quando tutti e due i
nostri negozi sono strapieni di gente, io vado a dare una
mano al reparto cosmetici e a volte Jamie viene a fare i
pacchetti regalo.  incredibile quanta gente si riduce a
fare i regali all'ultimo secondo. Comprerebbero qualsiasi
cosa capiti loro sotto mano.
In gennaio gli affari rallentano e verso la fine del
mese i miei se ne vanno per una settimana, di solito in
Messico. In quei giorni vengono da noi i nonni. Sono i
genitori di mia madre, perch quelli di mio padre sono
morti tutti e due. Mia nonna, Hallie Gross, una volta si
 candidata per le elezioni al Congresso, ma non  stata
eletta. Lei e mio nonno hanno uno studio legale insieme
a New York, ma da quando ha avuto un colpo apoplettico,
lui non ha pi accettato cause, anche se continua
ad andare in ufficio tutti i giorni.  mio zio Howard,
il fratello di mia madre, a gestire sul serio la baracca.
La nonna  troppo occupata con la politica, con l'Associazione
per la Maternit e la Paternit Responsabili e
l'Organizzazione Nazionale delle Donne per occuparsi
dei clienti. Faccio fatica a credere che abbia gi quasi
settantanni.
Il giorno prima di partire per la vacanza i miei dissero
che non c'era problema se quella sera volevo invitare
qualche amico. Michael port con s Artie Lewin
e io chiesi a Erica di venire anche lei. Un particolare
su Erica: non occorre mai preoccuparsi che non vada
d'accordo con qualcuno. Puoi anche fissarle un appuntamento
con il tipo pi odioso del mondo e lei riuscir
a trattarlo come se fosse una persona davvero speciale.
Il che non significa che far la commedia, ma che riuscir
in un modo o nell'altro a trovare un argomento di
conversazione in comune e lui finir per ritelefonarle
e chiederle se pu rivederla. La nonna sostiene che in
politica avrebbe un successo strepitoso.
Artie  alto come me, struttura solida, begli occhi con
pagliuzze chiare e una dentatura fantastica. Perfetto per
Erica: lei va pazza per i ragazzi con i denti belli.
Per un po' rimanemmo seduti al tavolo a chiacchierare,
poi Artie propose una partita a backgammon.
Non ce l'ho gli risposi.
Non importa, ho il mio in macchina.
Te lo sei portato dietro? gli chiese Erica.
Me lo porto sempre dietro, per precauzione.
Precauzione contro che? chiese di nuovo lei.
Nel caso ci si trovi senza nulla da fare. Ma se non
ti piace il backgammon ho anche Monopoli, Cluedo, lo
yahtzee, gli scacchi...
... Scarabeo intervenne Michael.
Ah, gi, Scarabeo...
Un'autentica ludoteca ambulante comment Erica.
Allora, che ne dici? le domand Artie.
Backgammon decise lei.
Grande... non andate via, sono di ritorno tra un
attimo.
Noi scoppiammo a ridere, mentre lui correva in macchina
a recuperare il suo corredo.
Erica  bravissima a backgammon,  molto aggressiva,
ma alle dieci era sotto di due punti rispetto ad Artie
e la sfida era ancora aperta.
Io e Michael eravamo seduti sul divano. Io gli presi
la mano e cominciai a seguire con un dito le linee che
gli segnavano il palmo. Molto interessante dissi.
Sai leggere la mano?
Un po'.
Che cosa vedi?
Dunque... una lunga linea della vita... niente male.
E qui vedo una ragazza dai capelli castani...
Ne vedo una anch'io rise lui, guardandomi negli
occhi.
Mi sentii lo stomaco sottosopra. Mi avvicinai a lui,
gli posai la testa sulla spalla e gli presi la mano. Lui mi
fece passare il braccio attorno alle spalle.
Alle dieci e mezzo riuscimmo a convincere gli altri
due a interrompere la partita per andare a prendere una
pizza, e al ritorno i miei erano gi a dormire. Michael
accese il fuoco nel caminetto e spegnemmo tutte le luci
del salottino. Erica e Artie sedevano insieme su una
chaise-longue, ma dopo pochi minuti si alzarono per
andarsene nell'altra stanza, chiudendosi la porta alle
spalle.
Adoro i tuoi capelli bisbigli Michael, affondandovi
dentro il viso. Sono sempre cos profumati. Mi
baci sulle orecchie, sul collo e sulle labbra. Poi si alz
e attravers la stanza. Vieni a sdraiarti vicino a me,
Kath... qui davanti al fuoco.
Era la quinta settimana di fila che ci vedevamo. Io gli
avevo chiesto di andare piano con me e lui aveva promesso
che lo avrebbe fatto. Mi allungai accanto a lui.
Sentivo il suo corpo contro il mio. Infil le mani sotto
il mio maglione, cercando di sganciarmi il reggiseno,
ma era in difficolt e io non sapevo se dovevo aiutarlo
o semplicemente aspettare. Finalmente ci riusc. Le sue
mani erano fredde, all'inizio, ma io invece di tirarmi
indietro mi strinsi a lui il pi possibile.
Mi fai impazzire. Mi accarezzava e continuammo
a baciarci finch il disco non ripart dall'inizio per la
terza volta, ma quando Michael cominci ad armeggiare
con il bottone dei miei jeans lo bloccai.
No... non ora, non con loro nella stanza accanto.
Michael rotol a pancia in gi, con una specie di
grugnito. Io mi chinai ad accarezzargli i capelli. Non
sei arrabbiato, vero?
No.
Sicuro?
S... ma non  facile...
Lo so.
Lasciami un minuto da solo, d'accordo?
Va bene. Avevo bisogno anch'io di restare un
minuto da sola. Non era facile fermarsi cos.
Aprii la porta con precauzione, senza sapere bene
che cosa avrei trovato dall'altra parte, ma Erica e Artie
erano seduti al tavolo di cucina, a giocare a Monopoli.
Erica non perde mai: ruba dalla banca.
Be' comment Erica guardando dalla mia parte,
stavamo per darvi per dispersi, voi due.
Ma... noi...
Erica mi blocc con la mano. Ti prego, risparmiaci
i dettagli pi truculenti.
Dov' il mio compare? chiese Artie.
Arriva subito.
Io andai nel bagno al piano di sopra, a spruzzarmi
il viso con l'acqua fresca. Se non ci fossero stati Erica
e Artie, dubito che avrei impedito a Michael di sbottonarmi
i jeans. Ma non ne sono sicura. Ora per volevo
che i ragazzi se ne andassero a casa.
Michael aveva gi la giacca quando scesi le scale.
Ora dobbiamo andare disse.  tardi... ci vediamo
la settimana prossima. Poi mi diede un rapido bacio.
Mi ero pentita di avere invitato Erica a dormire.
Mentre si preparava per andare a letto, le dissi: Temo
di aver dimenticato la luce del salottino accesa... torno
subito... e corsi gi dalle scale. Le luci le avevo gi
spente tutte, ma Erica non poteva saperlo. Mi sedetti sul
tappeto dove io e Michael eravamo stati sdraiati l'uno
accanto all'altra. Il nostro tappeto, pensai. Ci passai
sopra le mani. Era ancora tiepido.
Quando tornai in camera, Erica era gi sotto le lenzuola.
Dovevano essercene un sacco, di luci accese
comment.
In effetti confermai. Ti piace Artie?
 carino, ma credo che sia timido o roba simile.
Non ha neppure cercato di baciarmi.
Non sembrava timido.
Lo so...  questo che  strano... Non ho l'alito cattivo,
o nient altro di storto, vero? Si sedette sul letto, si
chin verso di me e mi diede una bella alitata in faccia.
Hai un odore buonissimo.
Forse non  attratto da me. Magari mi trova troppo
piccola.
Non credo che sia niente del genere.
Forse non ha esperienza prosegu Erica. In questo
caso potrei insegnargli. Davvero, non mi seccherebbe...
adoro i suoi denti.
Io mi infilai la camicia da notte. Non avevo dubbi.
E tu dimmi di Michael, Kath.
Dirti cosa?
 bravo?
Be', sa quel che fa.
Lo ami?
Mi piace un sacco...  tutto quel che so per il
momento. Spensi la luce. Non ero ancora pronta a
dire che lo amavo. Ero stata troppo precipitosa nel
dire che amavo Tommy Aronson e poi tra me e lui non
c'era stato nulla. Conoscevo Michael gi molto meglio
di Tommy, e anche quello che provavo per lui non era
assolutamente paragonabile a quello che provavo per
Tommy l'anno prima, ma...
Sei ancora vergine? mi chiese Erica.
S.
E lui?
Non lo so, non gliel'ho chiesto.
Pensavo che non sarebbe male andare a letto con
qualcuno prima dell'universit.
Cos, tanto per...?
Be', ovviamente vorrei farlo con uno che mi piace.
E l'amore?
Non  necessario l'amore per fare sesso.
Ma in questo caso ha pi valore.
Boh, non so. Dicono che la prima volta non  bello
comunque.
Motivo di pi per farlo almeno con amore insistetti.
Forse, ma io vorrei comunque togliermi il pensiero.
Perch?
Ci penso in continuazione... mi chiedo chi sar il
prescelto... come stanotte, continuavo a immaginarmi
con Artie. E anche a scuola me ne sto l tutto il tempo
a chiedermi come sarebbe con questo o con quello...
Davvero?
S... anche con gli insegnanti. Mi immagino come
sarebbe anche con loro, specialmente con Frazier, che
non si tira mai su la cerniera fino in cima. Dimmi la
verit, Kath, non ci pensi anche tu?
Be', s, ma voglio che sia speciale.
Sei una romantica. Lo sei sempre stata. Io invece
sono una realista.
Ora non esagerare...
Ma lo penso davvero riprese Erica. Vediamo il
sesso in un'ottica diversa. Io lo vedo come una cosa
fisica, tu come un'espressione d'amore.
Non  proprio vero...
Forse no, ma  cos che la vedo.
Be', non conosci Michael. E tutto quello che posso dire.
...
.
...
Cinque.
...
.
...
Una delle doti di Jamie  che sa cucinare. Non hot dog
e hamburger come me, ma veri manicaretti da buongustaio.
Durante la prima settimana di febbraio, quando
cerano da noi anche i nonni, ha cucinato lei. Ogni sera,
prima di andare a letto, Jamie e la nonna scartabellavano
tutti i libri di cucina per decidere il men per il
giorno dopo. Poi, mentre mia sorella era a scuola, la
nonna si occupava della spesa. Una volta  andata in
macchina fino a New York a comprare alcune spezie
particolari per una ricetta. Infine, nel pomeriggio, si
mettevano tutte e due al lavoro in cucina, per preparare
il banchetto. Jamie assegnava alla nonna i lavori di manovalanza,
tipo affettare gli scalogni, ma era lei a occuparsi
delle operazioni pi importanti. E vista tutta la
fatica che facevano, in genere invitavano ospiti a cena.
Mia nonna conosce tutti, dal sindaco al commesso dietro
il bancone del pescivendolo, perci non si pu mai
dire chi le verr in mente di invitare.
Mentre loro spadellavano, il nonno vagava per la
cucina, alzando i coperchi e annusando in giro. Non
sempre riesce a ricordare le parole giuste per tutto. 
triste vederlo lottare per dire una semplice frase, ed 
dura trattenersi dal completarla prima di lui.  stato
molto vicino a mia madre negli anni in cui lei cresceva,
e ora, quando sono insieme, le fa male vederlo in quello
stato. Mia nonna invece lo tratta come al solito, come se
non ci fosse nulla che non va.
Ho sentito dire che chi viene da una famiglia felice,
con genitori che si vogliono davvero bene, come i miei
nonni, tende a costruire a sua volta un matrimonio felice.
E io ci credo. Mia madre e mio padre sono di sicuro
la coppia pi felice che conosco. A loro piace davvero
stare insieme, il che non vuol dire che vanno sempre
d'accordo su tutto. Anzi. Ma dopo ogni discussione
scoppiano a ridere, e questo mi piace molto.
Il gioved sera della settimana in cui i miei erano via,
Michael mi venne a prendere all'ospedale per darmi un
passaggio a casa. A che piano lavori? mi chiese.
Al terzo, nel reparto geriatrico.
Reparto geriatrico...  quello dei vecchi, vero?
S.
E perch ti hanno messa l?
L'ho chiesto io.
Come mai?
 una lunga storia.
Ti ascolto.
 difficile spiegarlo...
Dai, mi interessa... davvero.
Be', quando ero piccola, la madre di mio padre
viveva in un ospizio a Trenton e ogni domenica andavamo
a trovarla. Ogni volta io scoppiavo a piangere... ma
sei sicuro di voler ascoltare questa storia?
S.
Be', i miei genitori mi giustificavano dicendo che
ero stremata dal lungo viaggio in macchina, ma la verit
era che odiavo quel posto. Solo l'odore mi faceva venire
il vomito, mi credi?
Vai avanti.
Io non ho mai conosciuto davvero mia nonna.
Come persona, intendo. Era solo una vecchia signora
con le dita ricurve e la pelle rugosa. Avevo quasi
paura di lei, e di tutti gli altri l... Avevo paura che
uno di loro mi prendesse e mi nascondesse in un
armadio perch i miei non mi trovassero... Scoccai
un'occhiata a Michael prima di continuare. Poi,
quando avevo circa sette anni, mia nonna mor e io
ne fui contenta... perch non avremmo pi dovuto
andare a Trenton. Mio Dio, non ho mai raccontato a
nessuno questa storia... Trassi un profondo respiro.
... cos quando mio nonno, che sarebbe il padre di
mia madre... lo vedrai stasera... insomma, quando
l'anno scorso  stato male, sono andata a trovarlo in
ospedale e mi sono accorta che anche lui era vecchio,
ma non avevo paura di lui... perch gli volevo bene.
Immagino che per te non abbia molto senso quello
che dico, ma  per questo che ho chiesto di lavorare
in geriatria.
Ne ha tantissimo, di senso ribatt Michael.
Guarda, non fraintendermi, non sono una crocerossina
stile Florence Nightingale, e non ho nemmeno
troppo fegato o stomaco. Non faccio chiss cosa per i
pazienti: distribuisco la posta, i fiori, porto loro l'acqua
o gli rifaccio i letti, niente di speciale... ma mi fa stare
bene.
In effetti stai proprio bene, concordo.
Io mi strinsi nella giacca ridendo. Mi sento sempre
ridicola, in uniforme. Mi sembra di essere vestita per
una recita.
Ehi, mi hai fatto venire in mente lo spettacolo della
scuola, fra due settimane. Il protagonista  Artie.
Artie? Non riesco a immaginarmelo su un palcoscenico.
Perch no?
Non saprei, non mi sembra il tipo.
Ti stupir.
 cos timido.
Artie timido? Non direi proprio.
Non con te, forse.
Con Erica?
Centrato.
Non saprei...
Be', in ogni caso mi farebbe piacere vederlo recitare.
Dopo c' anche una festa, a casa di Elizabeth
Hailey.
Ma tu non uscivi con lei?
Non proprio.
Ma a Capodanno...
Stavamo insieme, ma non  stato nulla di speciale.
Ma non ti fa uno strano effetto portarmi a casa sua?
Perch dovrebbe? Michael tolse una mano dal
volante per prendere la mia. Io e te stiamo insieme,
no? Non  un segreto per nessuno. Io strinsi le dita
attorno alle sue.
Quando arrivammo a casa, i nonni e Jamie stavano
intrattenendo i DiNizio, i vicini della casa accanto cui
avevo fatto da babysitter per un certo periodo, e i coniugi
Salamandre, ovvero il nostro macellaio e consorte. Io
presentai Michael a tutti, poi mia nonna insist perch
ci unissimo a loro per il dessert, mousse di cioccolato
con salsa di mandorle. Michael disse che non aveva mai
assaggiato una delizia simile: Jamie era raggiante.
Michael poi doveva andare e anch'io avevo da studiare
per il compito di spagnolo. Lo accompagnai alla
macchina ed entrai per un minuto per salutarlo con un
bacio.
 un ragazzo carino, Kath comment pi tardi
mia nonna.
Lo so.
 intelligente.
Direi anch'io.
Attraente.
Concordo.
L'unica cosa... state attenti.  il mio unico consiglio.
Attenti a cosa?
Alle gravidanze.
Ma nonna!
E alle malattie veneree.
Ma...
Ti imbarazza che io affronti certi argomenti?
No, ma...
Meglio cos.
Ascolta, nonna... noi non andiamo a letto insieme.
Per il momento concluse lei.
Una volta le ragazze si dividevano in due gruppi:
quelle che lo facevano e quelle che non lo facevano. 
stata mia madre a raccontarmelo. Le ragazze per bene
ovviamente non lo facevano. Erano loro che i ragazzi
sceglievano da sposare. Sono contenta che quei tempi
siano superati, ma mi arrabbio quando gli adulti danno
per scontato che nella nostra generazione tutti se ne
vadano in giro a fare sesso dove capita. Probabilmente
sono gli stessi convinti che i giovani d'oggi siano tutti
drogati.  vero che abbiamo una mentalit pi aperta
dei nostri genitori, ma questo significa solo che accettiamo
il sesso e ne parliamo. Non significa che saltiamo
continuamente da un letto all'altro. Cos rimasi stupita
che mia nonna pensasse a Michael e a me come amanti,
nel senso stretto del termine.
L'ultima sera della settimana che passavano da noi, i
nonni avevano i biglietti per un concerto al Lincoln
Center. Io dissi che dovevano andarci e che io sarei
rimasta a casa con Jamie. Magari avrei chiesto a
Michael di venire a farci compagnia. A Jamie piacque
l'idea di cucinargli qualcosa di speciale. Alla fine la
nonna si arrese: Va bene. Ho telefonato ai DiNizio e
loro rimarranno in casa stasera. Il numero di telefono
ce l'avete, e in caso d'incendio...
S, nonna la interruppi.
Allora, suppongo che non ci siano problemi se noi
andiamo.
E da quando ero in nona che ho iniziato a fare la
babysitter.
Lo so, lo so. Ma con tua madre e tuo padre lontani
io mi sento responsabile.
Andr tutto bene. Tu e il nonno non dovete preoccuparvi,
pensate solo a divertirvi.
Jamie cucin tutto il giorno. Prepar vitello al marsala,
insalata di spinaci e torta al limone. Michael spazzol
tutto. Finita la cena, io dissi a Jamie che ai piatti ci
avremmo pensato noi e lei se ne and di sopra a esercitarsi
al pianoforte. Ha una specie di studio tutto per s,
dove pu studiare musica e dedicarsi indisturbata alle
sue creazioni artistiche.
Caricammo la lavastoviglie, ma non cera abbastanza
spazio per pentole e padelle, cos riempii il lavandino
di acqua calda e detersivo e proposi a Michael di asciugare:
io mi sarei occupata del lavaggio. Gli passai uno
strofinaccio.
Non hai paura di sciuparti le mani? mi chiese.
No, e tu?
Io s e tese davanti a s le mani, fingendo di ammirarle.
Uso solo Schiuma d'Oro... ecco perch tutti mi
danno diciott'anni invece che trentotto. Le mie mani
non tradiscono la mia et!
Che scemo! esclamai, schizzandolo di bolle di
sapone.
Ehi... Infil le mani nell'acquaio, prese una manata
di schiuma e me la tir.
Io risposi al lancio e lui anche. A quel punto si
scaten una magnifica battaglia di spruzzi. Alla fine
eravamo tutti e due da strizzare e in preda a un attacco
di risa isteriche. Basta, ti prego, Michael gridai. Ti
scongiuro...
Lui si asciug la faccia con lo strofinaccio, poi
cominci a usarlo contro di me, come una frusta.
Lavora, schiava, lavora... metti a posto questo caos.
Smettila gli dissi, con un balzo all'indietro, ma lui
continuava a frustarmi le gambe con lo strofinaccio. Io
mi misi a correre attorno al tavolo della cucina, strillando,
con Michael che mi rincorreva, solo che stavolta con
lo strofinaccio mirava al sedere invece che alle gambe.
Ora ti faccio vedere io esclamai, dirigendomi verso
l'armadietto delle scope. Presi il piumino per la polvere
e glielo strofinai sul viso.
La pagherai per questo grid lui, prendendomi
per i polsi. Lasciai cadere il piumino, mentre lui mi
spingeva contro la credenza. Prima di baciarmi, si tolse
gli occhiali.
Perch te li togli sempre?
Hai mai provato a baciare qualcuno con gli occhiali?
No.
Be', ti impacciano disse. Hai i capelli bagnati
fradici.
Anche tu. E cos dicendo allungai una mano per
arruffarglieli. Sar meglio che andiamo ad asciugarci.
Andammo nel bagno al piano di sopra. Guardandomi
allo specchio rimasi di stucco. Ma... ho davvero
tutti i capelli insaponati.
Ricordati chi  stato a cominciare esclam Michael.
Mmmm!
Se vuoi te lo faccio io, lo shampoo.
Lo faresti sul serio?
Certo.
Nel lavandino?
A meno che tu non preferisca farlo nella doccia.
Molto spiritoso.
Allora?
Va bene e gli passai lo shampoo chinandomi sul
lavandino.
Fece davvero un bel lavoro e alla fine io mi avvolsi
un asciugamano attorno alla testa, poi fu il mio turno
di fargli lo shampoo. Ci strofinammo a vicenda i capelli
finch non rimasero solo un po' umidi.
Devo cambiarmi la camicia dissi.  zuppa.
Fai pure.
Mi avviai lungo il corridoio, verso camera mia.
Michael era appena dietro di me. Ci metto un minuto
gli dissi facendo il gesto di accostarmi la porta alle
spalle.
Ma lui la tenne aperta. Rimango.
Dai, Michael!
Non ti tocco, te lo prometto. E si chiuse la porta
alle spalle.
Presi una maglia e un reggiseno dalla cassettiera,
mentre Michael rimbalzava su e gi sul mio materasso.
Carino disse. Duro, ma non troppo.
Sono lieta di avere la tua approvazione.
Lo sai che i materassi troppo molli non vanno bene
per fare l'amore?
Michael...
Davvero, dico sul serio.
Molto interessante. Ora ti dispiacerebbe andartene,
cos posso cambiarmi?
Ti vergogni del tuo corpo, Katherine?
No, certo che no.
E allora che differenza fa se resto?
Ah... Scrollai la testa, gli voltai le spalle e mi
sbottonai la camicia. La sfilai e sganciai il reggiseno, che era
zuppo anche quello. Poi esitai per un attimo e mi sfilai
anche quello. Allungai una mano per prendere quello
asciutto e lo indossai. Per tutto il tempo nessuno di noi
due apr bocca.
Poi Michael fu alle mie spalle.
Avevi promesso... lo ammonii.
Te lo allaccio io, soltanto questo.
Non preoccuparti.
Non mi preoccupo Ma invece di allacciarmi il fermaglio
fece scivolare le mani sul mio seno, baciandomi
la nuca.
Ti prego, Michael... non...
Perch no, Kath?
Perch...
Sentimmo bussare alla porta e poi Jamie ci grid:
Cosa fate voi due l dentro? La cucina  un disastro e
sta per cominciare il film.
Arriviamo risposi allacciandomi il reggiseno e
infilandomi la maglia. Poi mi voltai verso Michael, sussurrandogli:
Ecco perch...
Scusa, scusa disse.
Okay.
Ripulita la cucina, ci sedemmo nel salottino con Jamie,
a guardare il film del sabato sera. Prima di andare via
Michael diede un bacio a tutte e due, a me sulla bocca e
a lei sulla guancia. Quando andai in camera sua a darle
la buonanotte, Jamie si stava ancora toccando la guancia.
Credo che Michael sia il ragazzo pi carino della
terra disse.
Allora siamo in due a pensarlo.
Mi piacerebbe che avesse un fratello pi piccolo.
Sarebbe divertente... ma non ce l'ha.
Kath...
Mmmm?
Che cosa stavate facendo in camera tua?
Niente... Michael voleva soltanto vederla.
Dai, Kath... non lo dico a nessuno.
Non c' niente da dire.
So tutto del sesso.
Congratulazioni !
Stavate scopando?
Jamie!
Non  una parolaccia... odio e guerra sono parolacce,
scopare no.
Non ho mai detto questo.
Allora?
No... non stavo... ma anche se fosse non verrei a
dirtelo.
E perch no?
Perch non sono fatti tuoi, ecco perch.
Uau... disse lei facendo schioccare la lingua. La
tua generazione  cos indietro sul sesso.
...
.
...
Sei.
...
.
...
Com' andata con Artie? chiesi a Erica il luned.
Eravamo a lezione di biologia: classificavamo molluschi.
Te lo dico io com' andata: non  andata affatto.
Non si  fatto vedere?
Se  per quello, si  fatto vedere.
E allora?
Ancora niente... nemmeno un bacio.
Strano.
E sono sicura di piacergli. Mi ha invitato alla recita
della loro scuola. Lui ha la parte del protagonista.
L'ho sentito. Ci vado anch'io con Michael.
Lo so... Artie mi ha detto che vi avrebbe chiesto se
potevate dare un passaggio anche a me.
Certo.
Se non ci prova neanche dopo lo spettacolo, far
qualcosa io. Non posso star l ad aspettare all'infinito.
Mr Kolodny alz la testa dalla cattedra. Voi due
in fondo, smettetela di chiacchierare e mettetevi al
lavoro.
Io strappai un foglio dal taccuino, ci scrissi: Qualcosa
di cosa? e lo spinsi verso Erica.
Qualcosa di drastico! fu la sua risposta.
La sera dello spettacolo, io, Michael ed Erica eravamo
seduti tutti insieme nella quarta fila dell'auditorium
del Summit. Avevano messo in scena Le farfalle sono
libere di Lonard Gershe e Artie faceva la parte del
ragazzo cieco che cerca di cavarsela da solo. Michael
aveva ragione: Artie riusc a sorprendermi. Sembrava
un vero attore professionista. Non so come, sul palcoscenico
sembrava diverso, pi sicuro di s. Mi fece
dimenticare l'Artie Lewin che conoscevo, il fanatico di
giochi in scatola.
Sybil recitava la parte della madre ed Elizabeth
quella della sua ragazza, ma non erano nemmeno lontanamente
paragonabili ad Artie. Sybil sembrava pi
grassa del solito e continuava a giocherellare con la sua
parrucca di capelli grigi, ma neppure questo serviva a
migliorare l'effetto. Il costume di Elizabeth era un puro
e semplice bikini e quando apparve sul palco, Erica mi
tir una gomitata. Chiss perch, mi sentii in dovere di
dire qualcosa a Michael, tanto per dimostrare che non
sono la classica gelosa. Perci mi voltai verso di lui e
gli sussurrai all'orecchio: Carina. Come pu essermi
venuta in mente una genialit simile?
Mmmm borbott Michael.
Alla fine dello spettacolo, tutto il pubblico si alz
per applaudire Artie.
Non me lo sarei mai immaginato continuava a
ripetere Erica. Non riesco ancora a crederci.
Nemmeno io confermai.
Te l'avevo detto intervenne Michael. Per lui il
teatro  la cosa pi importante.
Guardando Artie che faceva un ultimo inchino, pensai
che Michael aveva proprio ragione.
Cercammo di arrivare al camerino, ma cerano due
insegnanti incaricati di tenerci fuori, perch i custodi
non vedevano l'ora di chiudere la scuola per la notte.
Erica disse che lei avrebbe aspettato Artie e propose di
andare tutti alla festa.
Io non avevo molta voglia di andare a casa di
Elizabeth per affrontarla in un incontro ravvicinato, ma
non potevo oppormi senza che si notasse. Tra l'altro,
come ci sarebbe rimasto Artie se il suo migliore amico
non si fosse fatto vedere?
La casa di Elizabeth era in una via molto simile alla
mia. Fu sua madre a venire alla porta.
Michael... esclam. Che piacere rivederti.
Buonasera disse lui. Questa  Katherine
Danziger.
Buonasera dissi anch'io.
Entrate, entrate riprese la signora, sbirciando dalla
mia parte. Sono tutti al piano di sotto... Michael,
conosci la strada.
Lo aveva detto solo a mio uso e consumo, per farmi
capire che Michael era gi stato l altre volte?
Era una festa grande - con trenta o quaranta invitati
- e, appena arrivati, gli attori vennero circondati da
tutti e sommersi di congratulazioni. Michael diede un
paio di pugni scherzosi ad Artie, poi si chin a sussurrargli
qualcosa. Artie sorrise, annu, e gli disse: Grazie,
amico.
Il padre di Elizabeth pass la mezz'ora successiva a
riprenderci con la telecamera, mentre Artie ce la metteva
tutta per fare il buffone. Michael diede un bacio
sulla guancia a Elizabeth e le disse: Quella parte sembrava
fatta per te... sei stata grande.
Mi fa piacere che lo pensi rispose lei.
Io mi allontanai con una sensazione di vuoto allo
stomaco. Raggiunsi Sybil, che era in un angolo della
sala a parlare con un ragazzo, e le feci i complimenti:
Mi  piaciuto molto lo spettacolo, e tu hai recitato
bene.
Lei scoppi a ridere. Grazie, ma non ci giurerei.
Poi mi present al suo interlocutore, che si rivel essere
il fratello minore di Elizabeth. Io mi chiesi se le avrebbe
raccontato tutto.
Erica mi prese da parte e, guardando nella direzione
di Artie, mi sussurr: Stasera vola alto... non mi stupirei
se questa notte fosse quella giusta.
In bocca al lupo commentai, senza troppo entusiasmo.
Ah, eccoti. Michael era comparso al mio fianco.
Allung una mano per prendere la mia.
Ci conosciamo? gli chiesi, ritraendomi.
Che cosa vuol dire?
Niente. Non farci caso risposi, e puntai verso
Artie, che era seduto sul divano in mezzo ai suoi fan.
Appena ne ebbi l'occasione, gli rivolsi la parola: So
che te lo senti dire da tutta la sera, ma sei stato fantastico.
Grazie, Kath e intanto si spost di lato, per farmi
posto.
Ma come facevi? A un certo punto sei davvero riuscito
a farmi credere che eri cieco.
Non saprei, mi viene naturale.
Sul serio, Artie...
Sono serio. Non so come mi riesca. Per quello che
mi ricordo, ho sempre desiderato recitare, fin da quando
ero piccolissimo.
Ma intendi che vorresti farlo sul serio?
S,  difficile cominciare, ma io vorrei almeno provarci.
Secondo me ce la farai.
Spero che tu abbia ragione... Ma dov' il mio
amico?
L da qualche parte, a parlare con Erica.
Ehi grid lui, facendo cenno a Michael ed Erica
di unirsi a noi.
Questa volta Michael non fece il gesto di prendermi
la mano.
Io rimasi allerta per tutta la serata, in attesa di cogliere
un segreto sguardo d'intesa tra Elizabeth e Michael,
ma non notai nulla. E quando finalmente ci capit di
scambiare quattro chiacchiere, lei si comport in modo
amichevole, tranquillo. Disse perfino che si ricordava
di me dalla festa di Capodanno, il che mi fece sentire
ancora peggio.
La festa era ancora in pieno svolgimento quando
Michael mi propose: Andiamocene di qui.
Perch, non ti diverti?
Non particolarmente... e tu?
Io non gli risposi. Andai al piano di sopra a recuperare
il cappotto e tenni il muso fino a casa. Michael
non disse una parola. Non mi rivolse neppure uno
sguardo.
Aperta la porta di casa, gli chiesi: Non entri?
Vuoi?
Se ti va gli risposi, come se non me ne importasse.
Dipende da te ribatt lui.
Non voglio che tu mi faccia un favore. Come se
non avessi passato tutta la sera ad aspettare di rimanere
da sola con lui, feci un passo nell'ingresso.
Michael mi segu. Ci togliemmo i cappotti. Ti ho
fatto qualcosa? mi chiese alla fine.
No.
E allora?
Mah, non lo so...  tutto e nulla... pensavo a te e a
Elizabeth.
Sei gelosa?
Forse  questo, ma non sono sicura.
 per questo che sei stata cos acida tutta la sera?
Credo di s.
Michael cominci a ridere: Non sapevo che tu fossi
un tipo geloso.
Non lo sono! Ma appena mi usc questa frase,
mi accorsi di come suonava stupida e scoppiai a ridere
anch'io.
Ehi, ieri notte ti ho sognata disse Michael.
E com'ero?
Molto sexy...
Lo presi per mano e andammo nel salottino. Mi
dispiace di essere stata cos insopportabile, stasera.
Non pensarci comment Michael. Non  male
sapere che ti importa di me. Ma promettimi una
cosa...
Cosa?
D'ora in poi dobbiamo essere sinceri. Se ti d
fastidio qualcosa devi dirlo, e lo stesso vale per me.
D'accordo?
D'accordo.
Bene.
Ci sdraiammo sul tappeto e quando dopo un po' la
sua mano si infil sotto la mia gonna io non la fermai...
e neppure quando scivol sotto i miei slip.
Ti desidero cos tanto mi sussurr.
Anch'io, ma non posso... non sono ancora pronta,
Michael.
S, s che lo sei... lo sento, sei pronta quanto me.
No protestai respingendo la sua mano. Pronta
mentalmente, intendo.
Pronta mentalmente ripet lui.
Esatto.
E in che modo uno riesce a essere pronto mentalmente?
Bisogna riflettere... sentirsi sicuri.
Il tuo corpo per mi dice che mi desideri.
Ma io devo controllare il mio corpo con la mente.
Merda esclam Michael.
Non  facile neppure per me.
Lo so, lo so... e mi circond con un braccio.
Senti, se vuoi possiamo darci piacere a vicenda anche
senza arrivare fino in fondo...
Ci arriveremo... presto.
Se non ti conoscessi, penserei che mi prendi in
giro.
Non ti prenderei mai in giro.
S, so anche questo.
Vuoi che io sia sincera, giusto?
S.
Be'... la verit ... che non so bene cosa devo fare...
per darti piacere, intendo.
 la cosa pi semplice del mondo disse lui, slacciandosi
la cintura.
Non ora protestai io.
E quando?
Presto, ma non stasera.
Promesse... promesse.
Dopo che Michael se ne fu andato a casa e io mi fui
infilata sotto le coperte, cercando di addormentarmi,
pensai a come sarebbe stato fare l'amore con lui... arrivando
fino in fondo, come aveva detto lui. Avrei fatto
dei rumori, come mia madre? Io capisco sempre quando
i miei fanno l'amore perch, quando pensano che
Jamie e io siamo addormentate chiudono la porta della
loro camera.  difficile non ascoltare. La mia stanza 
proprio vicina alla loro. A volte li sento ridere piano e
altre volte mia madre si lascia sfuggire dei piccoli gemiti
o mormora Roger... Roger... Anche se so che  naturale
e anche se sono contenta che i miei si amino, non riesco
a non essere in imbarazzo. Come sarebbe stato, andare
a letto con Michael? A volte lo desideravo cos tanto...
ma altre volte avevo paura.
...
.
...
Sette.
...
.
...
Indovina dove andiamo quest'anno per l'anniversario
della nascita di Washington? mi chiese Michael.
Spostai la cornetta da un orecchio all'altro. Mi
arrendo.
A sciare.
Ma io non so sciare.
Ti insegno io.
Davvero?
S. Andiamo da mia sorella, nel Vermont. Tra poco
credo che telefoner lei a tua madre per spiegarle tutti
i dettagli.
Dici sul serio?
Puoi giurarci. Senti, Sharon ti piacer, ne sono sicuro.
E anche Ike, suo marito,  un tipo a posto.
Suona fantastico.
Lo sar... E poi, Kath, aspetta di vedere la neve!
Appena messa gi la cornetta, mi precipitai in soggiorno.
Indovinate dove mi ha invitato Michael?
Alla festa della sua scuola? chiese mio padre.
No, niente del genere.
Be', diccelo intervenne mia madre.
Nel Vermont. Andiamo a sciare. Sua sorella ha una
casa da quelle parti. Ti chiamer per parlartene.
Mia madre scambi un'occhiata con mio padre.
Posso andare, vero?
Be'... esit mio padre.
Ti prego!
Non puoi aspettarti che ti diciamo subito s cos su
due piedi, Kath esclam mia madre.
Dobbiamo rifletterci quando avremo saputo i dettagli
continu mio padre.
Pi tardi, quando squill il telefono, dissi: Deve
essere la sorella di Michael. Si chiama Sharon.
Prendo da sopra disse mia madre, ma nel frattempo
Jamie aveva gi risposto e stava strillando: Ehi,
mamma... telefono... Sharon Qualcosa.
Che cosa ha detto? chiesi a mia madre, appena lei
scese dalle scale. Le hai detto che posso andare?
Mi  sembrata molto carina rispose mia madre.
Vai avanti...
Dice che lei e suo marito vi porterebbero su in macchina
venerd. E un viaggio di circa sette ore. Casa loro
 dalle parti di Stowe.
E quando pensano di tornare? chiese mio padre.
Luned pomeriggio.
Sono tre notti.
Che differenza fa?
Hanno un sacco di spazio, Roger gli spieg mia
madre, e io capii che era dalla mia parte, che se fosse
stato per lei mi avrebbe lasciata andare. Condividono
la casa con altre due coppie, ma per questo finesettimana
 tutta loro. Mi ha detto che hanno tre camere.
Non so borbott mio padre.
Suo marito  medico ospedaliero nel reparto di
medicina interna riprese mia madre.
Cos non devi preoccuparti che mi ammali intervenni
rivolta a mio padre.
No, ma solo che tu ti rompa una gamba o due
ribatt lui.
Star attentissima, te lo prometto.
Non so. Sciare  uno sport pericoloso.
Non pi pericoloso che guidare una macchina
protestai io.
Lasciaci il tempo di parlarne stasera disse mio
padre. Ti diamo una risposta domattina.
Non vedo che cosa ci sia da discutere.  una questione
molto semplice.
Non mi piace prendere decisioni affrettate.
Mamma...
Il pap ha ragione. Dormiamoci sopra, Kath.
Ma io ci tengo da morire.
Lo sappiamo risposero all'unisono.
Non so come ho fatto a sopravvivere a quell'intera giornata.
Parlare con Erica mi  stato d'aiuto. Mia madre
mi lascerebbe andare, ma mio padre sembra che abbia
paura a dire di s.
 logico rispose Erica. I padri hanno dei complessi
nei confronti delle figlie. Non sopportano il
pensiero che le loro preziose bambine facciano sesso.
Credi che sia questo che lo disturba?
Assolutamente s. Non centra nulla la storia che
tu ti rompa una gamba, come ha detto. Centra la tua
passerottina.
Erica!
Lei scoppi a ridere. Ma sono pronta a scommettere
che tua madre lo convincer a lasciarti andare.
Dio mio... lo spero anch'io.
A me piacerebbe da morire andare via con Artie.
Deduco che le cose tra voi devono essere andate
avanti.
Dipende da cosa intendi.
Sai cosa intendo.
Non sono andate avanti nel senso che intendi tu,
ma quanto meno stiamo imparando a essere sinceri... e
non esiste un rapporto decente senza sincerit.
 proprio quello di cui abbiamo parlato noi l'altra
sera. Michael ha detto praticamente la stessa cosa.
Ed  vero.
S, ma tu sostenevi che avresti fatto qualcosa di drastico
se dopo la recita lui non si fosse dato una mossa.
L'ho fatto. Quando mi ha riportato a casa dopo la
festa e mi ha dato il bacio della buonanotte sulla guancia
gli ho chiesto a bruciapelo: Ma Artie, sei gay?
Non puoi averlo fatto!
Vuoi scommetterci?
E lui che cosa ha detto?
Non lo so, Erica mi ha risposto, ma sto cercando
di scoprirlo.
O santo cielo...
Ma come fai a capirlo ho detto io, se non facciamo
altro che giocare a Monopoli, bingo, scacchi,
backgammon... mi escono dalle orecchie.
E lui?
Ho paura a mettermi alla prova, Erica. Be', non ti
pare che sia stato sincero?
Decisamente.
Cos gli ho detto di non preoccuparsi, che lo aiuter
a scoprire la verit, e lui mi ha detto che me ne
sarebbe veramente grato. Cos, il finesettimana prossimo,
mentre voi sarete nel Vermont...
Sempre che io ci possa andare.
Sempre che tu ci possa andare... io e Artie cercheremo
di scoprire la verit.
Dopo la scuola, mi incamminai verso la biblioteca. 
andata mi disse mia madre, prima ancora che potessi
chiederle qualcosa. Stasera i negozi sono aperti fino a
tardi, e allora di pranzo, passando davanti allo Sports
Centre, ho visto una giacca a vento fantastica, proprio
della tua misura... e con lo sconto di dieci dollari.
Posso andare davvero?
A che cos'altro potrebbe servirti una giacca a vento?
Oh, mamma! Sei la pi grande, la mamma migliore
del mondo! le dissi abbracciandola pi forte che potevo.
Ricordatelo, la prossima volta che bisticceremo su
qualche cosa.
Pi tardi, quella sera, quando io e mia madre tornammo
a casa dopo aver fatto acquisti, io mi esibii in
una sfilata con i miei nuovi vestiti da sci di fronte a
Jamie e al pap. Avevo una giacca gialla, rossa e blu e
pantaloni da sci blu scuro; con i miei risparmi, mi ero
comperata anche un cappellino in tinta.
Per lo meno sar pi facile trovarti se finisci
dispersa nella nebbia comment mio padre.
Come faccio a finire dispersa con Michael che mi
tiene d'occhio?
Non c' nebbia nel Vermont, comunque si intromise
Jamie. Vorrei andarci anch'io.
Non questa volta le risposi.
Vi cucinerei delle cose meravigliose.
Mi dispiace, no, Jamie.
Michael adora i miei pranzetti.
No, non esiste.
Maledizione!
Quando Michael mi chiam, lo informai che era
tutto a posto. Ho perfino una tuta da sci.
Non dovevi comprare nulla. Sharon voleva prestarti
un parka e un paio di scaldamuscoli.
Be', ora non sar pi necessario.
S, ma devi ancora affittare sci e scarponi.
Lo so, non preoccuparti.
Lo skipass per le risalite te lo pago io, per.
Va bene, se insisti... Per, Michael...
S?
Non ce la faccio ad aspettare fino a venerd.
Allora siamo in due.
Prima che andassi a dormire, mio padre entr in
camera e venne a sedersi sulla sponda del mio letto,
come quando ero piccola. Mi prese la mano.
Sono contenta che abbiate deciso di lasciarmi andare,
pap.
Be', in autunno andrai al college. E prima o poi
avrei dovuto lasciarti andare... Credo che tu non sia pi
una bambina, ormai.
Lo credo anch'io.
Hai la testa sulle spalle, Kath, e hai sempre preso
decisioni intelligenti... per tu e Michael siete ancora
molto giovani.
Non abbiamo intenzione di scappare, se  questo
che ti preoccupa.
Non sono preoccupato. Semplicemente non voglio
che tu ti faccia del male.
Te l'ho detto, star attenta.
Non parlavo degli sci, Kath.
Ma, pap...
Michael mi piace, e non  che non mi fidi di lui...
Pap, non  un maniaco sessuale, perci smetti di
preoccuparti per noi.
Non riesco a farne a meno.
Mi tirai su a sedere e lo abbracciai. Andr tutto
bene... davvero.
...
.
...
Otto.
...
.
...
Appena arrivammo alla casa in montagna, Michael
salt gi dalla macchina e cominci a bombardarmi
di palle di neve. Ce nera un manto soffice che ricopriva
tutto, bellissimo, e cerano chilometri e chilometri
di foresta, con i ghiaccioli che pendevano da ogni
albero. Io corsi via, ridendo e gridandogli di smetterla,
ma lui non mi diede ascolto finch Ike non lo afferr
per un braccio, dicendogli: Prima il lavoro, poi
il gioco. Lo riport con s alla macchina, apr il
portabagagli e gli indic tutto quello che doveva essere
portato in casa.
Io aiutai Sharon a sistemare le provviste.  alta e
magra, come Michael, e ha lo stesso colore di capelli,
ma lei ha gli occhi cos lunghi che sembra sempre
che li tenga socchiusi. Ike  pi basso di lei, ma molto
robusto, praticamente senza collo. Ha una bella pelata.
Mi domando se rimarr completamente calvo e se in
tal caso a Sharon importerebbe qualcosa. Che effetto
mi farebbe se Michael fosse calvo? Non saprei. Adoro
i suoi capelli: il colore, la sensazione che mi d toccarli,
il loro odore. Mi dispiacerebbe se li perdesse.
Finito di mettere tutto a posto, esplorai la casa. La
cucina si apriva su una grande stanza con un caminetto
in pietra grigia, un vecchio tappeto consunto
e cuscini sparsi a terra. Poi cera la camera di Ike e
Sharon, con un bagno privato. Al piano di sopra c'erano
altre due camere, con in mezzo un unico bagno
che io e Michael avremmo dovuto condividere. Ero
contenta di essere stata subito chiara con lui quando
era venuto a prendermi nel pomeriggio. Mentre mia
madre parlava con Ike e Sharon in soggiorno, lo
avevo portato in cucina.
Devo dirti una cosa avevo esordito.
Dimmi.
Mi sono arrivate le mie cose questa mattina.
Ah.
Con una settimana di anticipo.
Ah.
Secondo mia madre  perch ero agitata... al pensiero
della partenza e tutto il resto... Volevo solo che
anche tu lo sapessi.
Hai fatto bene.
Nel caso dovessi fermarmi qualche volta durante il
viaggio...
Non hai nausea o roba simile?
No, sto bene, sono solo seccata. Spero che non lo
sia anche tu.
Ma figurati, no... come potrei essere seccato ora
che hai il permesso di venire con noi? mi rassicur,
prendendomi per mano.
Quando Michael e Ike ebbero finito di scaricare la macchina
e ogni cosa fu sistemata al suo posto, ci sedemmo
tutti e quattro attorno al fuoco, a sorseggiare caff bollente
corretto con brandy. Sharon mi raccont del suo
lavoro.  un'antropologa e lavora al Museo di Storia
Naturale, ma spera di partecipare presto a una campagna
di studi sul campo, magari quest'estate. Io allora le chiesi
se sarebbe stata disposta a venire a tenere una conferenza
da noi in aprile, quando a scuola organizziamo incontri
con professionisti di vari settori, perch non ci capita
spesso di avere a disposizione un antropologo. Lei mi
rispose che le avrebbe fatto molto piacere. Anche Mrs
Handelsman, la mia tutor, avrebbe apprezzato la mia iniziativa,
perch ha sempre difficolt a trovare personaggi
interessanti, soprattutto donne giovani.
Eravamo tutti esausti per il viaggio e appena Sharon
cominci con gli sbadigli le tenemmo subito dietro
anche noi. Tutti in branda propose Ike. Poi lui e
Sharon ci augurarono la buonanotte e si avviarono in
camera loro.
Io e Michael ci guardammo.
Puoi usarlo prima tu, il bagno offr lui.
Okay.
Andammo di sopra.
Ti sveglio alle sette e mezzo, cos iniziamo a sciare
presto.
Va bene risposi.
Lanciami un urlo, quando hai finito in bagno e mi
diede un bacio sulla guancia.
D'accordo, lo far.
Be'... buonanotte.
Buonanotte... Gli posai la fronte sul petto. Sei
sicuro di non essere arrabbiato?
No, ma dai, Kath. Va tutto bene. Dormi bene, ci
vediamo domattina.
Io annuii, poi mi avviai verso la mia camera mentre
lui raggiungeva la sua. Mi veniva da piangere. Il nostro
saluto della buonanotte non era stato per nulla come l'avrei
voluto. Mi infilai la camicia da notte bianca, quella
lunga.  la pi bella che ho, di raso molto liscio, con le
maniche a sbuffo e minuscoli bottoni a forma di cuore.
Avevo sperato che Michael la vedesse.
Quando ebbi finito in bagno, urlai: Libero! E mi
infilai nel letto. Sentii che Michael tirava lo sciacquone,
poi faceva scorrere l'acqua del lavandino. Quando torn
il silenzio, gridai di nuovo: Buonanotte, Michael...
Kath...
S?
Posso entrare un minuto?
Certo. Mi alzai a sedere sul letto, avvolgendomi
stretta nelle coperte.
Michael indossava un pigiama largo, blu. Quando si
sedette sul letto, io lo abbracciai. Lui emise un suono
strano con la gola e ci baciammo.
Tua sorella... balbettai io, quando ci interrompemmo
per prendere fiato.
Non preoccuparti.
Ci baciammo di nuovo. Poi Michael mi allontan,
dicendo: Stasera non volevo neanche sfiorarti. Per
dimostrarti che non ti ho portata qui per fare sesso.
Mi sarebbe spiaciuto gli dissi. Mi sono perfino
messa la mia camicia da notte pi bella. Ti piace?
Ti copre troppo, ma  carina, e liscia. Michael
allung una mano per spegnere 1' abat-jour sul comodino.
Come funzionano questi bottoncini assurdi? mi
chiese cercando di slacciarmi la camicia.
La sbottonai io.
Ti voglio sentire contro di me disse Michael sfilandosi
la giacca del pigiama. Poi si sdrai accanto a me
stringendomi tra le braccia.
 bello, cos sussurrai mentre le mie mani scivolavano
sulle sue spalle nude e sulla schiena.
Michael mi baci e scese con la mano tra le mie
gambe, ma io lo bloccai, allontanandola. No... non
stasera.
A me non importa.
Ma a me s. Non  che non volessi lasciarmi toccare,
visto che io per prima lo avevo fatto, semplicemente
non mi pareva una buona idea lasciarci andare troppo.
Michael... non voglio che ti ecciti troppo... d'accordo?
Sono gi eccitato.
Non c'era bisogno di dirmelo.
Ci baciammo ancora una volta, poi lui mi accarezz
dolcemente una guancia: Ti amo, Kath. Lo dico davvero... ti amo.
Avrei potuto rispondergli la stessa cosa. Lo ripetevo
tra me. Pensavo: ti amo, Michael. Ma si pu davvero
amare qualcuno che hai visto solo diciannove volte
nella tua vita?
Non l'ho mai detto a nessuna, prima mi sussurr
Michael.
Sono felice.
Voglio tenerti stretta per tutta la notte.
E io voglio che tu lo faccia.
Dormimmo abbracciati, finch al mattino non giunse
a svegliarci la voce di Ike.
...
.
...
Nove.
...
.
...
Era una giornata di sole, fredda, ma senza vento. Secondo
Michael era perfetta per sciare. Mi infilai calzamaglia,
dolcevita a collo alto, pantaloni da sci, maglione,
due paia di calze e doposc. Riuscivo a malapena a
muovermi.
Sharon dormiva ancora, mentre Ike aveva gi preparato
sul tavolo la colazione: cereali, uova e panini dolci.
Niente uvette comment Michael passandomi il
vassoio.
Come fai a sapere che non mi piacciono?
Il primo dell'anno... non ricordi?
Ah, gi... dissi io rivedendomi seduta al tavolo di
Sybil, tutta intenta a togliere le uvette da un panino.
Complimenti, ottima memoria.
Dipende dagli argomenti rispose Michael con un
sorriso.
Finita la colazione, Ike diede a Michael le chiavi
della macchina e gli sugger di portarmi in citt ad
affittare l'equipaggiamento. L i prezzi sono migliori
che al rifugio. Con un po' di fortuna, al vostro ritorno
troverete pronta anche Sharon.
Andammo al negozio Alpine Ski. Quando Michael
ebbe trovato degli scarponi che mi calzavano a dovere,
mi spieg come chiudere i ganci e anche come dovevo
camminare se non volevo uccidermi, impresa non
facile.
Quando tornammo a casa, Sharon era vestita e
pronta per partire. Da l alle piste la strada da fare non
era molta. Sharon e Ike avevano uno skipass stagionale,
mentre per me Michael compr un giornaliero. Non
avrei mai pensato che sciare costasse cos caro commentai,
vedendo i prezzi.
 l'unico svantaggio mi rispose Michael.
Passiamo dal bagno prima di metterci gli sci
propose Sharon. E una tale seccatura doversi fermare
prima del pranzo.
Io la seguii dentro il rifugio e poi gi per le scale.
Andammo tutte e due in bagno. Poi, mentre ci lavavamo
le mani, Sharon mi spieg che la maggior parte
dei principianti si fanno male perch pretendono di
imparare da soli. Ma tu stai tranquilla: Michael  un
istruttore qualificato, altrimenti io e Ike avremmo insistito
per farti prendere delle lezioni.
 davvero cos bravo?
Aspetta soltanto di vederlo in azione.
Sharon si accorse che mi era sfuggito un sorriso e
scoppi a ridere: Intendevo in azione sugli sci.
Lo so.
Mio fratello  un ragazzo proprio carino, vero?
Credo di s.
Ma sembra cos... vulnerabile.
In che senso?
Mah,  cos aperto verso gli altri. Non vorrei vederlo
soffrire.
Mentre lo diceva, non mi guardava in faccia. Fissava
lo specchio, spalmandosi una crema biancastra sulle
labbra. Io non sapevo cosa risponderle. Voleva dire che
Michael poteva soffrire a causa mia? Pensava che lo
stessi solo usando?
Be', andiamo. Sharon si rimise il tubetto di crema
in tasca. E, Katherine...
S?
Scusami se ti ho fatto questo discorso da chioccia,
un minuto fa... Dovrei smetterla di preoccuparmi per
Michael. Dopotutto  grande, no?
S, in effetti lo  concordai. Era buffo che Sharon si
preoccupasse per lui proprio come mio padre si preoccupava
per me.
Risalite le scale, trovammo Michael e Ike ad aspettarci
fuori e decidemmo di darci appuntamento al
rifugio per l'ora di pranzo. Poi Sharon e Ike si diressero
verso le piste pi impegnative.
Michael mi aiut a mettermi gli sci. Erano cortissimi,
la coda spuntava appena alle mie spalle. Secondo lui, 
molto pi facile imparare con un paio di sci corti e, una
volta acquisita pi sicurezza, avrei potuto noleggiare sci
pi lunghi. Io avevo dei dubbi in proposito.
Muovi prima un piede, poi l'altro mi spieg
Michael, mentre io cercavo di procedere, ma incrociai
gli sci e mi feci lo sgambetto da sola. Scoppiammo a
ridere tutti e due. Lasciali scivolare sulla neve, non
cercare di alzarli.
Come? Cos?
Molto bene disse lui, prendendomi per un
braccio.
Non so come, riuscimmo a raggiungere la seggiovia.
Metti una mano sullo schienale e siediti appena hai
la seggiovia sotto il sedere mi raccomand Michael.
Pronta... ora! Io mi sedetti, sorpresa di essere atterrata
incolume sul sedile e di avere Michael al mio fianco.
Prima che avessi il tempo di accorgermene, stavamo
gi salendo.
Michael abbass la sbarra di sicurezza e guardandomi
negli occhi disse: Ti piacer da pazzi, vedrai.
Io annuii, cercando di restituirgli il sorriso.
Non preoccuparti, cominceremo su una pista da
principianti.
Non sono preoccupata.
Ma hai una faccia da panico.
Non fare lo stupido... non vedo l'ora di imparare a
sciare. Ma dentro di me pensavo che stavamo andando
cos in alto... come avrei fatto a scendere? Mio padre
aveva ragione, mi sarei rotta una gamba... forse due... o
addirittura tutte e due le gambe e un braccio... magari
peggio.
Scendere  un gioco da ragazzi disse Michael,
alzando la sbarra e lasciandomi libera di precipitare al
suolo da qualche metro di altezza. Guarda solo quello
che faccio io: alza la punta degli sci.
Io eseguii.
Ecco, ora stai pronta... tra un minuto dobbiamo
alzarci in piedi e poi lasciare che la seggiovia ci spinga
via... chiaro? Michael mi aveva afferrato forte, ma io
dimenticai tutte le sue raccomandazioni, cos dovette
darmi una spinta per evitare che la seggiovia mi colpisse
sulla testa e ovviamente con quella spinta io volai per terra.
Maledizione!
Michael rideva.
Non c' niente da ridere.
Sar meglio che ti ci abitui: passerai pi tempo per
terra che in piedi, oggi, ma consolati... domani sarai
una professionista!
Ah ah!
Mi aiut a rialzarmi, ma mi colava il naso. Tieni
mi disse, sfilandosi un fazzolettino di carta dalla tasca.
Io mi soffiai il naso.
Mi ero dimenticato di dirtelo: a tutti cola il naso
quando si scia.
Magnifico, ci mancava solo questo.
Pronta?
Ma sei sicuro che posso farcela?
Non mi dicevi che sei un fenomeno di coordinazione?
Un mago del tennis... un mostro della danza
moderna...
Mai parlato di maghi n tantomeno di mostri!
Rilassati, chiunque pu imparare a sciare.
Speriamo. Un'ultima domanda prima di cominciare,
va bene?
D'accordo. Spara.
Come faccio a scendere da questa montagna?
Con gli sci, Kath.
Temevo che l'avresti detto.
Michael aveva ragione. All'inizio passai pi tempo
per terra che in piedi, ma entro l'ora di pranzo avevo
fatto gi tre volte la pista per i principianti. La terza
volta, riuscii perfino a non cadere scendendo dalla
seggiovia e anche se non si poteva dire esattamente che
sciassi, quanto meno facevo qualcosa.
Sharon e Ike ci aspettavano al rifugio e avevano
tenuto un tavolo per il pranzo.
Com' andata? chiese Ike.
Non puoi immaginare quanto  brava rispose
Michael. Sono davvero orgoglioso di lei.
Ti piace? si inform Sharon.
S,  divertente, ti d una bella sensazione...
... di energia sugger Ike.
S, proprio cos... una sensazione di energia.
E fa venire un ottimo appetito ci interruppe
Sharon. Sto morendo di fame.
Mettiamoci in fila propose Michael. Non voglio
sprecare troppo tempo al rifugio: voglio riportare Kath
sulle piste.
Dopo pranzo provammo una pista nuova.
Tieni gli sci uniti spiegava Michael, lasciali scorrere
lungo la diagonale... scivola... scivola... bene...
perfetto... ora spingi le code verso il basso... brava,
cos...
Ce l'ho fatta gridai. Mi sono fermata davvero!
S... ora non dovrai per forza buttarti a sedere ogni
volta che perdi l'equilibrio.
Presi una manciata di neve e gliela tirai contro, ma
lui la schiv ridendo.
Sciammo fino alla chiusura degli impianti, alle quattro
del pomeriggio.
 stata una giornata bellissima, mi sono proprio
divertita dissi a Michael mentre mi aiutava a sganciare
gli attacchi.
Mi fa piacere rispose. E poi, tutto considerato,
non sei male come allieva.
Tutto considerato cosa?
Mah cos, tutto considerato... e mi baci sul naso.
Non mi accorsi di quanto mi facevano male i muscoli
finch non arrivammo a casa: Michael dovette tirarmi
di peso fuori dalla macchina. Mi fa male tutto mi
lamentai. Non mi reggono le gambe.
Un bel bagno ti rimetter in sesto disse Sharon.
Rimani a mollo un bel po' e continua ad aggiungere
acqua calda. Ci resta anche il tempo per un bel pisolino:
non mangiamo prima delle sette.
Dopo il bagno, sprofondai nel sonno, finch Michael
non mi sussurr: Kath,  ora di cena...
Mmmm mugolai, voltandomi.
Lui era seduto sul bordo del letto. Vuoi che ti aiuti
a tirarti su?
Mmmm aprii gli occhi. La sua faccia era vicina
alla mia.
Ciao mi disse.
Ciao... risposi, attirandolo a me e stringendolo
stretto.
Dopo... adesso  ora di alzarsi.
No, ancora no.
Mi toccher aiutarti, se non riesci a farlo da sola...
Mmmm... un minuto...
Michael si alz dal letto e io richiusi gli occhi. Sentii
l'acqua scorrere nel bagno. Poi eccolo di nuovo in piedi
accanto al mio letto. Kath... mi chiam, e aprendo gli
occhi vidi che teneva un bicchiere d'acqua sospeso sulla
mia testa, minaccioso.
Non vorrai... e con un balzo ero fuori dal letto.
No, ora che ti sei alzata non ce n' bisogno mi rassicur
lui, ma la prossima volta non avrai una seconda
possibilit.
Dopo cena ci sedemmo attorno al fuoco a chiacchierare,
poi Michael si alz per andare alla finestra. Ci
sono le stelle disse. Ti va di fare una passeggiata?
Lo stomaco mi si annodava ancora quando mi guardava
cos.
Presi giacca e doposci.
Non congelatevi raccomand Sharon.
Appena ci fummo allontanati un po' dalla casa, ci
baciammo. Dovevo uscire di l disse. Avevo in testa
soltanto di stare con te, da soli.
Lo so,  lo stesso per me risposi.
Cominciammo a camminare, tenendoci per mano.
Non ho mai visto un cielo cos dissi.
 perch qui il cielo  cos buio, e terso... niente
luci della citt, traffico, inquinamento...
Adoro guardare le stelle.
Io adoro guardare te.
Dai, Michael, smettila protestai, mollandogli un
pugno amichevole.
Al nostro ritorno, Sharon e Ike erano davanti al
fuoco, a fumare erba. Ciao ci accolse Sharon. Non
vi si  gelata la coda?
Quasi risposi io. Ero davvero stupita di vederla
fumare. La pensavo una tranquilla, soprattutto dopo il
discorso che mi aveva fatto sulla fragilit di Michael e
sul fatto che non voleva vederlo soffrire.
Hai le guance rosse not Ike.
S, mi succede sempre.
A me piacciono intervenne Michael, accostandomi
una mano alla guancia.
Ike si port lo spinello alla bocca e fece un bel tiro,
poi lo offr a Michael.
Vuoi? mi chiese lui.
Non credo.
Noi saltiamo il turno disse Michael rivolto a Ike e
mi prese per mano. Katherine  stanchissima.
Buonanotte dissi, mentre io e lui andavamo al
piano di sopra.
Fatevi una bella dormita ci salut Sharon.
Sar fatto rispondemmo all'unisono.
Michael si stese sul mio letto.
Non pensavo che tu fumassi gli dissi.
No, in effetti, non fumo pi. Tranne qualche volta.
Ah. Andai alla finestra e aprii uno spiraglio. Mi
piace avere l'aria fresca in camera. Io ho provato una
volta sola, ma non mi  successo niente di bello... ho
avuto solo una sensazione di nausea.
Capita, soprattutto la prima volta.
E poi non mi piace perdere il controllo aggiunsi,
prendendo la spazzola. Nella mia mente pensavo a cosa
sarebbe successo dopo, mi chiedevo se Michael sarebbe
rimasto nel mio letto come la sera prima. Era stato cos
bello.
Lo so disse lui.
Mi succederebbe ancora... se fumassi di nuovo?
Non lo so, probabilmente no.
Cominciai a spazzolarmi i capelli. Lui mi guardava.
Avrei voluto chiedergli: e dopo? Aveva dei progetti?
Sapeva gi, lui, che cosa sarebbe successo? Avrei voluto
una sceneggiatura da seguire, per non fare errori. Non
dimenticare le mie cose, Michael, avrei voluto dirgli.
Ci sono dei ragazzi a scuola che sono fumati tutto il
giorno.
Quello  diverso ribatt lui.
S, probabilmente s ammisi, e posai la spazzola.
Per sono comunque stupita che Ike e Sharon fumino...
Voglio dire, Ike  un medico... Intanto aprii il
cassetto per prendere la camicia da notte. Dovevo metterla
o no? S, ma questa volta l'avrei lasciata sbottonata.
Be', non sono proprio dei tossicodipendenti comment
Michael.
S, questo lo so... vado prima io in bagno?
Certo.
Feci la doccia, mi infilai la camicia da notte, con
sotto degli slip sgambati che mi piacevano, mi lavai i
denti e poi chiamai Michael: Ora puoi usarlo tu, il
bagno.
Mi infilai sotto le coperte, ad aspettare. Pochi minuti
dopo Michael apr la porta della mia camera. Aveva il
pigiama blu della sera prima. Mi fece un gesto di saluto:
Ciao.
Ciao gli risposi.
Pos gli occhiali sul comodino, spense la luce e si
distese sul letto accanto a me. Dopo un po' di baci si
tolse la giacca del pigiama. Togliti anche tu la camicia...
 una barriera che ci separa.
Io feci passare la camicia sopra la testa e la lasciai
cadere sul pavimento. Ora tra me e Michael cerano solo
i miei slip e i pantaloni del suo pigiama. Ci baciammo di
nuovo. Sentire il suo corpo cos vicino al mio mi eccitava
tanto da rendermi difficile rimanere sdraiata tranquilla.
Lui rotol sopra di me e cominciammo a muoverci insieme,
ancora e ancora. Era una sensazione cos bella che
non avrei mai voluto smettere... finch venni.
Un minuto dopo allungai la mano per prendere
quella di Michael. Spiegami cosa devo fare gli dissi.
Fai quello che vuoi rispose lui.
Aiutami, Michael... mi sento cos stupida.
Non devi mi rassicur lui, sgusciando fuori dai
pantaloni del pigiama. Mi guid la mano sul pene.
Katherine... vorrei presentarti Ralph... Ralph, questa
 Katherine. E una mia ottima amica.
Tutti i peni hanno un nome?
Non saprei. So solo del mio.
Nei libri i peni sono sempre descritti caldi e palpitanti,
ma ad accarezzarlo Ralph sembrava esattamente
normale. Solo la forma era diversa. Quello, e il fatto che
non era esattamente calmo: era come se sotto la pelle
stesse succedendo qualcosa. Non so perch mi rendesse
cos nervosa l'idea di toccare Michael, ma una volta
superata la paura lasciai che le mie mani lo accarezzassero
ovunque. Volevo esplorare tutto il suo corpo.
Mentre facevo i miei esperimenti gli chiesi: Va bene
cos?
Va tutto bene mi sussurr Michael.
Quando gli baciai la faccia, era tutta sudata e
Michael aveva gli occhi socchiusi. Mi prese la mano
e me la riport su Ralph, mostrandomi come dovevo
tenerlo, muovendomi su e gi, seguendo il suo ritmo.
Presto Michael emise un gemito e lo sentii venire, lo
sentii pulsare, palpitare, come scrivono nei libri, e poi
avvertii qualcosa di umido. Qualche goccia mi scivol
sulla mano, ma io non lasciai andare Ralph.
Rimanemmo qualche istante in silenzio, poi Michael
si protese per prendere la scatola di fazzolettini accanto
al letto. Me la offr: Non volevo sporcarti.
Non importa, non mi d fastidio risposi, e presi
qualche fazzolettino.
Lui riprese la scatola. Sono felice mi disse, mentre
si puliva la pancia.
Io gli baciai il neo sulla guancia. Sono andata
bene... tenendo conto della mia inesperienza?
Lui rise, poi mi abbracci. Sei andata benissimo...
a Ralph  piaciuto molto.
Mi strinsi a lui, appoggiandogli la testa sul petto.
Kath...
Mmmm?
Ti ricordi ieri notte, quando ti ho detto che ti amo?
S.
Be', ero sincero... non  solo sesso... anche quello
ne fa parte, ma c' di pi, mi credi?
S, perch ti amo anch'io sussurrai contro il suo
petto. Dirlo per la prima volta fu la cosa pi difficile.
C' qualcosa di cos definitivo in quelle parole. La
seconda volta mi alzai a sedere e glielo dissi pi sicura:
Ti amo, Michael Wagner.
Per sempre?
Per sempre.
...
.
...
Dieci.
...
.
...
Vi piacete ancora? fu la prima domanda di Jamie
appena tornai a casa dal Vermont. Lei, la mamma e il
pap erano ad aspettarmi nel salottino. Io crollai sul
divano. Sette ore su una Volkswagen sono un'eternit.
Be', certo, perch non dovremmo?
Il pap diceva che a volte passare molto tempo
insieme pu essere uno dei sistemi pi efficaci per far
finire una storia d'amore.
Mio padre arross, quando lo guardai. E tu volevi
che questa finisse? gli chiesi.
Non essere sciocca, Kath protest lui.
E allora perch ti  venuto in mente di dire una
cosa simile?
Era una discussione in generale, non su te e
Michael.
Abbiamo anche detto che in altri casi passare del
tempo insieme pu invece rafforzarla, una storia d'amore
intervenne mia madre, forse nel tentativo di venire
in soccorso a mio padre.
Be', questo si adatta meglio al nostro caso proclamai
guardando mio padre. Stare insieme ci ha reso
pi forti.
Bello comment Jamie.
Quando mi infilai nel letto, mezz'ora pi tardi, entr
in camera mio padre. Tu credi che disapprovi la storia
tra te e Michael esord.
E invece l'approvi?
Certo che l'approvo. Ho solo paura che vi lasciate
coinvolgere troppo,  solo questo il problema.
Ma che cosa c' di male nel lasciarsi coinvolgere?
Forse ho usato la parola sbagliata. Volevo dire che
non vorrei vederti troppo legata.
E chi sarebbe troppo legato?
La vuoi smettere di ritorcermi contro ogni frase che
dico sotto forma di domanda? Sto cercando di dirti che
secondo me sei troppo giovane per prendere decisioni
per la vita.
Non sto prendendo decisioni per la vita.
Devi considerare il futuro, Kath.
E cio?
Rieccoti con le domande.
Scusa gli dissi. Ma non ho voglia di pensare al
futuro... ci penser da solo a se stesso.
La mattina dopo aspettai che mio padre uscisse per la
sua partita a tennis e che Jamie se ne andasse a scuola,
poi intercettai mia madre mentre andava verso la doccia
e le chiesi: Ma il pap vuole che io smetta di vedere
Michael?
Certo che no.
Perch io non ci rinuncerei... nemmeno se me lo
chiedesse.
Ma lui non te lo chieder. Vorrebbe solo vederti
uscire anche con altra gente, come facevi prima.
Ma io non voglio... non voglio stare con nessun
altro ragazzo.
Lo capisco, Kath. E anche tuo padre in fondo lo
capisce... solo che gli  difficile accettarlo.
Lo vedo.
Senti, ma non rischi di arrivare tardi a scuola?
Effettivamente rischio di perdere la prima ora in
laboratorio... bel guaio!
Se vuoi ti do un passaggio... dammi il tempo di
vestirmi.
D'accordo.
Raccolsi i libri e recuperai dalla lavanderia la tuta da
ginnastica pulita. Poi andai in garage a mettere in moto
la macchina. Avevo la patente da settembre, ma non
avevo fatto pratica quasi per nulla.
La mamma usc di casa, mettendosi i guanti e calzando
il cappello in testa. Ha un cappello bianco lavorato
a maglia identico al mio, ma non se lo tira bene
sulla fronte come dovrebbe. Lo spinge indietro perch
dice che altrimenti le prude.
Brrr, che freddo! esclam entrando in macchina.
Vuoi che guidi io? le chiesi.
No, le strade meno intasate sono ancora tutte ghiacciate.
Scivolai sul sedile del passeggero e mia madre prese
posto al volante.
Lungo il percorso le chiesi: Mamma, eri ancora
vergine quando ti sei sposata?
Lei continu a guardare dritto di fronte a s, ma
strinse pi forte le mani attorno al volante.
So che ci hai sempre detto che lo eri aggiunsi in
fretta, ma...
Ci fermammo a un semaforo. Mia madre si volt
verso di me. Sono rimasta vergine fino a che non mi
sono fidanzata con tuo padre... non fino al giorno del
matrimonio.
E il pap?
Allora valevano regole diverse per maschi e femmine...
si dava per scontato che i ragazzi dovessero fare un
mucchio di esperienza prima del matrimonio.
La macchina dietro di noi suon il clacson.  verde
dissi.
Ah. Percorremmo East Broad Street e passammo
sotto il ponte della ferrovia.
Sei contenta di avere aspettato? le chiesi.
Non direi di avere aspettato... avevo solo vent anni.
Se tu dovessi ricominciare da capo, aspetteresti fino
al fidanzamento?
Ora  tutto diverso. Non mi sposerei pi cos giovane,
per prima cosa.
Ma aspetteresti?
Non so rispondere a questa domanda... non saprei.
Io non dissi pi niente, ma quando arrivammo a
scuola mia madre invece di farmi scendere entr nel
parcheggio e spense il motore. Senti, Kath... sono
sempre stata sincera con te sulle cose del sesso.
Lo so.
Ma devi essere sicura di saper padroneggiare una
situazione prima di buttartici dentro. Fare sesso implica
un impegno... una volta che avete cominciato non potete
tornare indietro a tenervi per mano.
Lo so.
E quando ti dai sia con la mente che con il corpo...
be', sei pi vulnerabile.
Questa l'ho gi sentita.
Ma  la verit replic mia madre. Sta a te decidere
cosa  giusto e cosa  sbagliato. Non posso dirti
di farlo, ma non voglio neppure proibirtelo. Non 
pi compito mio, sei cresciuta, ma mi aspetto che tu
affronti questa scelta con responsabilit... in un modo
o nell'altro.
Non te lo chiedevo per parlare di me, mamma...
ero solo curiosa, davvero...
Certo mi disse sfiorandomi la guancia. Bene,
passa una bella giornata.
Ci guardammo negli occhi per qualche istante, poi
io feci una cosa che non facevo da tempo. Mi allungai
verso di lei e le diedi un bacio.
Non posso assolutamente crederci! esclam Erica.
Sei ancora vergine!
Io non ho detto niente.
Ma io lo so lo stesso.
E come?
Cos... se lo avessi fatto, me lo avresti detto nel giro
di un secondo.
Eravamo in caffetteria, al nostro solito tavolo, ed Erica
stava mangiando un hot dog, la specialit del giorno. Io
invece sono probabilmente l'unica americana che non
ama gli hot dog, perci sul mio vassoio avevo un panino
al formaggio pi, a dir la verit, un pacchetto di biscotti
al cioccolato con ripieno di crema. Senti le dissi,
quello che faccio con Michael sono affari nostri. Non
ne parlo volentieri.
Certo, va bene... rispose Erica con l'aria un po'
offesa.
Cerca di capire, Erica.
Capisco... capisco...
Quando ti innamori, ti viene voglia di tenertelo per
te...  soltanto questo che intendevo.
Ma allora lo ami davvero?
S.
E lui ti ama?
S.
Ma te l'ha proprio detto?
Mmmm.
Cielo... questo  romanticismo puro.
Mi sembrava che tu non credessi al romanticismo.
E in effetti  cos conferm Erica, bevendo l'ultimo
sorso di latte. E tu non vuoi sapere di me e di
Artie? mi chiese, mentre portavamo i nostri vassoi ai
banconi vicino all'uscita.
Be', certo... ma non volevo ficcare il naso nella
vostra storia.
Sabato sera abbiamo giocato a strip poker.
No!
Erica scoppi in una risata. S, e ci siamo fermati
solo quando eravamo nudi come mamma ci ha fatto.
Ma se fossero entrati i tuoi?
Impossibile, loro rispettano la mia privacy.
Anche i miei, per...
Comunque non abbiamo fatto niente, a parte
toccarci. Comincio a sentirmi una specie di psicoterapeuta.
Rischi di fargli pi male che bene.
Ci ho pensato anch'io... ma lui  molto aperto per
quanto riguarda i suoi problemi. Non  gay, almeno
questo lo abbiamo stabilito.  semplicemente impotente.
Ho letto molto sull'argomento e sono quasi sicura di
poterlo aiutare.
Ma Erica... se hai tanta voglia di andare a letto con
qualcuno, perch non ti scegli un altro?
Potrei finire a letto con qualcuno anche domani
rispose, ma credo che non sia pi questo il punto.
Voglio farlo con Artie.
Perch?
Prima di tutto perch sono convinta di poterlo aiutare...
e poi, poi perch cos.
Non so. Continuo ad avere l'impressione che sarebbe
meglio per tutti e due se lasciaste perdere.
Nemmeno per idea. Io gli piaccio e lui mi piace, e
molto, sul serio, anche se non  come tra te e Michael.
Non tutti hanno la vostra fortuna.
...
.
...
Undici.
...
.
...
Di solito marzo  un mese lento. Non ci sono vacanze a
scuola, il clima  ancora freddo, malinconico, gli insegnanti
ti tormentano per farti sgobbare, e io faccio fatica
a credere che prima o poi arriver la primavera.
Ma il marzo di quest'anno  stato diverso. Mi sentivo
in cima al mondo. Io e Michael ci vedevamo appena
possibile. Eravamo stati due volte a sciare a Great
Gorge e un altro giorno andammo al Madison Square
Garden a vedere una partita dei Rangers, con Erica e
Artie. I Rangers persero e Artie ci rimase malissimo,
come se ne fosse personalmente responsabile. Mentre
ci avviavamo all'uscita, cercai di consolarlo: Qualche
volta si vince, qualche volta si perde... capita.
Artie scosse la testa.
Senti,  solo un gioco.
Niente  solo un gioco.
Comunque vinceranno un'altra volta.
Un'altra volta non basta.
Entrammo in un fast-food e ci sedemmo a un tavolino.
Mentre aspettavamo il cameriere per le ordinazioni,
Erica ci chiese: Lo sapevate che Artie  stato ammesso
alla American Academy of Dramatic Arts?
Ehi, fantastico... Allora sei veramente sulla strada
per diventare un grande attore dissi.
Sulla strada per non diventare un bel niente ribatt lui.
Mio padre non ha alcuna intenzione di lasciarmi
andare.
Erica si volt verso di lui. Questo non me l'avevi
detto.
S, be'... ha deciso cos. Per lui o mi iscrivo a un
normale corso di laurea o niente.
Non pu fare una cosa simile comment Erica.
No? Chi credi che paghi la retta?
Senti gli dissi, puoi sempre scegliere arte drammatica
come materia fondamentale.
Ecco che parla di nuovo l'eterna ottimista sibil
Artie.
Scusa, stavo solo cercando di trovare una soluzione.
Lanciai uno sguardo a Michael, sperando che
venisse in mio soccorso, ma lui non spiccic una sillaba.
Immagino che sapesse gi del padre di Artie.
Devi difendere i tuoi diritti! esclam Erica.
Rifiutati di andare da qualsiasi parte che non sia l'American
Academy...
Piantala! sbott Michael all'improvviso, e qualcosa
nel suo tono zitt Erica.
Ci mettemmo tutti e quattro a osservare il men o a
fingere di farlo, e con il silenzio sul nostro tavolo scese
l'imbarazzo. Finalmente arriv una cameriera: Bene...
cosa desiderate?
Pi tardi, quando io e Michael eravamo gi a casa
mia, da soli, gli chiesi: Non ho mai visto Artie in quello stato...  cos depresso.
Lo so.
Di solito  tutto risate e battute di spirito.
Quella  la sua immagine pubblica.
E l'Artie privato  diverso?
A volte...
Ma hai visto come mi aggrediva ogni volta che
aprivo bocca?
S, ma gliel'ho visto fare altre volte. Tra un paio di
giorni gli passa. Devi metterti nei suoi panni e capire
come si sente sul suo futuro... lui odia studiare. Non
credo che ce la farebbe a sopportare nemmeno un anno
di college, figuriamoci quattro...
Non lo sapevo.
Non  colpa tua.
Ma credi che lui ed Erica stiano bene insieme?
Non sono affari miei. Comunque tutte le ragazze
della scuola gli muoiono dietro dal giorno della recita,
ma a lui non interessa minimamente, il che vorr pur
dire qualcosa...
Perch, a te interesserebbe se ti venissero tutte
dietro?
Certo. Io esco con te solo perch non trovo nulla di
meglio. E cos dicendo mi trascin sul divano accanto
a s. Non credo che possiamo fare nulla per aiutare
Artie, in questo preciso istante.
Lo credo anch'io...
Potremmo aiutare Ralph, per riprese Michael
avvicinandomi la mano alla sua cintura.
Marted Michael telefon per dirmi che Sharon e Ike
avevano deciso di passare qualche giorno in montagna
e avevano invitato anche lui. Vista l'occasione, i suoi gli
avevano dato il permesso di saltare una settimana di
scuola: sarebbero partiti il mattino dopo per tornare la
domenica della settimana successiva.
Dieci giorni? chiesi. Due fine settimana interi?
 molto importante, Kath... sto lavorando duro per
le stellette da istruttore, lo sai.
Lo so, lo so.
Il primo finesettimana i miei non mi mollarono un
secondo, nemmeno fossi stata una vedova addolorata. Il
venerd sera mi portarono a cena fuori, e il sabato andai
con Jamie a fare acquisti. Poi mi telefon la nonna, invitandomi
a passare la notte da lei, cos preparai la borsa
e i miei mi diedero un passaggio in macchina fino a
New York.
Domenica mattina andai con il nonno a fare una
passeggiata a Central Park, mentre di pomeriggio mia
nonna mi port in un cinema dove riproponevano Via
col vento, in assoluto il suo film preferito, che aveva
visto almeno una quindicina di volte. Quando mi chiese
il mio parere su Clark Gable e io le risposi che aveva
le orecchie a sventola, la nonna scosse la testa, dicendo:
Mi deludi, Kath, ma sapevo che scherzava.
Terminato il finesettimana, presi a trascinarmi attraverso
la routine della settimana scolastica. Jamie disse
che sembravo un cane bastonato: be', era proprio cos
che mi sentivo. Poi una sera a cena mio padre mi chiese
se io e Michael facevamo coppia fissa.
Noi non diciamo fare coppia fissa, diciamo uscire
insieme lo corressi.
Il che implica che non puoi uscire con nessun
altro? chiese lui.
Il che implica che non voglio uscire con nessun
altro.
Io ho avuto un ragazzo fisso una volta sola intervenne
mia madre mescolando un cucchiaino di miele
nel t, e portavo il suo anello alla catenina. Si chiamava
Seymour Mandelbaum.
Seymour Mandelbaum? chiese Jamie scoppiando
a ridere.
S, io ero una primina, mentre lui era qualche anno
pi avanti raccont la mamma. A volte mi chiedo che
fine ha fatto.
Io avevo la netta impressione che avesse tirato
fuori la storia del suo primo ragazzo per convincere
mio padre che non era un problema se uscivo con
Michael.
Ma fu lui a sorprendermi. Io invece ne ho avute
due, di ragazze fisse.
Tu? gli chiesi.
Una quando avevo quindici anni, e le diedi il mio
braccialetto con le iniziali... l'altra quando ero una
matricola al college.
Lui e la mamma cominciarono a snocciolare ricordi
del tempo del college. Io dissi che tra me e Michael era
diverso, che non eravamo una qualunque coppia fissa
di adolescenti degli anni Cinquanta. Tra me e lui era
amore... puro e semplice amore fino all'ultima goccia.
Il mattino dopo, a colazione, mio padre ricominci:
Rimango convinto che saresti pi felice se non fossi
legata a un solo ragazzo.
Voi non capite protestai. Non sono triste,  solo
che Michael mi manca.
E l'anno prossimo? chiese mia madre. Vi toccher
separarvi per il college.
La domanda di mia madre fece s che il giorno dopo
io mi catapultassi dalla mia tutor. Ah sei tu, Katherine
mi salut lei appena mi vide apparire. Stavo giusto
finendo di preparare le conferenze di orientamento del
Career Day... il 25 aprile ormai  dietro l'angolo.
Non si tratta del Career Day risposi.
E allora di che cosa si tratta?
Vorrei fare domanda di ammissione in un altro
college, subito.
Ormai  passato il termine per presentare domande.
Lo so, ma  una questione di emergenza.
Estrasse la mia pratica dal mucchio delle altre.
Vediamo... disse sfogliandola. Hai fatto richiesta al
college del Michigan, a quello statale della Pennsylvania
e a Denver... tutti ottimi.
Ma io in realt voglio andare all'universit del
Vermont... o a Middlebury.
Perch questo cambiamento improvviso?
Ho un amico... e vorremo andare al college insieme.
Ne hai gi discusso con i tuoi genitori?
Non ancora.
Ho bisogno della loro autorizzazione e, anche
in tal caso, non posso prometterti niente. Entrare a
Middlesbury  dura e all'universit del Vermont danno
la precedenza a chi ha gi la residenza l.
Sono certa che riuscir a ottenere l'autorizzazione
dei miei entro domani.
Invece, quando ne parlai a mia madre, lei se ne usc
con un no secco. Non credo che sia una buona idea...
hai gi fatto domanda in tre college.
Ma mamma, hai visto come sto quando Michael
non c'!
Potrete vedervi durante le vacanze... e magari qualche
finesettimana ogni tanto. Se la vostra  una storia
seria, con la distanza crescer ancora.
Lo credi davvero?
S, Kath. Lo penso. E comunque dopo un paio
d'anni puoi sempre chiedere un trasferimento o pu
chiederlo lui.
Pensavo che tu fossi dalla mia parte borbottai.
E infatti  cos.
Proprio mentre ero sprofondata nella pi cupa depressione,
a rimuginare che l'anno prossimo non saremmo
potuti stare insieme, e che dovevo affrontare ancora
un finesettimana senza di lui, squill il telefono. Era
Michael.
Sono a casa mi annunci.
Ma oggi  solo venerd.
Lo so, ma ho preso il treno... sono arrivato questa
mattina.
C'era brutto tempo?
Stupendo.
E allora perch sei tornato prima?
Devi proprio chiedermelo?
Quando andai ad aprire la porta, due ore dopo, mi
prese per mano e mi strofin con dolcezza la guancia
con la sua.
Ciao fu tutto quello che riuscii a dire.
Andammo al cinema, al primo spettacolo, e mentre
tornavamo alla macchina Michael mi chiese: Indovina
che cos'ho?
Una malattia venerea? gli chiesi io, sogghignando.
Mi aspettavo che anche lui scoppiasse a ridere alla mia
battuta, ma mi sbagliavo.
Perch hai detto una cosa cos stupida? mi domand,
serio.
Non lo so... mi  proprio scappata.
Vuol dire che viene dal tuo subconscio.
No!  stato solo il modo in cui l'hai detto... sembravi
la pubblicit in cui quel ragazzo chiama una
ragazza e lei un altro e lui un'altra ecc. ecc.
S, l'ho vista.
Non pensavo che la prendessi come un fatto personale.
E invece  andata cos.
Mi dispiace.
Una volta l'ho avuta, una malattia venerea.
Ci fermammo e lui mi lasci la mano. Hai avuto
una malattia venerea? gli chiesi.
L'ho presa da una ragazza del Maine, l'unica volta
in vita mia in cui sono andato a letto con una.
Allora l'hai gi fatto una volta?
Due, per la verit... ma con la stessa ragazza.
Tutto qui?
Cosa intendi con tutto qui? Che cosa ti aspettavi?
Credevo che tu avessi un mucchio di esperienza.
Be', sai... quella scottatura me ne ha fatto passare
la voglia per un po'.
Posso immaginarlo dissi. Riprendemmo a camminare,
questa volta senza tenerci per mano, per. Ne hai
parlato con lei?
Non ho potuto... non sapevo neanche il suo cognome.
Era soltanto una che avevo conosciuto in spiaggia.
Ah.
Guarda, Kath,  stato l'estate scorsa. Ora sto bene,
non devi preoccuparti.
Chi ha detto che sono preoccupata? risposi, ma
dovevo avere l'aria che qualcosa mi fosse andato di
traverso, perch Michael mi chiese: E allora cos'hai?
Non avresti dovuto correre un rischio simile.
Facile a dirsi... tu pensi sempre a tutto, vero?
Almeno ci provo...
Arrivammo alla macchina e Michael infil la chiave
nella serratura. Tu probabilmente di rischi non ne hai
mai corsi in tutta la tua vita.
E con questo cosa vorresti dire? Lui si infil in
macchina, tir un pugno contro il volante e sibil:
Merda!
Qual  il problema? gli chiesi, ma lui continu a
guardare davanti a s.
Non potresti almeno dirmi cosa c' che non va?
insistetti.
Non lo so, ho passato una settimana intera a desiderare
di stare con te e ora non c' nulla che vada per il
verso giusto. Mi sento tutto annodato dentro.
Succede lo stesso qui dentro risposi io.
Maledizione esclam, e si protese verso di me.
Restammo abbracciati per qualche minuto, poi io, non so
per quale stupido motivo, cominciai a piangere, anche se
non mi capita mai, soprattutto di fronte ad altri.
No, Kath, per favore.
Non  niente lo tranquillizzai.
Senti, ricominciamo da capo, d'accordo? propose.
Io annuii, poi presi un fazzolettino per soffiarmi il
naso.
Indovina che cos'ho? ripet Michael.
Ma questa volta io risposi: Non lo so... mi arrendo.
Che cos'hai?
Le chiavi di casa di mia sorella.
 questo che cercavi di dirmi prima?
Mmmm.
Io scoppiai in una risata. Non potei proprio trattenerla.
Pi ci pensavo, pi mi sembrava ridicolo... e pi
ridevo. Dopo un istante anche Michael scoppi a ridere
con me. Allora... ti va di venirci? mi chiese, prendendomi
per mano.
Non sono sicura.
Non siamo costretti a fare nulla... possiamo anche
solo parlare.
...
.
...
Dodici.
...
.
...
Sharon e Ike abitano in una bifamiliare con giardino a
Springfield. Tutte le porte esterne sono dipinte di verde.
Spero che nessuno ci prenda per due scassinatori
dissi mentre Michael armeggiava con la serratura, perch
c' una signora anziana che ci osserva. E cos dicendo
gli indicai una finestra.
Non preoccuparti di lei rispose Michael spingendo
la porta.  Mrs Cornick. Vive al piano terra, e sta
sempre alla finestra. Le fece un cenno di saluto con la
mano e lei scomparve nell'ombra. Vieni, noi dobbiamo
andare di sopra.
La porta si apriva sul soggiorno. Carino dissi,
guardandomi intorno. Non cerano molti mobili, ma
Sharon e Ike avevano un magnifico tappeto persiano
e tre poster di scimpanz in bicicletta. Io mi avvicinai
a una pianta e toccai una foglia. Troppa acqua.  per
questo che il bordo  cos marrone.
Riferir a Sharon la tua diagnosi.
No, altrimenti capisce che sono stata qui.
E allora?
Cos... non voglio che lo sappia. D'accordo?
Non vedo perch, ma va bene. Ti va di mangiare
qualcosa?
Magari...
Andammo in cucina, che era piuttosto piccola e
stretta, senza finestre sull'esterno.
Michael apr il frigorifero. Che ne dici di una mela,
o di un ananas? E tutto quello che vedo qui dentro.
Prendo una mela.
Lui la strofin sulla maglietta, poi me la pass. Ti
faccio vedere la casa disse.
Dato che il soggiorno e la cucina li avevo gi visti,
partimmo dal bagno. Notare i servizi igienici...
cominci Michael con aria da cicerone, mostrandomi
come tirare lo sciacquone.
Molto interessante annuii.
... e l'acqua corrente fredda e calda continu
aprendo i rubinetti.
Che lusso!
E perfino un'autentica vasca. Ci entr e io tirai
la tenda. Mentre lui era l dentro, avvolsi il torsolo
della mela nella carta igienica e lo nascosi nella borsa.
Michael salt fuori dalla vasca, mi prese per mano e
disse: E poi per di qua...
Sapevamo entrambi che ci rimaneva un'ultima stanza
da visitare. Ed ecco a voi... la camera da letto
concluse Michael con un inchino.
C'era un letto di ottone, con una coperta patchwork
e sulla parete un poster con la scritta LOVE. C'erano
anche due comodini strapieni di libri.
Michael prese a saltare sul letto, mentre io lo
osservavo dalla soglia. Ottimo materasso... disse
... elegante e duro al punto giusto, nel caso tu fossi
interessata.
Per saltarci sopra, intendi?
Per quello che vuoi rispose e si sdrai con lo
sguardo al soffitto. Kath...
Mmmm?
Vieni qui.
Pensavo che avremmo soltanto parlato.
 quello che stiamo facendo, ma tu sei cos lontana...
Non mi va di gridare.
Ti sento benissimo.
Falla finita... ti va?
Io mi avvicinai al letto e mi sedetti sul bordo. C'
solo una cosa che vorrei davvero sapere.
Che cosa?
Hai portato qualche altra ragazza qui?
Ecco che affiora la tua vena di gelosia.
Lo ammetto, ma lo vorrei sapere comunque.
Mai. Non ho mai portato nessuna ragazza qui...
Bene.
... perch  la prima volta che mi danno la chiave.
Verme! strillai, afferrando un cuscino per tirarglielo
addosso.
Ehi! Lui mi strapp il cuscino di mano e mi
inchiod al letto. Poi mi baci.
Lasciami andare, Michael, ti prego.
Non posso, sei troppo pericolosa.
Far la brava, te lo prometto.
Lui mi lasci andare le braccia e io lo strinsi a me,
poi ci baciammo di nuovo.
Sei bella disse, guardandomi dall'alto.
Non dirlo...
Perch, ti metto in imbarazzo?
S.
Va bene... sei un mostro! Sei cos brutta che mi fai
venire voglia di vomitare. E si sporse oltre il bordo del
letto imitando un disgustoso conato di vomito.
Michael, sei pazzo... piantala. Non ti sopporto!
D'accordo.
Ci sdraiammo uno accanto all'altra, a baciarci. Dopo
un po' Michael mi sbotton la camicetta e io mi misi
seduta per slacciarmi il reggiseno. Anche Michael si sfil
la maglietta. Poi mi strinse a s.  cos bello toccarti
mi disse, baciandomi dappertutto. Mi piace da morire
sentirti accanto a me. Sei morbida come Tasha.
Io cominciai a ridere.
Che cosa c'? mi chiese.
Niente.
Kath, ti amo.
Anch'io ti amo risposi. Nonostante il tuo ombelico.
Che cos'ha che non va il mio ombelico?
 sporgente risposi, e vi disegnai attorno un cerchio
con le dita.
Non  l'unica cosa che sporge.
Michael, stavamo parlando solo del tuo ombelico.
Tu stavi parlando dell'ombelico.
Ti stavo spiegando che tu, a differenza di me, hai
l'ombelico sporgente: non vedi come va in dentro, il
mio?
Mmmm annu lui, baciandolo.
Hanno un sapore, gli ombelichi?
Il tuo s...  delizioso, come il resto del tuo corpo.
Sbotton i miei jeans, poi i suoi.
Michael, non sono sicura, ti prego...
Shhh, non dire niente.
Ma Michael...
 come abbiamo sempre fatto, Kath... Nient altro.
Tutti e due avevamo tenuto gli slip, ma un minuto
dopo Michael abbass i miei e cominci a esplorarmi
con le dita. Io lasciai che le mie mani scivolassero sulla
sua pancia, poi sulle sue gambe, e infine cominciai ad
accarezzare Ralph.
S... s... mormorava Michael, mentre mi faceva
venire. Poi venne anche lui.
Ci coprimmo con la coperta, per riposare. Michael
si addorment e io rimasi a guardarlo, pensando che
quanto pi conosci una persona tanto pi impari ad
amarla.  mai possibile che due persone arrivino a
conoscersi al punto da non avere pi nulla da scoprire
luna dell'altra? Mi avvicinai per accarezzargli i capelli.
Lui non si mosse.
La sera dopo, Michael venne a prendermi alle sette e
mezzo e andammo subito a casa di sua sorella. Sapevo
che sarebbe successo. Tutti e due morivamo dalla voglia
di rimanere soli. E quando ci trovammo nudi, l'uno tra le
braccia dell'altra, mi venne voglia di fare tutto... di sentirlo
dentro di me. Non so se lui lo cap, ma quando mi sussurr:
Continua, ti prego, Kath, non smettere..., io gli
risposi: S, Michael s... ma non qui... non sul letto....
Perch no? Restiamo qui mi rispose, e si spost
sopra di me.
Non possiamo, potrei sanguinare.
Lui rotol via. Hai ragione... non ci avevo pensato.
Vado a prendere qualcosa.
Torn con un asciugamano da spiaggia. Sono qui
sotto lo chiamai, perch al buio lui non riusciva a
trovarmi.
Sul pavimento? mi chiese.
S.
 troppo duro.
Non importa... cos non dobbiamo preoccuparci
delle macchie.
Sei pazza.
Ti prego, Michael... dammi quell'asciugamano.
Spero che non sia uno bello.
Lui si stese accanto a me. Si gela, qui disse.
Lo so.
Salt su, prese veloce la coperta dal letto e ci rannicchiammo
sotto. Gi meglio. Mi circond con
un braccio.
Senti, immagino che tu lo sappia, ma mi batte il
cuore per la paura dissi.
Anche a me.
Ma almeno tu un po' di esperienza ce l'hai.
Non con qualcuno di cui fossi innamorato.
Grazie gli sussurrai, baciandolo sulla guancia.
Lui fece scorrere le mani sul mio corpo, ma non
successe niente. Probabilmente ero troppo nervosa.
Michael... hai qualcosa? chiesi.
Qualcosa di che genere? mi domand, mordicchiandomi
il collo.
Lo sai.
Ma non ti sono appena finite le mestruazioni?
La settimana scorsa... ma non voglio correre
rischi.
Se  alle malattie veneree che pensi, ti ho gi detto
che sto bene.
Sto pensando al rischio di rimanere incinta replicai.
Ogni donna ha un ciclo diverso...
Va bene... va bene. Si alz. Ho un preservativo
nel portafogli, se solo riesco a trovarlo. Prese a cercare
i pantaloni, li trov per terra, accanto al letto, poi dovette
accendere la luce per trovare il preservativo. Quando
lo vide, lo tese verso di me. Soddisfatta? e spense di
nuovo la luce.
Lo sar quando te lo sarai messo.
Si inginocchi accanto a me e se lo mise. Nient altro?
Non fare il sarcastico, adesso.
No, no, te lo prometto e riprese a baciarmi. Poi
fu sopra di me e io sentii Ralph che s'irrigidiva contro
le mie gambe. Proprio mentre stavo pensando:
santo cielo, questa volta lo facciamo sul serio, Michael
si lasci sfuggire un gemito: No, oh no, scusami, mi
dispiace...
Cosa c'?
Sono venuto... Non so cosa dire. Sono venuto
prima ancora di entrare dentro di te. Ho rovinato tutto.
Ho rovinato tutto.
Va tutto bene lo consolai. Non importa, davvero.
Forse non importa a te...
Forse  perch ne abbiamo parlato cos tanto, forse
troppo.
La prossima volta andr meglio, te lo prometto.
Ralph non fallir una seconda volta.
Va bene. Gli presi la mano e gliela baciai.
Dormiamo un po', poi riproviamo.
Non ho sonno, ma in compenso muoio di fame.
Non c' niente da mangiare qui.
Possiamo sempre uscire.
Vestirci e uscire?
Perch no?
In effetti, perch no? ammise.
Andammo da Stanley's a prendere un hamburger e
sulla strada del ritorno ci fermammo a un minimarket
dove Michael compr altri preservativi. Io rimasi in
macchina.
Proviamo il soggiorno propose Michael, quando
fummo di nuovo in casa.
No, il tappeto  troppo bello.
Al diavolo, ci sono cos tanti colori che una macchia
non si vedrebbe neanche, e almeno  pi morbido del
parquet.
Non so esitai, guardando il tappeto.
Ci ripiego sopra due volte l'asciugamano disse,
e pass subito all'azione. Ecco... questo dovrebbe
bastare.
Questa volta provai a rilassarmi e a non pensare a
niente, solo alle sensazioni che il mio corpo mi comunicava.
E poi sentii Ralph spingere contro di me e sussurrai:
Sei dentro di me? Lo stiamo facendo?
Non ancora rispose Michael, spingendo di pi.
Non voglio farti male.
Non preoccuparti, fallo e basta!
Ci provo, Kath, ma sei molto stretta.
Cosa devo fare?
Puoi allargare un po' di pi le gambe... e magari
alzarle un pochino?
Cos?
S, cos  molto, molto meglio.
Potevo gi sentirlo per met dentro di me, quando
Michael sussurr: Kath...
S?
Temo di venire di nuovo.
Sentii una spinta pi forte, seguita da un dolore
breve, ma tanto acuto da costringermi ad aspirare una
veloce boccata d'aria. Oh... oh... gemette Michael,
ma io non riuscii ad arrivare all'orgasmo. Non mi ci
avvicinai neppure lontanamente. Mi dispiace disse
lui. Non sono riuscito a trattenermi. Smise di muoversi
su di me. Non  stato molto bello per te, vero?
Lo dicono tutti che non  mai bella la prima volta,
quando sei vergine. Non sono delusa. Ma invece s.
Avrei voluto che fosse stato tutto perfetto.
Forse  per il preservativo riprese Michael. Avrei
dovuto comprarne uno di quelli pi cari. Mi baci la
guancia e mi prese la mano. Ti amo, Kath. Volevo che
piacesse anche a te.
Lo so.
La prossima volta sar meglio... dobbiamo lavorarci.
Perdi sangue?
Non sento niente. Mi avvolsi l'asciugamano attorno
alla vita e andai in bagno. Quando mi asciugai con
la carta igienica vidi alcune macchie di sangue, ma non
quanto mi sarei aspettata.
Non sono pi vergine, pensai mentre andavamo a
casa. Non dovr pi affrontare l'ansia della prima volta,
e sono cos felice... felice che sia gi successo! Eppure non
potevo fare a meno di sentirmi gi. Tutti la gonfiano in
un modo, questa storia del fare l'amore. Michael probabilmente
aveva ragione, ci vuole pratica. Non riuscivo a
immaginare come ci si potesse sentire a farlo la prima
volta con qualcuno di cui non eri innamorato.
...
.
...
Tredici.
...
.
...
Il mattino dopo eravamo seduti al tavolo della cucina
per il nostro brunch domenicale. Io ero sicura che non
appena mi avessero vista, i miei genitori avrebbero capito.
Ma dopo qualche minuto vidi che si comportavano
come al solito: evidentemente la mia nuova esperienza
non traspare, pensai.
Spalmai il formaggio sul mio bagel e lo decorai
anche con qualche pezzetto di salmone affumicato.
Jamie e mio padre farciscono i bagel e li impilano uno
sopra l'altro, ma io non riesco a mangiarli in quel modo.
Anche mia madre  come me. Lei ne fa una specie di
pappa, li sbriciola tutti.
Quando squill il telefono, il pap disse: Prendo
io... Dal suo posto a tavola, riesce ad arrivare al telefono
a muro senza alzarsi. S, chi parla, per favore? Un
attimo... Copr il microfono con una mano e mi disse:
 per te, Kath.
Ma chi ?
Tommy Aronson.
Tommy Aronson? Ripetei il nome calcando su ogni
sillaba, e mio padre annu. Prendo di sopra dissi.
Raggiunsi il telefono secondario, nella camera dei
miei genitori, e mi schiarii la voce prima di rispondere.
Pronto?
Katherine?
S?
Sono Tom Aronson... ti ricordi di me?
Certo.
Sono a casa per questo finesettimana.
Ma il finesettimana  praticamente finito.
Riparto domattina.
Be', allora buon viaggio.
Vedo che non sei cambiata.
E tu invece sei cambiato?
Perch non esci con me stasera e lo decidi da sola?
Mi dispiace... non posso.
Dai, far il bravo.
Non  questo...
E allora qual  il problema.
Sto uscendo con un altro.
Ah. Uno che conosco?
No.
Be', in tal caso, qual  il numero della tua amica?
Quale? Di amiche ne ho un sacco.
Quella piccolina... sai di chi parlo.
Erica.
S, lei.
Di cognome si chiama Small ed  sull'elenco telefonico.
Riappesi prima che potesse aggiungere altro.
Che imbecille! Tra tutti i giorni possibili, scegliere proprio
quello per riemergere nella mia vita! E poi venirmi
a chiedere il numero di Erica solo per farmi ingelosire.
Come me ne potesse importare qualcosa!
Tornai in cucina e mi sedetti al tavolo. Avevo le
guance in fiamme. Era Tommy Aronson dissi.
Lo sappiamo rispose mia madre.
Che cosa voleva? chiese Jamie.
Uscire stasera.
E tu gli hai detto di s?
Certo che no... Non vorrei frequentarlo neanche
morta!
Ma una volta ti piaceva.
Un sacco di tempo fa... le cose cambiano.
E Michael sar il tuo unico ragazzo?
Per ora mi anticip mia madre. E con un sorriso
mi offr un altro mezzo bagel.
Mentre io scuotevo la testa, squill di nuovo il telefono.
Se  Tommy, si becca un altro bel no dissi, afferrando
la cornetta. Pronto? risposi con voce irritata.
Kath? Era Michael.
Ah, ciao...
Cos'hai?
Niente, pensavo fosse qualcun altro... aspetta un
secondo, prendo di sopra.
Come stai? mi chiese quando fui di nuovo in linea.
Bene, e tu?
Bene, volevo solo dirti che ho pensato a te tutta la
notte.
Lo stesso vale per me... Nel senso che ho pensato
a te, ovviamente.
E volevo dirti che per me  stata una cosa speciale.
Anche per me.
Quella sera mamma venne in camera mia. Ti ho
ritagliato questo articolo dal Times mi disse passandomelo.
Ho pensato che potrebbe interessarti.
Io mi misi comoda nel letto, sistemai la lampada e
cominciai a scorrerlo. Forse mia madre aveva capito,
in fin dei conti. Il titolo era Il diritto di dire no e il
sottotitolo era La liberazione sessuale. Era firmato
dal direttore del Dipartimento di clinica medica a Yale.
Raccontava che, intervistando sul sesso gli adolescenti
(ma posso ancora essere considerata un'adolescente?),
rivolgeva sempre loro quattro domande:
1.  indispensabile avere rapporti sessuali per
mantenere una relazione?
2. Che cosa ti aspetti dai rapporti sessuali?
3. Se avessi bisogno di aiuto, dove andresti a cercarlo?
4. Hai pensato a come potr finire questa relazione?
Poi passava ad approfondire ogni questione. In rapporto
al punto due, spiegava che fare l'amore in modo
piacevole, raggiungendo l'orgasmo, non  facile. Di solito
richiede un'educazione alla conoscenza reciproca. Ci
vogliono tempo, impegno e la pazienza di imparare.
Leggerlo mi fece sentire meglio rispetto a quello
che era successo la sera prima.  buffo, perch io ero
abituata a pensare che se leggi a sufficienza su un certo
argomento, automaticamente impari a fare ogni cosa
come si deve. Ma leggere e fare non sono la stessa cosa.
Il punto tre non mi interessava pi di tanto, perci
passai subito al quarto: mi irritava solo a vederlo.
Perch dovrei pensare alla fine della mia relazione con
Michael, se sono solo all'inizio? E non mi piaceva la
sua affermazione: Una rottura  una rottura, in qualsiasi
modo la si voglia chiamare: divorzio, amore immaturo o
inquietudine adolescenziale. Ma chi lo dice, comunque,
che una relazione deve finire?
Cosa ne pensi? mi chiese mia madre a colazione.
Di cosa?
Dell'articolo.
Ah... be', non era male.
Ti sei trovata d'accordo?
In parte. Per esempio sul fatto che uno non si deve
sentire obbligato a fare sesso... o accettarlo solo per fare
piacere a qualcun altro.
Sono contenta di sentirtelo dire rispose lei.
Sto parlando in generale, non di me in particolare.
Certo,  ovvio.
Non ci crederai mai, se ti dico chi mi ha chiamata ieri
esord Erica. Era la seconda ora ed eravamo a lezione
di inglese insieme. Mr Frazier non era ancora arrivato.
Tommy Aronson dissi.
Ha chiamato prima te?
Si vedeva che era sorpresa, e anche un po' delusa.
Solo per chiedermi il tuo numero la rassicurai.
Meno male, per un attimo mi avevi fatto venire il
dubbio.
Sei uscita con lui?
No, ma  venuto a trovarmi. Erica deve aver notato
la mia espressione, perch ha aggiunto: Non abbiamo
trafficato, se  a questo che stai pensando.
Non stavo pensando niente... Quello che fai sono
affari tuoi.
Non che lui non ci abbia provato riprese Erica, e
non posso nemmeno negare che anch'io ero curiosa...
 davvero sexy.
E allora com' che non avete fatto nulla?
Perch  cos stupido, non ha mezza idea in testa.
In confronto ad Artie  uno zero assoluto... anche se 
sempre in tiro.
Scoppiammo a ridere tutte e due, mentre Mr Frazier
entrava in classe lisciandosi i capelli. Aveva la cerniera
a mezz'asta, come al solito.
Ero sorpresa che Erica non facesse commenti sul
fatto che non ero pi vergine. Diceva, vantandosi, che
l'avrebbe capito all'istante, se fosse successo. Ero sicura
che mi avrebbe chiesto tutto in proposito. In un certo
senso ero quasi grata a Tommy, perch se Erica non
avesse avuto in testa lui, mi avrebbe fatto il terzo grado.
E non sono sicura che le avrei detto la verit.
Quanto alla scuola, ho due cose da dire. Primo, l'ultimo
anno  una pizza, a parte storia e le esercitazioni
pratiche; secondo, tutti fanno solo il conto alla rovescia
per quanto manca all'esame, e gli insegnanti lo sanno.
Quanto ai compagni che non ho menzionato, so gi
che dopo la maturit non ci vedremo pi molto.  strano
come crescendo si perdono i contatti con gli amici
che fino a pochi anni prima ti sembravano le persone
pi importanti della vita. Ci muovevamo a branchi, in
gruppi di sette o otto, e facevamo tutto insieme. Ancora
adesso condividiamo lo stesso tavolo in mensa, ma non
li sento pi ogni sera per telefono, come facevo una
volta, e di sicuro non divido pi con loro i miei pensieri
intimi. Erica  l'unica di cui mi importi davvero, adesso.
Anni fa la mia migliore amica era Janis Foster. Poi,
quando eravamo in nona, lei si  messa con Mark Fiore.
Ora lui sta finendo il primo anno alla Rutgers University,
mentre Janis naturalmente andr alla Douglass. Lei e
Mark hanno gi pianificato la loro vita intera: sanno
esattamente quando si sposeranno e quando nasceranno
il Bambino Numero Uno e il Bambino Numero
Due. Hanno gi scelto perfino i nomi. Qualche volta,
di domenica, vanno in giro per cercare la casa e uno
dei prossimi luned, in mensa, Janis ci annuncer che
hanno deciso dove andranno a vivere da qui a sette
anni. A guardare loro, la vita sembra cos insulsa.
Ultimamente evitare Janis e Mark  stato un problema.
Lei sa che esco con Michael e vorrebbe conoscerlo.
Facciamo danza moderna insieme e Janis mi sta sempre
alle calcagna, per propormi cose che potremmo fare tutti
e quattro insieme. Sar egoista, ma non mi va di sprecare
una serata con Michael tirandomi dietro quei due. Deve
essere proprio dura, per non averlo ancora capito.
Quella sera Michael mi chiam dopo cena. Posso passare
da te... solo per poco?
Devo finire una relazione su Somerset Maugham
gli risposi.
Mi fermo solo un'ora. Mi manchi, Kath.
Anche tu gli sussurrai.
Ci vediamo tra poco.
Va bene.
Mi precipitai al piano di sopra a farmi doccia pi
shampoo. Se non mi lavo i capelli almeno un giorno
s e un giorno no, mi si ungono e diventano orribili.
Poi indossai un paio di jeans freschi di bucato e una
maglietta.
Ho portato i libri annunci Michael dopo avermi
baciata.
Bene, perch se non consegno la relazione per
venerd rischio la bocciatura. Possiamo metterci a lavorare
sul tavolo della cucina.
Appena ci fummo sistemati con i libri, mia sorella
fece il suo ingresso. Vorrei un pretzel disse.
Prendi la scatola e vattene, per favore.
Va bene, va bene...
Pochi minuti pi tardi, eccola di ritorno. Mi hanno
fatto venire sete. Voglio un po' di succo di frutta.
Jamie...
Okay... Afferrato il messaggio.
Non  che non ti vogliamo qui con noi intervenne
Michael.  solo che abbiamo un mucchio di roba da
studiare.
Certo.
Alle dieci Michael raccolse i suoi libri e io lo accompagnai
alla macchina. Entra un minuto mi propose.
Ci abbracciammo e ci baciammo. Non so come
far a resistere fino a venerd prossimo disse lui. Non
riesco a pensare a nient'altro.
Anch'io.
Ci scambiammo un altro bacio.
Aveva ragione mia madre: una volta che hai iniziato,
non puoi tornare indietro a tenerti per mano, e comunque
non era quello che volevo.
...
.
...
Quattordici.
...
.
...
Non abbiamo lezione venerd mi inform Erica.
Eravamo negli spogliatoi a cambiarci per l'ora di ginnastica.
Lo so, c' una riunione dei professori.
Ti va di venire all'anteprima del film di Robert
Redford?
Stai scherzando? Sarebbe fantastico!
Prendiamo il treno delle nove meno un quarto.
Ci vediamo in stazione.
No, possiamo passare a prenderti noi... diciamo
verso le otto e mezzo.
Grande... ringrazia anche tua madre per l'invito.
Quando tornai a casa da scuola, trovai un pacchetto
della nonna nella posta. Mentre aprivo l'involucro, mi
chiesi se potesse essere un regalo di compleanno quindici
giorni in anticipo. Ma appena diedi un'occhiata al
contenuto capii che non era cos. Per prima cosa, lessi
il biglietto.
Cara Kath,
ho sentito che tu e Michael avete cominciato a uscire
insieme ufficialmente e ho pensato che potessero esserti
utili. E ricordati, se avessi bisogno di qualcuno con cui
parlare, sono sempre a tua disposizione. Non giudico, do
solo consigli.
Con affetto,
Nonna
Tirai fuori un mazzo di opuscoli sulla contraccezione,
l'aborto e le malattie veneree.
La mia prima reazione fu di rabbia.
Ecco che la nonna saltava come sempre alle conclusioni.
Poi mi sedetti e cominciai a leggere. Mi accorsi
che mi aveva mandato un mucchio di informazioni
utili. Possibile che fosse stata mia madre a suggerirglielo?
Andai al telefono e feci il numero del suo ufficio.
Studio Gross. Buongiorno.
Vorrei parlare con Hallie Gross, per piacere.
Chi parla?
Katherine Danziger.
Un momento...
Kath? Era la nonna.
Ciao, ho ricevuto il tuo pacchetto.
Ci ha messo poco. L'ho spedito ieri.
L'ho trovato tornando da scuola.
Non sei arrabbiata, vero? mi chiese.
Io? Perch dovrei essere arrabbiata?
Non dovresti, ma a volte hai il vizio di saltare alle
conclusioni.
Io?... Io avrei il vizio di saltare alle conclusioni?
Proprio tu.
Senti, comunque sono contenta che tu mi abbia
spedito quella roba.  molto interessante!.. non perch
mi riguardi... cos, in generale.
Mi fa piacere che la trovi interessante. Fammi un
favore, per... non dirlo a tua madre o a tuo padre.
Perch no?
A volte per i genitori  difficile accettare i fatti...
Perci teniamocelo per noi, d'accordo?
Va bene, d'accordo. Venerd vengo a New York;
magari a pranzo potremmo incontrarci, io, te e il nonno,
che ne dici?
Magnifico rispose. Prenoto da Basil. A mezzogiorno
e mezzo?
Perfetto.
Ci vediamo, allora.
S, ciao.
Quella sera andai a letto presto, per leggermi tutto il
materiale informativo. Quando ebbi terminato anche
l'ultimo opuscolo pensai che, visto quanto ne sapevo,
avrei anche potuto aprire un servizio di consulenza a
scuola. Non era una cattiva idea, considerando che una
mia compagna di classe aveva imparato solo quest'anno
che attraverso i rapporti sessuali puoi rimanere incinta...
e nel frattempo ne aveva gi avuti!
La mattina dopo, durante l'intervallo, andai alla cabina
telefonica vicino alla segreteria e chiamai l'Associazione
per la Maternit e la Paternit Responsabili di New
York. Il telefono squill tre volte, prima che qualcuno
venisse a rispondere. Non so se in quella cabina cera
un caldo micidiale o io ero nervosa, perch d'un tratto
cominciai a sudare.
Buongiorno. Posso esserle d'aiuto?
S risposi, tossendo due volte. Vorrei qualche
informazione sui metodi contraccettivi... o meglio,
come si fa a farseli prescrivere.
Un momento, per favore e mi pass un altro interno.
Desidera un appuntamento? mi chiese la nuova
interlocutrice.
Direi di s.
Posso chiederle la sua et?
 determinante?
No, non chiediamo l'autorizzazione dei genitori...
ma per gli adolescenti organizziamo incontri appositi.
Ah... compir diciott'anni fra due settimane.
Allora potrebbe venire da noi gioved pomeriggio,
alle quattro.
Speravo di poter prendere un appuntamento per
venerd. Sa, io vivo nel New Jersey, ma verr a New
York proprio venerd.
Rimanga in linea un minuto, per favore sentii
un clic. Dopo pochi secondi torn in linea. Venerd
pomeriggio pu andare bene.
Ah, grande!
Il suo nome, per favore?
Katherine Danziger.
Le spiacerebbe scandirmi lettera per lettera il cognome?
D-a-n-z-i-g-e-r.
Molto bene... Venga alle tre di venerd pomeriggio
alla clinica Margaret Sanger, sulla Ventiduesima Strada.
Grazie, ci sar.
Venerd mattina, mio padre mi chiese se avevo bisogno
di soldi per la mia gita a New York.
Ho i miei risparmi gli risposi.
Be', allora usa almeno questi per il treno mi disse
allungandomi qualche banconota.
Grazie, pap.
Divertiti.
C' una bella differenza tra andare semplicemente
al cinema e assistere a un'anteprima in compagnia
di Juliette Small! Era la terza volta che mi invitava a
un'occasione simile. Mi piace molto la mamma di Erica.
Si comporta come una persona qualsiasi e se tu non
lo sapessi non capiresti mai che  famosa. Oltre a noi
cerano a occhio e croce altre venticinque persone: tutti
critici come sua madre, mi spieg Erica.
Dopo il film, Juliette mi chiese cosa ne pensavo.
Be', io adoro Robert Redford le dissi.
Quello tutti... ma la trama?
Be', la trama... mi  piaciuta...
Ma...
Non credo che una storia cos accadrebbe mai nella
vita reale.
Proprio cos! esclam. E invece tu volevi un finale
pi realistico... qualcosa di pi credibile.
S ammisi.
Vedi...  proprio questo il punto.
Secondo me sar un successo strepitoso intervenne
Erica.
Nonostante la mia recensione?
Nonostante le recensioni di chiunque.
Concordo con te fino all'ultima virgola. E con questo
la questione  chiusa esclam la mamma di Erica
infilandosi il cappotto. Sono vostra per tutto il resto
della giornata. Da dove cominciamo... il Guggenheim,
il Whitney?
Che ne diresti di pensare al pranzo e poi ai musei?
propose Erica.
Hai gi fame?
Sto morendo di fame.
E allora vada per il pranzo. Kath, ti unisci a noi?
Grazie, ma ho appuntamento con i miei nonni.
Gi, Erica me lo aveva detto. Che tipi sono?
Carini.
Bene, allora salutali da parte mia, ti va?
Lo far. E grazie mille per lo spettacolo. Mi sono
divertita molto.
Fuori presi un taxi e diedi l'indirizzo del Basil all'autista.
 il ristorante preferito dei miei nonni, un posticino
nell'East Side, dove il proprietario prepara dei piatti
speciali per i suoi clienti pi fedeli: come nel caso del
nonno, che deve rispettare una dieta povera di sodio.
Mi aspettavano gi a un tavolo in fondo, come piace
a loro. Il nonno mi sembr pallido. Gli stampai un
bacio sulla guancia, poi abbracciai la nonna. Lei aveva
un cappellone giallo. Ehi, mi piace questa novit le
dissi.
Serve a nascondere i capelli rispose lei. Me lo
metto quando avrei bisogno del parrucchiere.
Basil venne a prendere personalmente le nostre ordinazioni
e quando gli chiesi cos'era il pollo alla Kiev, la
specialit del giorno, lui prese la matita e me ne fece
subito uno schizzo sulla tovaglietta, spiegandomi per
filo e per segno come lo si preparava. A quel punto
seppi che dovevo ordinarlo.
E cos... esord la nonna quando Basil ebbe terminato
con noi ... lasciati guardare come si deve.
Strinse gli occhi e mi ispezion con attenzione. Io cercai
di rimanere seria. Splendida... radiosa... concluse
alla fine.
Ma dai, nonna. Non esiste gente radiosa,  un'espressione
cos stupida.
In che senso secondo te non esiste gente radiosa?
Ti sbagli. Non  il caso che tu ti senta in imbarazzo...
ti dona. Poi si rivolse al nonno. Non la trovi radiosa,
Ivan?
Per me Katherine lo  sempre rispose il nonno
lentamente.
Dev'essere amore disse la nonna.
Mi sentii arrossire, anche se non avrei voluto.
Il nonno alz il bicchiere d'acqua: All'amore
annunci.
La nonna si un al brindisi facendo cin cin con il suo
bicchiere: All'amore.
Dopo il dolce, io e la nonna andammo in bagno. Per
un attimo pensai di dirle del mio appuntamento alle
tre alla clinica Margaret Sanger. Sapevo che le avrebbe
fatto piacere, ma poi preferii non farlo: volevo che
rimanesse una cosa mia, da non condividere con nessun
altro, tranne Michael.
Salutato Basil, uscimmo dal locale. L'aria si era fatta
tiepida, come in una bella giornata di primavera.
Che caldo! esclam la nonna, sbottonandosi il
cappotto. Torno in ufficio per un'ora. Devo finire un
lavoro...
Io controllai il mio orologio. Be', io vi saluto qui.
Devo comprare delle cose. Li salutai tutti e due con
un bacio. Grazie per il pranzo. Il nonno mi strinse in
un abbraccio serrato.
Io rimasi a guardare la nonna che lo aiutava a salire
sul taxi, poi mi incamminai. Passeggiare a New York
ha qualcosa che mi piace da morire, soprattutto nelle
giornate di sole splendente. Mi tolsi la giacca e la piegai
sul braccio. Mi veniva voglia di sorridere a tutti quelli
che incontravo per strada, anche se so che non bisognerebbe
farlo a New York: ti pu procurare guai seri.
...
.
...
Quindici.
...
.
...
Arrivai alla clinica alle tre meno un quarto. Entrai e
dissi il mio nome all'accettazione. Cerano altre sette
persone nel mio gruppo, compresa una giovane coppia.
Come prima cosa era previsto un preambolo generale
con un medico e un assistente sociale che ci illustrarono
tutti i metodi contraccettivi in uso. Chi voleva, poteva
fare domande, ma io rimasi in silenzio.
Poi si passava a un colloquio privato, con l'assistente
sociale soltanto. Era una ragazza giovane molto carina,
con i capelli lunghi legati in una coda e gli occhiali da
sole. Si chiamava Linda Kolker. Mi chiesi se lei avesse
gi avuto esperienze sessuali e decisi che doveva averne
avute, altrimenti non avrebbe ottenuto quel posto.
Per qualche minuto parlammo del tempo e della mia
famiglia, poi mi chiese per quale motivo mi ero rivolta
alla clinica.
Vorrei prendere precauzioni per non rimanere
incinta.
Lei annu con l'aria di approvare e mi chiese: Hai
un ragazzo?
S.
Ne hai parlato con lui?
A dire il vero no.
Come pensi che la prender?
Sar sicuramente contento. Approva l'uso di metodi
contraccettivi.
Ma l'idea di venire qui  stata soltanto tua?
S, assolutamente s.
Bene. Dovr farti alcune domande piuttosto personali,
Katherine... per stabilire quale sia il metodo pi
adatto a te.
Capisco.
Avete gi avuto rapporti?
S.
E avete usato qualche mezzo contraccettivo?
S.
Quale?
Il preservativo... un profilattico, insomma.
Da solo, o combinato con uno spermicida?
Da solo.
E ti sei trovata bene?
Be', insomma... Poi annuii.
Ma hai intenzione di avere rapporti regolari?
S.
Con che frequenza, pi o meno?
Mah, non saprei esattamente.
Diciamo nei finesettimana e durante le vacanze,
oppure una volta al giorno, una al mese o poche volte
l'anno?
Direi soprattutto nei finesettimana.
E credi di poter immaginare in anticipo quando
accadr o credi che sar quasi sempre un'iniziativa
presa sul momento?
Credo di poterlo immaginare in anticipo.
Va bene, da questo punto di vista basta. Ora mi servir
conoscere qualche dettaglio della tua storia clinica.
A quanti anni hai avuto le prime mestruazioni?
Quasi quattordici.
E sono regolari?
Pi o meno... Mi vengono ogni quattro o cinque
settimane.
E quanto durano?
Circa cinque giorni.
Hai perdite di sangue tra un ciclo e l'altro?
No.
Altre perdite?
Qualche volta.
Di che colore?
Bianche.
Allora  normale. Hai crampi dolorosi durante il
ciclo?
No, solo un po' di mal di schiena il primo giorno...
ma nulla di grave.
E tua madre  in buona salute?
S, sta bene.
Prende la pillola?
No, usa il diaframma.
Ottimo metodo, se usato in modo appropriato.
Io preferirei la pillola.
S, la pillola presenta dei vantaggi, ma non  la
risposta giusta per tutti. Dovevo avere fatto la faccia
contrariata, perch aggiunse: Vedremo cosa dice il
dottore, d'accordo? Si viene qui proprio per trovare il
metodo pi adatto a ciascuno.
Io annuii di nuovo.
Ora mi servirebbe il tuo consenso per un tampone
uretrale per la ricerca del gonococco... Esit qualche
istante, poi riprese:  semplice e non fa male.
Ma  impossibile che io abbia la gonorrea protestai.
La possibilit esiste sempre, e nel caso delle donne
a volte  difficile accorgersene.
Ma Michael... e poi...
Guarda, ci vogliono pochi secondi ed  molto pi
sicuro...
Va bene acconsentii, pensando che rendesse le
cose pi facili. Firmai il modulo, cercando di non pensare
a Michael e a quella ragazza del Maine.
Bene disse lei, alzandosi. Mi tese la mano per salutarmi.
Ci vediamo dopo la visita medica, Katherine.
Va bene annuii. E grazie.
La visita medica si risolse in controllo del peso e
della pressione, palpazione del seno, con il dottore
che mi spiegava che avrei dovuto ripeterla da sola una
volta al mese, e infine si pass alla mia prima ispezione
ginecologica. Cercai di comportarmi come se ci fossi
abituata, ma non riuscii a ingannare il medico. Cerca
di rilassarti, Katherine mi disse. Non sentirai alcun
male. E in effetti fu cos, tranne un minuto di leggero
fastidio, mentre lui spingeva con una mano dall'interno
e una dall'esterno.
Poi mi infil qualcosa di freddo nella vagina, spiegandomi:
Questo  uno speculum: serve per allargare
le pareti della vagina, in modo da poterne esaminare
meglio l'interno. Vuoi vedere com' fatto il tuo collo
dell'utero?
Non saprei...
Io credo che non sia una cattiva idea prendere confidenza
con il proprio corpo.
Mi mise uno specchio tra le gambe, e io guardai
dentro mentre lui mi spiegava cosa stavo vedendo. Mi
venne in mente quando Erica mi spieg come si usano
gli assorbenti interni. Anche quella volta avevo dovuto
mettermi uno specchio tra le gambe, per trovare il buco.
 interessante dissi al ginecologo.
Vero. Il corpo umano non smetter mai di stupirmi.
Port via lo specchio e io mi rilassai sul lettino.
Ho quasi finito, Katherine. Facciamo solo il pap-
test... ecco qua disse, passando alla sua assistente una
specie di cotton-fioc piuttosto lungo. Il tampone
uretrale... ed eccoci qua concluse, sfilandosi il guanto di
gomma. Ora vediamo, hai qualche preferenza riguardo
ai metodi contraccettivi?
S, vorrei provare la pillola dissi.
Non c' motivo per negartela... sei in ottima salute.
Ora rivestiti pure. Puoi aspettare Mrs Kolker nel suo
ufficio.
Com' andata? mi chiese lei.
Ah, non  stato nulla le risposi.
Ecco quello che ti ha prescritto il medico. Venne
dalla mia parte del tavolo e mi diede due scatole di pillole,
con le relative istruzioni, assicurandosi che avessi
capito tutto nel dettaglio. Discutemmo anche dei possibili
effetti collaterali, e mi disse che nel caso ne avessi
riscontrati avrei dovuto chiamare subito la clinica.
Presi un taxi fino alla Penn Station e da l il treno
delle 5,17. Non vedevo l'ora di dare la notizia a Michael.
Ma non appena misi piede a casa, mia madre annunci:
Ha chiamato Michael... ha l'influenza.
...
.
...
Sedici.
...
.
...
Due giorni dopo presi lo stesso virus: mi venne la febbre
a quaranta, facevo fatica a deglutire, la testa mi faceva un
male terribile, mi girava, e mi sentivo cos debole da non
riuscire ad arrivare in bagno da sola. Il medico mi prescrisse
aspirina, riposo a letto e tanti liquidi.
Mi sembrava di morire.
La mamma e il pap presero a turno i permessi
dal lavoro per prendersi cura di me. Mio padre  un
infermiere fantastico: prepara deliziosi frullati di frutta,
capisce al volo quando uno ha bisogno di un impacco
freddo sulla fronte e adora giocare a ramino.
Rimasi a letto per quattro giorni. Jamie non aveva il
permesso di avvicinarsi, ma ogni sera si fermava sulla
porta della mia camera e mi raccontava com'era andata
la sua giornata. Il marted rimasi alzata per un'ora e
mi concessi un giretto per la casa, ma avevo perso pi
di due chili e non avevo forze. Quella sera chiamai
Michael.
Ciao, come stai? mi chiese.
Molto meglio. Gi oggi sono rimasta in piedi per
un po' e domani abbandono il letto sul serio.
Non stupirti se ti sembrer di avere una ricaduta,
perch... ma si interruppe per un colpo di tosse.
Neanche tu hai l'aria tanto sana. Non puoi prendere
qualcosa contro la tosse?
S, sto gi prendendo di tutto.
Mi manchi gli dissi.
Non ti mancherei se potessi vedermi: sembro il
mostro della laguna.
Nemmeno io sono uno splendore. Torni a scuola
domani?
No, non ci torno fino a luned.
Puoi passare a trovarmi nel finesettimana?
Spero di s. Ti chiamo domani e te lo dico.
Okay, e stai bene.
Anche tu. E chiuse con un colpo di tosse.
Il sabato pomeriggio Michael si sentiva abbastanza
bene da fare un giro in macchina fino a casa mia e
venire a trovarmi. Io supplicai mia madre per avere il
permesso di lavarmi i capelli, ma lei me lo proib. Cos,
ricordando lo stratagemma della nonna, li nascosi sotto
un cappellone da spiaggia. Sapevo di avere un aspetto
orribile, ma anche lui non era proprio il massimo: aveva
anche le occhiaie.
Perch quel cappello?
 per nascondere i capelli, non volevo che mi
vedessi in questo stato.
Credi che farebbe qualche differenza?
Chi lo sa.
Sembri stanca.
E tu sembri verde gli risposi, e cominciai a ridere.
Te l'avevo detto, no? E rise anche lui con me,
finch non fu preso da un accesso di tosse. Vuoi una
caramella per la gola? mi chiese, e se ne lanci una in
bocca.
Grazie.
Ci sedemmo nel salottino a chiacchierare e ad ascoltare
musica, tenendoci per mano.
Aspettai fino al giorno del mio compleanno, il
venerd dopo, per raccontare a Michael della pillola.
Lui aveva organizzato dei festeggiamenti speciali: come
prima cosa, andammo a vedere il Candide di Voltaire al
Paper Mill Playhouse, poi ci fermammo da Mario per
un piatto di pasta. Mentre stavamo terminando la cena,
Michael si infil una mano in tasca e ne tir fuori una
scatoletta da gioielliere. Buon compleanno mi disse,
e la spinse verso di me attraverso il tavolo.
Per me? Non so mai come comportarmi quando
ricevo un regalo. Mi mette sempre in imbarazzo. Che
cos'?
Aprila.
Va bene... Aprii lentamente la scatoletta: all'interno
c'era una medaglietta con inciso il mio nome, appesa
a una sottile catenella d'argento. Michael,  bella,
davvero bella.
Girala mi disse.
Lo feci, e sull'altro lato trovai la scritta Per sempre...
Michael. Capii subito che sarei scoppiata a piangere. Mi
morsi le labbra cercando di trattenermi, ma non serv
a nulla.
Michael chiese il conto, mentre io mi nascondevo il
viso dietro un tovagliolo. Forse avrei dovuto aspettare
che fossimo da soli osserv lui.
Non riuscii a rispondergli.
Dai, Kath... smettila, ti prego.
Annuii, per fargli capire che ci stavo provando.
Credevo di renderti felice... non triste.
Non sono triste gli risposi con voce strozzata.
Usciamo di qui. Pag il conto, mi guid fuori dal
ristorante e andammo verso la macchina.
Appena fummo dentro, mi mise la catenella al collo
e mi baci. Io guardai la medaglietta e la strinsi tra le
dita: Mai nulla nella mia vita potr avere pi significato
di questa medaglietta.
Sono contento che ti piaccia.
Ci baciammo di nuovo e gli sussurrai all'orecchio:
Ho anch'io una sorpresa per te.
Ma manca ancora un mese al mio compleanno.
Lo so, ma questa  una sorpresa di un genere un
po' diverso.
Dai, dimmi cos'...
Devi indovinare.
Dammi almeno un indizio.
Va bene... Indovina che cos'ho...
Una malattia venerea?
Io gli mollai in testa una sventola scherzosa con la
borsetta. No, a meno che non sia stato tu ad attaccarmela!
Non ho idea.
Fai un altro tentativo.
Sono un disastro con gli indovinelli.
Va bene, mi arrendo. Aprii la borsetta, tirai fuori
una scatola di pillole e gliela porsi perch la guardasse.
All'inizio non cap, ma poi lentamente la sua espressione
perplessa si allarg in un sorriso: La pillola?
Gi.
Stai prendendo la pillola?
Ah-ah.
Da quando?
Me l'hanno prescritta il giorno in cui ti sei beccato
l'influenza.
Ma dove... come?
Sono andata all'Associazione per la Maternit e la
Paternit Responsabili di New York.
Sei un vulcano di sorprese, eh?
Be', non  un'idea stupida, no?
Tutt'altro.
Avevo promesso ai miei che saremmo tornati presto,
perch secondo loro ero convalescente. Quella sera avevano
invitato alcuni amici a cena e quando arrivammo
a casa li trovammo ancora tutti a chiacchierare, il che
imped a me e Michael di restare da soli. Ci scambiammo
il bacio della buonanotte sotto il portico di fronte
a casa.
Sharon e Ike vanno via per il finesettimana? chiesi.
No.
Che peccato. Gli passai il braccio attorno alla vita
e lo guardai negli occhi.
Non preoccuparti mi disse. Mi far venire in
mente qualcosa.
No, a casa tua no gli dissi la sera dopo quando
Michael mi telefon. Non potrei mai...
Perch no? I miei non torneranno prima di mezzanotte.
Controllai l'orologio. Erano le sette e mezzo. Non
saprei... dissi. Mi fa un effetto strano l'idea di venire
a casa tua.
Senti disse lui, non siamo obbligati a fare nulla,
possiamo anche solo venire qui a parlare.
Questa mi pare di averla gi sentita!
La casa di Michael  tutta di mattoni rossi, con le persiane
bianche.  vicina alla fabbrica dove lavora suo
padre. Appena aprimmo la porta Tasha mi salt addosso
per salutarmi. Ciao, Tasha... le dissi, dandole
qualche pacca sulla testa.
Gi, ragazza mia le disse Michael, e lei obbed.
Vieni disse poi rivolto a me, e mi prese per mano per
mostrarmi la casa. Regnava un ordine perfetto. I mobili
erano imponenti, di legno scuro massiccio, e in soggiorno
e in sala da pranzo cerano le tende tirate.
La cucina, invece, era pi luminosa, con la carta da
parati gialla e varie piante sospese qua e l. Sul frigorifero
c'era un bigliettino tenuto fermo da un fiore a calamita.
La zuppa  in frigo, diceva. Non occorre bollirla,
basta scaldarla.
Vuoi vedere la mia camera? mi chiese Michael.
Gi che ci sono gli risposi ridendo.
Mi guid al piano di sopra, attraverso un lungo corridoio,
fino a una camera cosparsa di libri in disordine,
con il letto disfatto.
Scusami disse Michael. Dovrei rifarlo tutti i giorni,
ma a volte me lo dimentico.
Ma come si fa a dimenticarsi di rifare il letto?
 facile ribatt lui. Mentre io mi aggiravo per la
stanza ispezionando gli oggetti disposti sugli scaffali,
Michael mise un po' di musica. Aveva una valanga di
tascabili, i gagliardetti di alcune squadre sportive, il
poster di uno scimpanz in jeans (evidentemente la
passione per le scimmie era un vizio di famiglia) e un
poster a fumetti con un bambino piccolo che con i cubi
dell'alfabeto formava la parola fanculo. Sollevai un
trofeo sportivo: Complimenti... Massimo brevetto di
nuoto... ehi!
S...  stato l'anno in cui ho trovato il coraggio di
buttarmi anche dove non toccavo. Scoppiammo a ridere,
mentre Tasha si acciambellava in un angolo, sotto la
sedia.
Posso spiare nel tuo armadio?
Certo, accomodati disse Michael, e prese a rifare
il letto.
Io aprii le due ante. Il fondo dell'armadio era occupato
da una pila di scarpe, indumenti sportivi e, credo,
biancheria sporca.
Hai trovato quello che cercavi?
Non sto cercando nulla in particolare. Voglio guardare
tutto... conoscerti dal diritto e dal rovescio. Per il
momento ho scoperto che sei il re del disordine.
Solo per certe cose protest lui.
Aprii un'altra porta, pensando che fosse un secondo
armadio, ma invece era un bagno. C'erano asciugamani
sparsi ovunque. Michael li raccatt al volo e li ficc in
un cesto per i panni sporchi.
Dio mio esclamai passando in rassegna il suo
armadietto. Usi pi cose di me. Aveva tre diversi tipi
di deodorante, due shampoo, un tubetto di crema per i
piedi, saponi contro l'acne, lozioni farmaceutiche per la
pelle, alcune medicine e almeno sei diversi dopobarba.
Non mi stupisce che tu abbia sempre un profumo
diverso.
Scegli quello che preferisci e butter via tutti gli
altri.
Non so distinguerli risposi allineandoli sullo scaffale.
Svitai tutti i tappi e cominciai ad annusarli. Mi
piace questo conclusi, mostrando una lozione verde
con scritto Moustache.
C'era da scommetterci.  quello che costa di pi.
Mmmm feci, annusandolo di nuovo. Ho buon
gusto, io.
Lui mi prese la bottiglietta di mano e si spruzz un
po' di dopobarba sulla faccia.
Te lo metti mai l sotto?
Solitamente non mi faccio la barba, da quelle
parti.
L'ho letto su un libro... C'era un tizio che si metteva
il dopobarba sui testicoli ogni volta che doveva
uscire con una ragazza.
Be', forse lo farei anch'io... se pensassi che qualcuno
ha intenzione di annusarmi.
A chi stai pensando?
Non saprei... a qualcuno in generale. Appoggi
la bottiglietta sul ripiano del lavandino e cominci a
slacciarsi i jeans.
Che cosa fai?
Provo subito. Cos sono gi pronto, nel caso mi
capitasse l'occasione... Si sfil i jeans, poi i boxer.
A ripensarci meglio disse, perch non me lo metti
tu?
Io?...
L'idea  stata tua.
Mi faceva uno strano effetto vederlo nudo dalla cintura
in gi: eravamo sempre al buio, mentre facevamo
l'amore. Lo avevo accarezzato spesso, ma non l'avevo
mai guardato bene.
Lui evidentemente avvert i miei pensieri: Non
volevi conoscermi dal diritto e dal rovescio? O sbaglio?
disse.
Io lo guardai. I peli che gli coprono l'inguine sono
quasi dello stesso colore dei suoi capelli, ma molto
pi ricciuti. I miei invece sono molto pi scuri, quasi
neri. Ciao, Ralph dissi inginocchiandomi di fronte
a Michael. Ralph pendeva l tranquillamente, piccolo e
morbido. Mi rovesciai sul palmo della mano un po' di
dopobarba, ma quando la allungai verso di lui Michael
mi blocc il polso. No, non farlo. Brucia.
Come fai a saperlo?
Me lo immagino.
Ma avevi detto... Non mi lasci finire. Si inginocchi
accanto a me e mentre ci baciavamo Ralph si
fece grosso e duro. Io mi spogliai, mentre Michael mi
guardava. Ralph si rizz verso l'alto, come se,anche lui
volesse guardare. Facemmo l'amore sul tappetino del
bagno, ma proprio mentre io mi stavo davvero eccitando
Michael raggiunse l'orgasmo. Cominciavo a chiedermi
se avrebbe mai funzionato tra di noi.
Mi dispiace si scus lui. Non sono riuscito ad
aspettare...  passato troppo tempo dall'ultima volta.
Non preoccuparti.
Ci infilammo nel suo letto e ci addormentammo per
un'ora. Al risveglio, Ralph era di nuovo duro. Questa
volta Michael lo fece durare molto, molto pi a lungo.
Io lo desideravo talmente tanto, che gli misi le mani
sulla schiena, spingendolo sempre pi a fondo dentro
di me. Aprii le gambe pi che potevo e sollevai i fianchi
dal letto, muovendomi all'unisono con Michael, ancora,
ancora e ancora, finch, alla fine, venni. Raggiunsi
l'orgasmo appena prima di Michael, e mentre arrivavo
al culmine del piacere mi lasciai sfuggire dei gemiti,
proprio come mia madre. Anche Michael lo fece.
Mentre era ancora sopra di me, a riprendere fiato,
io scoppiai a ridere. Sono venuta... gli dissi. Sono
venuta davvero.
Lo so. L'ho sentito rispose lui. Ma ti fa cos ridere?
Non so perch sto ridendo.
Ti  piaciuto, Kath?
Che domande... Ti sentivo cos vicino... non mi
sono mai sentita cos vicina a te, prima.
Lo stesso vale per me.
Possiamo rifarlo? gli chiesi.
Non subito, devo riposarmi un po'.
Senti, Michael...
Cosa?
Come mai Ralph si chiama cos?
Lui mi guard con un sorriso. L'ho battezzato solo
per te.
Tasha salt sul letto e si rannicchi accanto a Michael.
Mi ero dimenticata che c'era anche lei nella stanza. Lui
l'accarezz per qualche minuto, poi mi cinse con un
braccio e sprofond di nuovo nel sonno. Io lo guardavo.
Mi piaceva guardarlo mentre dormiva. Oltre a tutto il
resto, era diventato anche il mio migliore amico. Era
un'amicizia diversa da quella tra me ed Erica: era un'amicizia
che mi faceva desiderare di condividere ogni
mia giornata con lui... per sempre.
Dopo una mezz'ora lo scossi dolcemente. Sono le
dieci e mezzo gli dissi.
Mmmm... sar meglio che andiamo.
Sto morendo di fame.
Anch'io rispose lui.
Ho bisogno di fare una doccia.
Vuoi compagnia?
Sarebbe divertente, ma dici che facciamo in tempo?
Se ci sbrighiamo.
Andammo nel bagno, Michael prese un asciugamano
pulito a testa e appese la bocchetta della doccia
sopra la vasca. Ma la tieni sempre la catenina, mentre
fai la doccia? mi chiese.
Certo, non me la levo mai.
Mi insapon la schiena. Poi fu il suo turno.
Ci asciugammo a vicenda e io usai uno dei suoi deodoranti.
Michael si cosparse il viso di Moustache, poi ci
vestimmo e uscimmo per andare a mangiare qualcosa.
Mentre ci gustavamo il nostro hamburger gli chiesi:
Che effetto ti ha fatto farlo con una donna pi anziana?
Poi, vedendo la sua espressione allibita, ripresi:
Io ho diciott'anni, non ricordi? A te invece manca
ancora un mese.
Lui scol l'ultimo sorso della sua Coca. C' parecchio
da dire sulle donne anziane.
Mentre tornavamo a casa gli dissi che mi avrebbe
fatto piacere conoscere i suoi genitori.
Li conoscerai, uno di questi giorni.
Che tipi sono?
Sono a posto... un po' pi rigidi dei tuoi, ma in
generale non posso lamentarmi.
Che cosa direbbero se sapessero di noi?
Mia madre penserebbe che mi hai sedotto... e mio
padre mi direbbe che ho buon gusto.
Dai, Michael!
Arrivati a casa mia, ci rifugiammo nel salottino per
un'ora, altrimenti i miei si sarebbero insospettiti. Io
pensavo come sarebbe stato bello se avessimo potuto
andare di sopra e dormire insieme, nel mio letto.
Speravo che avremmo fatto l'amore di nuovo, ma
Michael era sfinito. Forse perch gli era appena passata
l'influenza.
...
.
...
Diciassette.
...
.
...
Jamie  innamorata. Lui si chiama David ed  nella sua
classe di matematica. Secondo Jamie, assomiglia moltissimo
a Michael. Hanno deciso di far finta di odiarsi, in
pubblico, cos nessuno pu indovinare che stanno insieme
e prenderli in giro. A sentirle raccontare queste
storie, sono felice di non avere pi tredici anni. Lui la
chiama tutte le sere e tengono occupato il telefono per
secoli, il che rende difficile per Michael riuscire a beccarmi.
Cos i miei genitori hanno deciso di imporre sia
a me che a Jamie un limite massimo di un quarto d'ora
a telefonata.
Quest'estate Jamie andr in campeggio nel New
Hampshire. Non vede l'ora di partire e non sembra che
le importi molto di non vedere David per sette settimane.
Il che dimostra che essere innamorati a tredici anni
 diverso che a diciotto.
Io non so che cosa far quest'estate. Mi sono messa
in cerca di un lavoretto temporaneo, ma per il momento
non ho avuto fortuna. Mrs Handelsman mi ripete di
non preoccuparmi, perch a volte salta fuori qualcosa
in giugno, per siamo gi alla met di aprile e qualche
preoccupazione comincio ad averla. Lo stesso vale per
Michael: neppure lui ha trovato nulla, e invece contava
su un sostanzioso stipendio estivo per contribuire alle
tasse universitarie dell'anno prossimo.
Luned mattina trovai Erica ad aspettarmi fuori della
mia classe. Ho trovato un posto nella redazione del
Leader mi annunci.
Il Leader  un settimanale di Westfield. Erano almeno
un centinaio gli studenti che davano la caccia a quel
posto. Che fortuna hai avuto le risposi. Piacerebbe
anche a me trovare un lavoro cos interessante.
Il marted mattina la trovai di nuovo ad aspettarmi.
Sybil  incinta mi disse per questa volta, passandosi
i libri da una mano all'altra. Me l'ha detto ieri sera.
Oh, no!
E non sa chi  il padre.
Oddio.
Ed  troppo in l per abortire. Il bambino deve
nascere i primi di luglio.
Io contai sulle dita. Il che significa che  rimasta
incinta in ottobre.
Mmmm. E non ha mai saltato neanche un giorno
di scuola.
Ma perch non ha detto niente?
Voleva tenere il bambino, ed era sicura che se i suoi
l'avessero scoperta l'avrebbero convinta ad abortire.
Vuoi dire che non se ne sono accorti?
Sybil  talmente grassa, lo sai. Si mette sempre
addosso quelle specie di palandrane che usa lei, e non
si vede niente.
Ma  andata da un medico?
S, ma gli ha raccontato di essere sposata e gli ha
dato nome e numero di telefono falsi.
E che cosa pensa di fare con il bambino?
Sa che non pu tenerlo. Lo dar in adozione appena
nato.
Ma, allora, perch ha voluto tenerlo?
Per fare l'esperienza, mi ha detto.
Ma riuscir a fare l'esame?
Penso di s... Non lo sa nessuno a parte i miei zii,
i miei genitori, io e te. E l'unico motivo per cui ci ha
detto tutto  perch i suoi volevano mandarla alla Duke
University durante l'estate, in quella clinica per obesi.
Io scossi il capo. Non posso crederci.
Lo so... faccio fatica anch'io.
Io avrei abortito... e tu?
Al volo... Mia madre era talmente sottosopra per
questa storia che ha voluto fissarmi un appuntamento
dal suo ginecologo. Vuole che prenda la pillola. Io le ho
detto Rilassati, mamma, sono ancora vergine, ma lei
ha detto che preferisce sapermi pronta per il college, in
ogni caso.
E tu hai intenzione di prenderla?
Certo. Non mi dispiace l'idea di essere pronta a
tutto... e poi magari aiuter anche Artie, lo far sentire
pi sicuro.
L'ultimo gioved di aprile la nostra scuola organizza
il Career Day. Quell'anno io avevo invitato due dei
relatori, Sharon e mia nonna, cos ebbi l'occasione di
mangiare alla mensa dei professori. Il cibo non  per
niente meglio neanche l, ma Sharon e la nonna se la
sono cavata alla grande, raccontando un mucchio di
aneddoti sul loro lavoro.
Dopo pranzo era prevista un'assemblea di tutte le
classi, in cui ogni ospite parlava per pochi minuti della
propria carriera. Poi il pubblico si divise in gruppi per
ascoltare tre oratori a scelta. Sharon e la nonna furono
tra le pi gettonate, e si ritrovarono con la classe stracolma
in tutte e tre le sessioni.
Alla fine della giornata, Mrs Handelsman non sapeva
pi come ringraziarmi. Ci avviammo insieme verso
il suo ufficio. Aspettavo di avere notizie da te sulle
domande di ammissione da presentare agli altri college
mi disse. Che cosa hai deciso?
I miei non mi hanno dato il permesso.
Sono sicura che le cose andranno per il meglio mi
rassicur, posandomi una mano sulla spalla.
Lo spero anch'io.
Non le svelai che io e Michael avevamo un altro
piano. Dato che sia l'universit del Vermont sia quella
di Middlebury funzionano a trimestri, lui si sarebbe
preso il semestre invernale libero per fare l'istruttore
di sci in Colorado e avrebbe poi recuperato gli esami
persi durante l'estate. Cos sarebbe comunque riuscito
a laurearsi in quattro anni, ma avremmo potuto passare
insieme tutti i finesettimana dell'inverno. Aveva
gi fatto domanda come istruttore a Vail, Aspen e a
Steamboat Springs.
E se non mi accettano a Denver? avevo detto io.
Ti ammetteranno di sicuro, non preoccuparti.
Cos, durante il Career Day, non riuscivo davvero a
concentrarmi sulla nonna, su Sharon o su qualsiasi altro
oratore. C'era un unico pensiero che mi frullava in testa:
il responso alle domande di ammissione, che sarebbe
arrivato per posta da un giorno all'altro.
Due giorni dopo arriv: nel Michigan non mi avevano
ammessa, all'Universit statale della Pennsylvania
e a Denver s. Michael fu ammesso all'universit
del Vermont, ma non a Middlebury. Una settimana
dopo, anche Erica seppe di essere stata ammessa a
Radcliffe.
Non sono affatto sorpresa mi disse quando la
chiamai per congratularmi. Hai sentito di Sybil?
No, cos'altro  successo?
 stata ammessa alla Smith, alla Wellesley, alla
Holyoke e a Stanford... insomma, in tutte le universit
in cui ha fatto domanda. Non ha detto a nessuno di
essere incinta.
Che fenomeno... E Artie? chiesi. Ci sono novit
per quanto riguarda lui?
Per il momento sta ancora aspettando la risposta da
Temple, ma questo  tutto.
Forse, se non lo ammettessero in nessun college,
suo padre cambierebbe idea e lo lascerebbe andare
all'American Academy.
 quello che ho detto anch'io, ma Artie non ci
crede.
Risposi subito a Denver, accettando di iscrivermi l,
nonostante le insistenze dei miei, che mi consigliavano
di rifletterci qualche settimana, visto che Denver 
cos lontana. A quel punto svelai il piano che avevamo
elaborato con Michael, ma loro non ne furono particolarmente
entusiasti.
...
.
...
Diciotto.
...
.
...
Quando arriva la bella stagione, abbiamo l'abitudine di
cenare almeno una volta la settimana con un'insalata a
base di tonno, uova sode, formaggio e verdure crude, di
solito il mercoled, perch mia madre torna tardi dalla
biblioteca.
Io stavo levando la crosta a un pezzetto di formaggio
quando mio padre esord: Cosa ne dici di giocare a
tennis tutta l'estate ed essere pagata per farlo?
Stai scherzando... sarebbe meraviglioso esclamai,
ficcandomi il pezzetto di formaggio in bocca.
Lui sorrise. Speravo che rispondessi esattamente
questo.
Parli sul serio? gli chiesi. Stanno cercando qualcuno
al tennis club?
No, il tennis club non cerca nessuno, ma Foxy s.
Foxy?
Sam Fox...  il direttore del campeggio dove andr
Jamie spieg mio padre. Gli ho parlato stamattina.
Hanno costruito tre campi nuovi, adatti a qualsiasi
tempo, e ha bisogno di un aiuto istruttore. Il ragazzo
che aveva assunto ha preso l'epatite.
Non posso andare al campeggio di Jamie replicai
io, infilzando uno spicchio d'uovo con la forchetta.
Ti darebbe trecentocinquanta dollari insistette
mio padre.
Non mi interesserebbe nemmeno se fossero tremila...
non sono disposta ad andare nel New Hampshire.
I miei si scambiarono un'occhiata.
 fuori discussione ribadii, facendo d'un tratto
fatica a inghiottire il boccone.
Ho detto a Foxy che quel posto ti sarebbe interessato
di sicuro...
Be', puoi sempre dirgli che ti eri sbagliato.
Io posso alzarmi? chiese Jamie.
S, vai pure le rispose mia madre. Quando fu uscita,
la mamma si rivolse a me. Il pap ha mosso mari e
monti per trovarti un lavoretto.
E chi glielo ha chiesto?
Mia madre appoggi sul tavolo coltello e forchetta.
Il tuo atteggiamento non mi piace.
Io ricacciai indietro le lacrime. Pensate che sia
stupida... che non capisca che cosa avete intenzione di
fare...
Michael non c'entra affatto in questa storia protest
mio padre.
Non dire bugie, per favore!
Va bene ammise mia madre. Siamo tutti e due
convinti che ti farebbe bene cambiare un po' aria.
Cambiare un po' aria! Ma vi siete dimenticati che
in autunno andr a Denver? Sapete benissimo che io e
Michael abbiamo solo fino a settembre per noi due...
Il campeggio dura soltanto sette settimane disse
mio padre.
Soltanto sette settimane!
Ti dispiacerebbe smettere di ripetere ogni frase che
dico? sbrait lui.
Sette settimane saranno poche per te, ma per me
sono un'eternit.
Cerchiamo di discutere in modo ragionevole propose
mia madre.
Mio padre abbass la voce. Senti, Kath, io ho gi
detto a Foxy che eravamo d'accordo e che avresti accettato
quel posto.
Tu glielo hai detto. Ma che diritto hai di rispondere
al posto mio? Non sono pi una bambina, ho diciott'anni...
Ora non m'importava di cedere alle lacrime. Mi
asciugai occhi e naso con il tovagliolo.
L'estate scorsa avevi detto che ti sarebbe piaciuto da
morire fare l'istruttrice al campeggio di Jamie intervenne
mia madre.
L'estate scorsa... ma ora le cose sono cambiate!
Mi piacerebbe che tu ci pensassi propose mio
padre.
Ci ho gi pensato, e ho preso la mia decisione.
Perci puoi anche chiamare Foxy e dirgli di cercarsi
qualcun altro. Gettai il tovagliolo sul tavolo e mi alzai.
No ribatt mio padre, e in un lampo intuii che
anche lui aveva gi preso la sua decisione. Intuii esattamente
come stavano le cose. Fammi capire dissi,
scandendo bene ogni sillaba. Mi stai dicendo che non
ho scelta... sbaglio?
No,  proprio cos conferm mio padre.
Mamma... cominciai.
Io credo che dovresti fare un esperimento mi
interruppe lei.
Che cosa significa un esperimento... per un'ora, un
giorno, una settimana?...
Io credo che dovresti provare per tutta l'estate.
Non posso crederci esclamai. Ho sempre pensato
che voi foste leali, tutti e due, ma vedo che mi sbagliavo...
e mi sbagliavo di grosso.
So come ti senti in questo momento, Kath cominci
la mamma.
Io alzai una mano per fermarla. Risparmiati le
solite storie su quanto vi sar grata quando sar pi
grande...
Non avevo intenzione... riprese, ma io non la
lasciai finire. Corsi fuori dalla cucina e su per le scale,
per rifugiarmi in camera.
Ero sfinita dal pianto quando Jamie venne a bussare
alla mia porta. Non trovo giusto che ti costringano a
partire.
Lo hai detto anche a loro?
S.
E loro?
Mi hanno detto di restare fuori da questa faccenda.
Me ne andrei fuori da questa casa... Chiss se ci
hanno pensato. Potrei fare le valigie e andarmene...
Non lo farai, vero? mi chiese Jamie. Sembrava
davvero preoccupata.
Mi rigirai nel letto, sospirando. No, credo di no...
 strano, non crollo mai davanti alle difficolt, nemmeno
quando sono sicura che succeder.
Sono contenta disse Jamie.
L'indomani e il giorno dopo ancora, in casa evitammo
l'argomento, ma era sottinteso che avrei accettato il
lavoro.
E ora dovevo comunicarlo a Michael.
Pensai di aspettare fino al suo compleanno. Mancava
solo una settimana. Aprii l'ultimo cassetto del mio
com ed estrassi il regalo che gli avevo comperato: un
maglione verde mare, esattamente del colore dei suoi
occhi. Ne avevo presi e restituiti altri due, prima di riuscire
a trovarlo. Il primo mi era sembrato troppo grande,
quando lo avevo riportato a casa, e il secondo pungeva
addosso. Questo era quello giusto. Lo presi dalla
scatola e lo avvicinai al viso. Aveva odore di nuovo. Ma
era giusto aspettare fino al suo compleanno, era onesto?
No, dovevo dirglielo subito.
Quando raccontai a Erica la storia del New Hampshire,
lei rinunci al finesettimana al mare che aveva progettato
con la sua famiglia e mi invit a casa sua. La ringraziai
per la sua disponibilit e lei mi rispose: Altrimenti a
cosa servono gli amici?
Perch non la inviti tu da noi? propose mia madre,
quando le dissi che sarei andata da Erica mentre i suoi
erano via.
No, preferisco andarci io risposi.
Sabato sera Michael e Artie vennero a cena da Erica.
Preparammo hot dog e fagioli, un intero pacco di spinaci
per Michael e un panino al formaggio per me. Rex,
il cane di Erica, si accucci sotto al tavolo, aspettando
i bocconcini che lei pescava dal suo piatto. Io e lei
facemmo attenzione a non sollevare l'argomento estate.
Artie era in uno dei suoi momenti di buonumore e ci
intrattenne con aneddoti sulla sua famiglia finch non
arrivammo con torta e candelina che posammo davanti
a Michael. Io intonai Buon compleanno, anche se per
la verit il suo compleanno sarebbe stato solo il gioved
successivo. Lui fu felice della sorpresa e volle che lo
aiutassi a spegnere la candelina. Artie si fece improvvisamente
serio: Diciott'anni borbott. Un quarto
della nostra vita  gi passato, si  volatilizzato... soffiato
via... cos... E schiocc le dita. D'ora in poi  una
strada in discesa...
No protestai,  solo l'inizio... la parte migliore
deve ancora venire.
Certo, sprechi l'intera vita a prepararti a qualcosa
e poi finisci in qualche reparto oncologico, con una
marea di aghi e tubicini e nessuno che darebbe una
cicca per te... ecco il futuro, ecco la prospettiva che ci
aspetta...
Erica gli tocc un braccio. Devi goderti quello che
puoi e dimenticare il resto.
Il calcolo delle probabilit gioca contro di noi.
Per favore, Artie lo supplicai. Non rovinarci la
serata.
Al diavolo, hai ragione, non ha senso sprecarla.
Bene. Erica salt su per portare via i piatti. Che
ne dite di una partita a Scarabeo in versione sporca?
Per me suona bene accett Michael.
Perch no? conferm anche Artie. Godiamocela
finch possiamo.
Con questo diede l'addio al suo umore tetro e facemmo
una partita fantastica, poi io e Michael ci rifugiammo
nella camera degli ospiti mentre Erica e Artie
andavano al piano di sopra, con Rex al seguito.
Michael ci mise un bel po' a scaldarmi al punto giusto,
o forse fui solo io ad avere questa impressione, ma
alla fine tutto and bene. Non spegniamo pi la luce. 
molto pi bello potersi guardare quando si fa l'amore.
Poi mentre riposavamo io mi sforzai di trovare il modo
di dirgli della mia estate. Alla fine decisi che non c'era
modo di addolcire la pillola, cos cominciai: Michael,
c' una cosa che devo dirti.
Mmmm. Aveva ancora gli occhi chiusi.
 per quest'estate. Attesi una reazione da parte
sua. Vedi... i miei genitori... hanno deciso... Mi alzai
a sedere. Accidenti, non so come dirtelo.
Michael apr gli occhi e si mise a sedere anche lui.
Dillo e basta, Kath. Qualsiasi cosa sia, dilla semplicemente.
Devo andare nel New Hampshire per sette settimane.
Mio padre mi ha trovato un lavoro nel campeggio
di Jamie. Stavano cercando un aiuto istruttore di
tennis... Io ho detto di no, di scordarselo, ma non mi
hanno lasciato scelta, mi obbligano ad andare, Michael.
Io per spero di riuscire a tornare qui almeno una
volta, o forse due, perch sono sicura che mi lasceranno
qualche giorno libero... e... Guardai verso di lui. So
che cosa stai pensando dissi. Ho diciott'anni e dovrei
essere pi indipendente... avrei dovuto far valere le mie
ragioni, ma non so... Mi fermai per un attimo. Di'
qualcosa anche tu, ti prego.
Anch'io ho un lavoro... nel North Carolina.
Dai, Michael...
 vero. Mio zio ha una segheria e mi ha offerto un
posto per quest'estate. Stipendio buono e nessuna spesa...
sar ospite da loro.
Parlava sul serio. Andava davvero nel North Carolina.
Da quanto tempo lo sai?
Circa due settimane.
Trassi un respiro profondo. E quando avevi intenzione
di dirmelo?
Stasera.
Certo, come no?
Davvero.
E ti aspetti che io ci creda?
 la verit.
Sono pronta a scommettere...
Senti... Non volevo dirtelo perch speravo che
saltasse ancora fuori qualcos'altro. Qualche occasione
qui in zona. E poi non riuscivo a pensare all'idea di
un'estate senza di te... Se non mi credi puoi chiedere
ad Artie... Lo sapeva anche lui che stasera te lo avrei
detto.
Non avresti dovuto aspettare... non  stato onesto.
Va bene, forse ho sbagliato... mi dispiace...
Di chi  stata l'idea di andare nel North Carolina?
Secondo te?
Dei tuoi genitori?
Indovinato.
Idem per me.
Cos si accorgeranno che anche se ci separano non
cambia nulla... e forse ci lasceranno in pace.
Io annuii.
Vieni qui, Kath.
Mi allungai verso di lui e lo baciai. Abbiamo ancora
tutto giugno dissi.
Lo so, e lo sfrutteremo bene.
Cominciando da adesso? gli chiesi, baciandolo di
nuovo.
Cominciando da adesso...
Ma Ralph non diventava duro. Non accadde nulla
nemmeno quando lo presi in mano.
Cosa c' che non va? domandai.
Non lo so! Michael mi volt le spalle. Merda! Mi
ci mancava soltanto questo...
Non preoccuparti gli dissi, probabilmente non
 niente. Gli accarezzai la schiena. Rilassati, non ha
importanza.
Lui si volt dalla mia parte, ma Ralph rimase piccolo
e molle. Michael respinse la mia mano. Lascia perdere,
ti dispiace? Non vedi che tanto non funziona stasera?
Va bene conclusi, lasciamo perdere.
Ci vestimmo uno accanto all'altra, ma senza ridere e
scherzare come al solito.
Erica e Artie erano seduti in soggiorno ad aspettarci.
Pronti? chiese Michael, rivolto ad Artie.
S.
Allora andiamo.
Erica rimase seduta, guardando fissa di fronte a s.
Lei e Artie non si augurarono nemmeno la buonanotte.
Ti chiamo mi disse Michael, senza darmi il nostro
solito bacio.
Va bene risposi. Lo accompagnai alla porta e
appena lui e Artie furono usciti vidi Michael passare
le chiavi della macchina all'amico. Spero che non ti
dispiaccia guidare, perch mi  venuto un mal di testa
incredibile gli disse.
Prenditi un paio di aspirine gli gridai, ma lui non
mi sent. Richiusi la porta e andai di sopra. Erica era
distesa sul letto, in lacrime. Che cosa c'? Non l'avevo
mai vista piangere. Rex cercava di leccarle la faccia.
Di tutto... non ce la faccio pi.
Ma Erica...
Gli ho regalato almeno cinque mesi della mia vita!
E non riesco ad aiutarlo, Kath... non serve a nulla...
stasera  stata l'ultima. Non voglio pi vederlo.
Su le dissi, sei solo un po' agitata. Vedrai che
domattina andr molto meglio.
Ma le mie parole servirono solo a farla scoppiare in
un pianto ancora pi irrefrenabile. Scovai una scatola di
fazzolettini di carta e mi sedetti accanto a lei.
Si  chiuso a chiave nel mio bagno, minacciando
di suicidarsi, e io temevo che parlasse sul serio... ero
terrorizzata... cos sono corsa di sotto a chiamare te
e Michael, ma proprio mentre stavo per bussare vi ho
sentiti... e singhiozzava sempre pi forte.
Per favore, cerca di calmarti, Erica. Fare cos non
serve a nulla.
E poi, quando sono tornata nella mia camera...
riprese, ... eccolo l, seduto sul mio letto, vestito da
capo a piedi, come se non fosse successo niente, e nessuno
di noi due ha aperto bocca per un bel po'. Alla
fine gli ho detto che non volevo vederlo mai pi. Lui mi
ha guardato negli occhi e mi ha risposto: Ti capisco,
Erica... sei stata gentile e paziente con me, e di certo
non ho nulla da rimproverarti... come se stesse recitando
una parte in teatro!
Cambierete idea tutti e due, vedrai la consolai.
No,  finita. Non capisci?  finita sul serio... e in
un certo senso sono quasi contenta.
...
.
...
Diciannove.
...
.
...
Il gioved mattina, il giorno del compleanno di Michael,
Artie si impicc al bastone che regge la tenda della doccia,
nel suo bagno. Per fortuna, il bastone si ruppe e
cadde nella vasca, e la faccenda si concluse semplicemente
con una commozione cerebrale e una serie di
tagli e lividi. Artie venne ricucito all'Overlook e poi
trasferito al Carrier Clinic, un ospedale psichiatrico
privato vicino a Princeton.
Michael ed Erica si sentivano entrambi in colpa.
Nessuno dei due mi diede ascolto quando cercai di
spiegare loro che forse quello che era successo era la
cosa migliore, perch, almeno, ora Artie avrebbe ricevuto
l'aiuto di uno psicologo, di cui aveva bisogno da
tempo.
Michael sosteneva che avrebbe dovuto dargli
ascolto il sabato sera, mentre tornavano insieme in
macchina. Voleva parlare... Io lo sapevo, ma non mi
importava. Ero talmente avviluppato nei miei problemi
che ho fatto finta di dormire durante tutta la
strada. Vorrei poter tornare indietro... e questa volta
lo ascolterei.
Erica, a sua volta, era convinta che fosse colpa sua.
Mercoled pomeriggio, al ritorno da scuola, aveva trovato
Artie con la macchina parcheggiata di fronte a casa
sua, ad aspettarla. Lei aveva ribadito che sabato sera
parlava sul serio, e anche se lui le piaceva e le sarebbe
sempre piaciuto come persona, tra loro era finita e non
voleva pi trovarselo intorno. Non avrei dovuto dire
una frase simile ripeteva. Avrei dovuto aspettare...
Non eravamo dell'umore giusto per festeggiare, ma
io diedi comunque a Michael il mio regalo. Per tenerti
al caldo l'inverno prossimo... finch non potremo stare
di nuovo insieme, avevo scritto sul bigliettino. E avevo
firmato: per sempre, Kath.
 bellissimo esclam Michael. Me lo metter
tutti i giorni.
La sera dopo, Michael ed Erica si presero una
sbronza. Eravamo andati tutti e tre al Playground, un
bar per single sulla Ventiduesima. Dopo aver mostrato
la carta di identit, avevamo chiesto al barista un giro
di screwdriver. Lui per si era rifiutato di servire Erica
finch lei non gli aveva mostrato, oltre alla carta d'identit,
anche la patente e il certificato di nascita, che porta
sempre in borsetta.
Lei e Michael si scolarono il loro cocktail d'un fiato
e ordinarono un secondo giro, mentre io, seguendo i
consigli di mio padre, sorseggiavo lentamente il mio.
Dopodich mi limitai al ginger ale. Nel giro di un paio
d'ore Michael ed Erica avevano gi mandato gi tre
cocktail e avevano cominciato a comportarsi come dei
cretini: cantavano canzoncine della scuola e ridevano
in modo isterico. Alla fine li minacciai di prendere la
macchina e andarmene da sola se non si scollavano di
l all'istante.
Trascinarli fino alla macchina, per, fu un'altra
storia. Nessuno dei due riusciva a camminare e se non
fosse stato per un ragazzo molto carino che si offr di
aiutarmi a quest'ora sarebbero ancora l.
Erica fu la prima a vomitare, nel parcheggio. Quando
si fu liberata, la sistemammo sul sedile posteriore, dove
Michael era gi crollato in un angolo. Io salutai il
ragazzo e lo ringraziai per l'aiuto. Buona fortuna mi
augur. E io gli risposi con un cenno di saluto. Pochi
chilometri pi in l, Michael vomit tutto addosso a
Erica, ma lei era talmente fuori da non accorgersene
neanche.
Non sapendo cos'altro fare, li riportai a casa mia.
Mia madre e mio padre furono davvero gentili ad
aiutarli, perch a essere sinceri avevano un aspetto
e un odore disgustosi. La mamma infil Erica sotto
la doccia, mentre mio padre sciacquava con la canna
Michael e la sua macchina. Intanto io preparavo il
caff.
Dopo la scenata sul campeggio, ero stata molto fredda
con i miei, ma vedendo come erano disposti ad
aiutare i miei amici e quanto tenevano a me, fui contenta
di non avere fatto sciocchezze.
Mio padre chiam i genitori di Michael ed Erica e
spieg loro la situazione. Mettemmo Michael a dormire
nel salottino ed Erica in camera mia. Poi io andai in
bagno, mi sedetti sul water e scoppiai a piangere.
...
.
...
Venti.
...
.
...
Giugno: il mese per cui vivono tutti gli studenti dell'ultimo
anno, la fine di una vita e l'inizio di una vita
nuova. Lo avevo letto una volta, sulla copertina di un
libro. E per certi versi  vero. Mentirei se negassi che
anch'io mi ero fatta coinvolgere in quell'atmosfera di
attesa.
Per la prima volta feci una cosa che non avevo mai
fatto prima. Saltai tutte le lezioni del pomeriggio.
Michael venne a prendermi subito dopo pranzo. I suoi
erano andati al festival shakespeariano a Stratford e noi
ne approfittammo per passare il resto della giornata a
letto. Ralph non mostr di avere alcun problema, il che
dimostra che Michael era rilassato. Ma per certi versi
mi sentivo in colpa.
Avevamo deciso di non partecipare n alla festa
di fine anno della mia scuola, n a quella di Michael.
Nelle settimane precedenti avevamo discusso su quale
scegliere, convinti che ci saremmo andati con Erica e
Artie, ma ora non ce la sentivamo. I genitori di Artie
avevano detto a Michael che non ce l'avrebbe fatta a
essere a casa per il giorno dell'esame. Ci chiesero di
scrivere ad Artie messaggi brevi e allegri, ma di non
aspettarci risposta.
Per il quarantesimo compleanno della mamma Jamie
prepar una torta speciale. La settimana prima avevamo
nascosto la pasta sfoglia nel freezer al piano di sotto
e la mattina la mettemmo a scongelare, perch fosse
pronta da farcire al nostro ritorno da scuola. Jamie riesce
a fare i fiori di glassa pi belli di qualsiasi pasticciere.
Avevamo anche messo insieme i nostri risparmi per
comprare una pianta che sembra una specie di palma.
Io andai in macchina a ritirarla dalla serra, mentre
Jamie dava gli ultimi tocchi alla torta. Credo che d'ora
in poi i festeggiamenti di compleanno mi metteranno
sempre un po' a disagio, ma mentre aiutavo Jamie a preparare
la festa per la mamma mi sforzai il pi possibile
di pensare solo a cose allegre.
I nonni mandarono un mazzo di quaranta rose gialle
(abbastanza per riempire tutti i vasi della casa), pi un
assegno. La cena  stata splendida e alla mamma sono
venute le lacrime agli occhi quando Jamie ha portato
la torta cantando Buon compleanno. Poi le abbiamo
dato la pianta, che le  piaciuta moltissimo.
Il regalo ufficiale del pap era un braccialetto d'argento
massiccio che avevano preso insieme in Messico,
ma le ha dato anche un pacchettino a sorpresa, con
dentro un bikini arancione e rosa. Lei nel vederlo 
scoppiata a ridere e ha baciato il pap, dicendo che era
una gran cosa avere quarantanni, molto meglio di quel
che si dice. Avrei voluto che anche Artie fosse l con noi
a vederla.
Pi tardi, la mamma ha provato il bikini e si  esibita
in una sfilata davanti a noi. Poi, quando  venuta in
camera mia, mi ha chiesto: Dimmi la verit, Kath... le
gambe mi stanno diventando flaccide?
No, assolutamente no le ho risposto.
E allora questa cos'? mi ha chiesto strizzando tra
le dita un po' di ciccia in eccesso.
Io non le ho certo detto che era grasso flaccido, ma
le ho risposto che potevo insegnarle qualche esercizio
per eliminarla.
Ti prendo in parola mi ha detto. E, Kath... grazie
per lo splendido compleanno che mi avete preparato.
Di nulla.
Quella sera, alle undici e mezzo, squill il telefono.
Non riceviamo mai telefonate a quell'ora, perch i miei
vanno a letto presto. Sentii mio padre andare a rispondere:
Solo un momento... vado a vedere...
Poi venne alla mia porta. Sei sveglia?
Pi o meno... chi ?
Erica.
A quest'ora?
Dice che  importante.
Va bene, prendo di sotto.
Scesi gi, al telefono in cucina, e risposi sbadigliando:
Pronto?
Sybil ha avuto una bambina!
Io mi risvegliai di colpo. Una bambina... ma quando?
Stasera... ha appena telefonato sua madre. Pesa due
chili e settecentocinquanta.
Ma siamo solo alla met di giugno.
Lo so, ha partorito con un paio di settimane di
anticipo.
Sta bene?
S, e anche la bambina.
Mi fa piacere.
Anche a me. Ci vediamo domani.
Io ed Erica andammo a trovare Sybil in ospedale.
Invece di andare direttamente alla sua stanza, ci fermammo
prima alla nursery. I bambini si possono
vedere due volte al giorno, durante l'orario di visita del
pomeriggio e della sera. Li si pu guardare attraverso
un grosso pannello di vetro. La bambina di Sybil aveva
una testa di capelli neri e dormicchiava.
Che te ne pare? mi chiese Erica.
 molto piccola.
Sono tutti piccoli.
S, direi di s.
Ti sembra che assomigli a Sybil?
Non saprei. I neonati non sono mai un granch
finch non hanno almeno qualche mese.
Hai ragione... Appena nati sono tutti storti e raggrinziti.
Probabilmente se sono tuoi ti fanno un effetto
diverso.
Secondo te basta avere un bambino per amarlo
automaticamente?
Non ne sono sicura. Forse bisogna imparare ad
amarlo, come con qualsiasi altra persona.
Avevamo portato un mazzo di margherite per Sybil.
Io le sistemai in un vaso di plastica, come faccio sempre
quando lavoro in ospedale come volontaria. Lei ci stava
aspettando, perch Erica l'aveva chiamata prima per
telefono, per essere sicura che avesse voglia di compagnia.
Ciao ci salut, prima che avessimo la possibilit
di fiatare. Vorrei dirvi che non  stata 'sta gran cosa...
tutti quei film che mostrano donne urlanti di dolore
sono delle gran sciocchezze. Non c' nulla di tragico.
Spingi, spingi, spingi e alla fine il bambino spunta
fuori... A dir la verit, non  che mi ricordi molto, a
parte il fatto che c'era un tipo molto carino in piedi
accanto a me, e ogni volta che avevo una contrazione
pi forte mi dava un'annusatina di gas... L'avete gi
vista? Non  deliziosa? Oh, grazie per le margherite...
le adoro. Sapete che stasera c' la cerimonia per la mia
maturit? Pensavo proprio di esserci, ma non ci si pu
opporre a Madre Natura... Mi spediranno il diploma
per posta. Vi ho detto che ho deciso di perdere una
ventina di chili e di iscrivermi alla Smith?
Si ferm per riprendere fiato e io ed Erica ci scambiammo
un'occhiata.
Mi far mettere la spirale, per evitare di rimanere
incinta un'altra volta, perch non ho intenzione di
rinunciare al sesso... ma la prossima volta che avr un
bambino voglio essere sicura di poterlo tenere. Avete
visto quanti capelli ha? Mia madre sostiene che probabilmente
li perder e che magari i suoi veri capelli
saranno completamente diversi. Trasse un sospiro, poi
ci rivolse un sorriso. Grazie per essere venute. Sono
contenta di vedervi. Ci vai alla cerimonia per il diploma
di Michael? Quest ultima domanda era rivolta a me.
S.
Allora li sentirai chiamare anche il mio nome.
E applaudir, d'accordo?
Certo, per me e anche per Artie rispose Sybil. Poi
guard Erica scuotendo la testa. Mi dispiace.
 okay.
Preferisco essere qui che dove  lui riprese Sybil.
Quando torni a casa? le chiese Erica.
Dopodomani, ma mi hanno raccomandato di prendermi
una o due settimane di riposo.
Magari potresti venire in spiaggia con noi.
Forse... La mia bambina parte per la Florida con i
suoi genitori adottivi. Spero che abbia una vita felice...
Sybil allung una mano per prendere un fazzoletto e si
soffi il naso. Pregai che non si mettesse a piangere. Io
avevo gi un nodo alla gola.
Immagino che se due decidono di adottare un bambino,
poi se ne prenderanno cura come si deve, no?
Certo la rassicur Erica.  la soluzione migliore.
Io non posso tenerla... non sarebbe giusto per
lei...
Stai facendo la cosa giusta le confermai io, chiedendomi
perch mai non ci aveva pensato prima.
Tu ci vai a letto con Michael? mi chiese alla sprovvista.
 una domanda un po' troppo personale le risposi.
Lei annu. Avrei potuto abortire, ma volevo provare
l'esperienza di far nascere un bambino.
Avrei potuto... avrei dovuto intervenne Erica.
Ormai non conta, quel che  fatto  fatto.
Ho chiesto di vedere la mia bambina un'ultima
volta ci disse Sybil, illuminandosi. Il dottore ha detto
che stasera posso darle il biberon... Spero che la chiamino
Jennifer...
...
.
...
Ventuno.
...
.
...
Era una bella serata, limpida, e la cerimonia per la consegna
dei diplomi della scuola di Michael era stata organizzata
all'aperto. Io mi ero seduta accanto a Sharon
e Ike, e finalmente conobbi i genitori di Michael. La
madre mi tese la mano e disse: Finalmente, abbiamo
sentito tanto parlare di te. Aveva i capelli rossi, le lentiggini,
e gli occhi truccati.
Dunque, tu sei Katherine mi salut il padre.
S, pare di s gli risposi.
Aveva la pancetta del bevitore, un mucchio di capelli
grigi e una bella voce profonda come quella di un DJ.
Io mi sentii mancare il respiro quando chiamarono
il nome di Sybil, e poi quando venne il momento in cui
avrebbero dovuto chiamare Artie, ma non lo fecero, e
ancora una volta quando tocc a Michael alzarsi per
ritirare il diploma. Continuavo a toccarmi gli occhi,
come se ci fosse finito dentro qualcosa, per avere una
scusa nel caso che Sharon o Ike avessero sospettato che
mi veniva da piangere.
Dopo la cerimonia ci fu una festa a casa di Michael,
nel cortile sul retro, aperta a tutti i parenti. La madre
mi present a tutti come l'amichetta di Michael. Io
non ne ero troppo contenta, ma non avevo voglia di fare
commenti.
Sharon mi offr un bicchiere di champagne. Ho
sentito che farai l'istruttrice di tennis, quest'estate.
L'aiuto istruttrice, a dir la verit.
Sembra divertente. Mi piacerebbe cambiare aria
per un po'.
E il vostro viaggio?
 saltato. Non posso lasciare il lavoro, in quel
periodo.
Che peccato.
Ci saranno altre opportunit.
Mentre sorseggiavo lo champagne, sentii le bollicine
salirmi su per il naso.
Mi piacciono i tuoi capelli pettinati cos intervenne
Ike.
Ma sono come al solito gli risposi.
Ah, forse non l'avevo mai notato. Mentre la madre
di Michael passava con un vassoio, prendemmo un
hot dog a testa. Anche tu stai per ricevere il diploma,
vero?
Gioved sera. Dovetti rispondergli con la bocca
socchiusa, perch l'hot dog mi stava ustionando la lingua.
Be', congratulazioni in anticipo.
Grazie.
Sharon si allontan, e in compenso venne a raggiungerci
uno degli zii di Michael. Ho sentito che te ne
andrai a Denver disse.
Io annuii e finii lo champagne.
 una citt splendida, piena di sole, aria fresca...
Scusatemi disse Ike, lasciandoci soli.
Troverai un sacco di cose da vedere.
S, lo so risposi. Lei non  per caso lo zio del
North Carolina?
No, quello  mio fratello, Stephen.
Ah. Mi guardai intorno in cerca di Michael.
Lo zio si tolse un frammento di cibo che gli era rimasto
impigliato tra i denti, lo osserv e poi lo scagli via
con l'indice. Insomma, dimmi riprese, che cosa hai
intenzione di fare nella vita?
Che cosa ho intenzione di fare nella vita? ripetei.
S, ci avrai pensato, no?
Certo.
E allora?
Voglio essere felice, e rendere felici anche gli altri
risposi.
Molto carino... ma un po' generico.
 tutto quello che so, al momento. Poi gli voltai le
spalle e mi allontanai.
I miei erano addormentati quando io e Michael arrivammo
a casa.
Ci chiudemmo nel salottino, ci sfilammo i vestiti e ci
abbracciammo.
Sdraiamoci sul tappeto proposi.
Michael lo guard. Di solito usavamo il divano.
In memoria dei vecchi tempi...
Certo, perch no? disse lui.
Ci sdraiammo e cominciammo a baciarci. Ti ricordi
la prima sera che siamo stati insieme su questo
tappeto, di fronte al fuoco...
Ed Erica e Artie erano di l in soggiorno continu
Michael.
S. Dopo che tu te neri andato, e mentre Erica era
di sopra, io sono rimasta qui seduta a pensare che questo
tappeto era molto speciale, era nostro... Gli baciai
l'orecchio, lasciando scorrere la lingua sul lobo. Gli
accarezzai tutto il corpo, mentre lo baciavo sempre pi
gi, sul collo, sul petto, sull'ombelico.
Sei aggressiva, stasera.
Non ci avevo pensato, finch non me lo fece notare.
Anch'io ero sorpresa. Ti dispiace?
No, al contrario.
Mi sdraiai sopra di lui, sentendo Ralph contro la mia
pancia. Possiamo provare cos? gli sussurrai.
Come vuoi tu rispose lui.
Mi sedetti su di lui, aiutando Ralph a entrare in me,
poi cominciai a muovermi... su, gi e intorno... su,
gi e intorno... finch non riuscii pi a controllarmi.
Oddio... Michael... ora... ora... Poi venni. Venni
prima di lui, ma continuai a muovermi finch Michael
emise un gemito, e quando fin io venni di nuovo, senza
preoccuparmi di nient altro se non di quanto stavo bene
in quel momento.
Complimenti per il diploma risi. Poi, mentre ci
tenevamo abbracciati, pensai che ci sono mille modi per
amare una persona. Ed  cos che dovrebbe essere...
per sempre.
All'ultimo minuto la cerimonia della nostra maturit fu
trasferita al chiuso, perch alle quattro e mezzo si scaten
un temporale tremendo che dur per ore, anche se
a intermittenza. Ogni studente dell'ultimo anno aveva
a disposizione due biglietti d'ingresso, perci dovetti
chiedere a Michael di aspettarmi a casa, insieme a Jamie
e ai nonni. Cos non mi vide con toga e tocco.
Organizzammo un party anche a casa mia, con un
buffet carico di panini, succhi di frutta e un'enorme
torta al cioccolato.
La mattina dopo, io e Michael partimmo per Long
Beach Island. Eravamo invitati a casa di Erica, a
Loveladies Harbor.  a un paio d'ore di viaggio da
Westfield, lungo l'autostrada costiera, e ci demmo il
cambio alla guida.
La casa di Erica  proprio sulla spiaggia, ed  fatta
come una palafitta. A vederla dall'esterno sembra formata
da tre scatole: una grande al centro, e due pi
piccole ai lati. La facciata verso l'oceano  tutta vetri.
C' un soggiorno molto grande, con il pavimento di mattonelle
bianche e mobili di vimini sempre bianchi, con i
cuscini verdi. Ci sono poi le due ali pi piccole, ognuna
con due camere e un bagno. I genitori di Erica usano
un'ala, mentre la camera di Erica  nell'ala opposta. Io
dormivo in camera con lei, Michael in quella di fronte.
Nessuno di noi menzion Artie o il fatto che quel finesettimana
l'avevamo progettato da tempo, ma in quattro.
Dopo pranzo passeggiamo su e gi per la spiaggia,
tirando calci a un pallone. Erica ci present a tutti i
ragazzi che c'erano in spiaggia, lei li conosce da secoli.
Pochi chilometri pi a sud, c' una spiaggia ideale per
il surf, la Harvey Cedars, e noi ci sedemmo un po' a
guardare una coppia di ragazzi che cercavano di prendere
l'onda giusta. Poi consumammo un intero rullino
di foto, mettendoci in posa sui loro surf.
Quella sera, dopo il tramonto, molti dei ragazzi che
avevamo visto in spiaggia passarono a trovarci. Una
ragazza port la chitarra e si mise a suonare. Alcuni
fumavano erba, ma io preferii evitare, anche Michael
si limit a bere birra, ma non al punto da ubriacarsi.
Pi tardi, quando tutti se ne furono andati ed Erica si
infil a letto, io e Michael portammo un sacco a pelo in
spiaggia e facemmo l'amore l. Ci svegliammo all'alba e
ci sedemmo insieme a guardare sorgere il sole.
Quattro giorni dopo io e Jamie partimmo per il campeggio.
...
.
...
Ventidue.
...
.
...
Mercoled 26 giugno.
Caro Michael
eccomi arrivata al campeggio! L'autobus  stato una
tortura: l'aria condizionata si  rotta dopo un'ora e per
il resto del viaggio ci siamo sciolti di caldo. Un ragazzo
ha vomitato nel corridoio, cos ci siamo dovuti fermare e
scendere tutti, mentre quelli dello staff pulivano il disastro.
Purtroppo faccio parte dello staff anch'io!
Al campeggio ci sono 15 ragazzi, tra i dodici e i quindici
anni, e ognuno di loro ha talento per la musica, per la
pittura o per tutte e due, come Jamie. Il responsabile dei
corsi di tennis si chiama Theo, e mi ha detto subito che a
me sarebbero toccati i meno bravi.
Le ragazze dormono in una grande casa antica, i
ragazzi in un dormitorio ricavato in un vecchio fienile,
e i quindici membri dello staff sono sparpagliati in giro.
La mia stanza  nella casa antica e la mia compagna di
camera viene da Seattle.  un'esperta di tessitura. Si chiama
Angela, non crede nell'opportunit di depilarsi alcuna
parte del corpo e ritiene giusto che i naturali odori corporei
sconfiggano il deodorante. Non chiedermi altro!!!
Appena siamo arrivati, Foxy, il direttore, ha convocato
un'assemblea dello staff e ci ha fatto una tirata sulle droghe,
che qui sono assolutamente proibite. Da quello che
posso capire, questa  l'unica regola.
Per dirti la verit, non so che cosa ci sto a fare qui.
Vorrei essere con te. Mancano solo quarantanove giorni,
e poi ci rivedremo. Spero di sopravvivere fino ad allora.
Per sempre tua,
Kath
...
Venerd 28 giugno, sera.
Cara Kath,
ho appena ricevuto la tua lettera. L'ho riletta otto
volte. Vorrei essere il tuo compagno di camera, al posto di
Angela: come ben sai, io di deodoranti ne ho in abbondanza.
Non puoi immaginarti che caldo fa qui in questi
giorni: ti toglie il fiato. Oggi ho comprato il biglietto,
partir mercoled sera. Ieri ho incontrato Erica. Stavamo
ordinando tutti e due un panino da portare via, al Robert
Treat Dell. Vorrei dirti un mucchio di cose, ma non sono
bravo a scriverle. Preferirei che fossi qui, cos ti farei
vedere cosa intendo. Immagino che tu abbia indovinato il
quadro. Mi manchi da morire!
Per sempre tuo,
Michael
PS. Anche Ralph sente la tua mancanza.
...
Luned 1 luglio.
Caro Michael,
spero che tu riceva la mia lettera prima della partenza.
Oggi purtroppo  piovuto tutto il giorno. Al mattino
mi hanno assegnata insieme a un'altra educatrice a un
gruppo di danza moderna. Non erano male: sono rimasta
davvero sorpresa. Ho dormito tutto il pomeriggio e
ora sto meglio: mi sentivo cos stanca, da quando sono
arrivata. Sai che sono passati gi otto giorni dall'ultima
volta che siamo stati insieme? Sto facendo di tutto per
non pensarci, perch ogni volta che ci penso mi manchi
ancora di pi. Con il nastro adesivo ho appeso tutte le
tue foto al muro, sopra il mio letto. Angela dice che hai
un'aria naturale, che per lei credo sia un complimento.
Non le ho detto che di solito ti metti l'ombretto e ti tingi
i capelli. Ah ah.
Ieri ho provato a fare sci d'acqua, ma sono caduta in
mezzo al lago. Ho rischiato anche di perdere il costume.
Per fortuna sulla barca c'era solo Kerrie.  australiana ed
 la responsabile degli sport acquatici, insieme al marito,
Poe.
Saluti anche da Jamie.
Buon viaggio per il North Carolina, ma NON rivolgere
la parola a nessun estraneo sull'aereo, soprattutto se di
sesso femminile. E non dimenticarti che ti amo! E che mi
manchi pi di quanto riesca a dire!
Per sempre tua,
Kath
...
Luned 2 luglio.
Cara Kath,
sono cos elettrizzata! Ho scritto un editoriale per il
Leader e lo pubblicheranno sul numero della settimana
prossima. Parla dell'ultimo anno delle superiori. Te ne
mando una copia. Domani sera parto per il mare, per
festeggiare il finesettimana del 4 luglio. Viene anche Sybil.
Pochi giorni fa ho incontrato Michael al Robert Treat
e stasera l'ho visto da Friendly. Abbiamo preso un gelato
insieme e abbiamo parlato di te. Ha gi preparato tutto
per partire. Gli ho dato un bacio di saluto - molto platonico
- sulla guancia. Mi mancherete tutti e due quest'estate.
Ti allego l'indirizzo di Artie in clinica. Michael mi
ha detto che ti avrebbe fatto piacere averlo. Vorrei poter
ripartire da capo con lui, rifarei tutto in modo diverso.
Be', come dice mia madre, ogni esperienza aiuta a crescere.
Spero che sia vero. Divertiti.
Baci,
Erica
...
2 luglio.
Cari mamma e pap,
credo si possa dire che mi sto acclimatando al campeggio.
I membri dello staff sono tutti carini. Mi piace
soprattutto Nan, l'istruttrice di fotografia. Theo, il responsabile
dei corsi di tennis, mi chiama Kat, anche se gli ho
spiegato, come minimo un milione di volte, che nessuno
mi chiama cos. Ho ricevuto una lettera dalla nonna: non
sapevo che avevano intenzione di trasferirsi a Martha's
Vineyard la settimana prossima. Jamie vi ha scritto che
ha un ragazzo nuovo? Si chiama Stuart. Se non vi ha
raccontato nulla, non lasciatevi scappare che lo sapete.
Mi ucciderebbe! Suona l'oboe e porta l'apparecchio. Non
credevo che si potesse suonare uno strumento a fiato, con
l'apparecchio, ma lui  molto bravo.
L'altra sera Foxy ha convocato una riunione dello
staff proprio per ricordarci che qui al campeggio l'accento
dovrebbe essere posto sull'amicizia e non sul sesso! Non
preoccupatevi di Jamie, per. La tengo d'occhio. Tra l'altro
Stuart  pi interessato al suo oboe che a lei. Ci vediamo
qui il giorno della visita parenti.
Baci,
Kath
...
Mercoled 3 luglio.
Cara Kath,
sono all'aeroporto ad aspettare il mio imbarco. Non
preoccuparti delle estranee. Mi fanno paura! Devo correre,
hanno appena annunciato il mio volo. Ti amo. Anch'io
sto contando i giorni. Ne mancano ancora solo 42.
Per sempre tuo,
Michael
PS. Tieni su quel costume (almeno fino a che non
torno).
...
Gioved 4 luglio.
Caro Artie,
sto facendo l'aiuto istruttrice di tennis in un campeggio
nel New Hampshire, dove si  iscritta mia sorella Jamie. Il
lavoro non  male. Il lago  bellissimo, ma gelido. Spero
che tu stia bene. Volevo solo farti sapere che ti penso.
La tua amica,
Kath
...
Venerd 5 luglio.
Cara Erica,
credo che riceverai la mia lettera al ritorno dal mare.
Spero che tu abbia passato un bel finesettimana e mi
auguro anche che tu abbia incontrato qualche ragazzo
simpatico che ti tolga dalla testa Artie. Non puoi continuare
a rimproverarti in eterno. Ricordi il tuo voto
di andare a letto con qualcuno prima di partire per
il college? Be', ci ho pensato e ho deciso che potrebbe
essere proprio quello di cui hai bisogno. E sai che non
te lo direi se non lo pensassi davvero.
Dovresti vedermi. Sono un disastro. Ho il naso e
la fronte spellati come un serpente. Fa molto caldo da
marted, e rimango ad arrostirmi sui campi quattro ore
al giorno. Sempre meglio che la sera... perch almeno
mentre insegno ho la mente occupata.
Le notti sono il momento pi critico. Non hai idea
di come mi  difficile non pensare a Michael, sapendo
che dovremo restare lontani cos a lungo.  una tortura.
Ma ecco finalmente una buona notizia! Angela, la
mia maleodorante compagna di camera, si  trasferita
con Zack, l'addetto alle ceramiche, che si  fatto una
baracca nei campi. Cos finalmente ho la camera tutta
per me.
La maggior parte dei ragazzini non  male. C' solo
una tipetta di quindici anni che non sopporto. Si chiama
Marsha e tutti sostengono che balla benissimo, ma
io finora non l'ho mai vista in azione.  troppo impegnata
ad aggirarsi sui campi da tennis all'inseguimento
di Theo.
Se penso a come eravamo noi a quindici anni, ho
proprio l'impressione che i tempi stiano cambiando, e
non in meglio, secondo me. Non mi piacerebbe vedere
jamie comportarsi in quel modo, fra un paio d'anni.
Devo ammettere una cosa a favore di Theo: non si
lascia impressionare dalle ragazzine stupide. Lui non
parla molto di s, ma la mia amica Nan sa che ha ventun
anni e frequenta l'ultimo anno alla Northwestern
University.
Nan  incredibilmente timida con i ragazzi ma io
cercher di combinare qualcosa tra loro due. Lui non
 male come mi era sembrato all'inizio.  ora di cena,
devo salutarti. Ti scrivo presto.
Baci,
Kath
...
Marted 9 luglio.
Cara Kath,
abbiamo passato un finesettimana mitico al mare. Il
tempo era stupendo. Mi pare di averti detto che sarebbe
venuta anche Sybil con noi. Ha cominciato un'altra
delle sue diete, ma questa volta sotto controllo medico.
Non ha voluto che parlassimo della bambina. Credo
che tutta la faccenda sia stata pi pesante di quanto lei
prevedesse.
Grazie per il consiglio, ma ci ho pensato un mucchio
e non credo di avere voglia di scopare cos per fare.
Voglio che sia una cosa speciale, come tra te e Michael.
Perci aspetter.
Theo e Nan mi sembrano simpatici, da come li descrivi.
Sono contenta che tu abbia incontrato degli amici.
Dovrebbe farti passare il tempo pi in fretta.
Baci,
Erica
...
Gioved 11 luglio.
Cara Kath,
io e pap siamo stati molto contenti di ricevere tue
notizie. E di sapere che ti stai ambientando al campeggio.
Qui fa un caldo torrido. Ieri in biblioteca si  rotto l'impianto
dell'aria condizionata e abbiamo dovuto chiudere
in anticipo.
Vammi sapere se hai bisogno che ti portiamo qualcosa.
Non vediamo l'ora di trascorrere un giorno intero con te
e Jamie. I nonni rimarranno a Martha's Vineyard per una
decina di giorni. Erica ha fatto un salto in biblioteca per
un saluto. Mi pare sia tutto.
Baci,
Mamma
...
.
...
Ventitr.
...
.
...
I partecipanti al campeggio devono ritirarsi nelle loro
stanze entro le dieci di sera. Allora i membri dello staff
si riuniscono nel rifugio, che  un piccolo cottage arredato
in modo un po' pi confortevole. Di solito  l
che vado quando devo scrivere le mie lettere.
A volte, alzando gli occhi mentre penso a cosa scrivere,
ho sorpreso Theo a guardarmi. Lui non  mai
turbato e non distoglie lo sguardo, ma io s. Ha gli occhi
verde chiaro e Nan dice che ogni volta che li guarda
si scioglie. I capelli sono castani e gli ricadono sulla
faccia: sul campo deve mettersi una fascia che li tenga
indietro, altrimenti non vedrebbe neanche la palla. Ha i
baffi che gli scendono gi oltre gli angoli della bocca ed
 abbronzatissimo, anche sulla schiena e sulla pancia,
perch non porta quasi mai la maglietta.
L'altro giorno io, lui e Nan eravamo al porto. Quando
si  tolto le scarpe da ginnastica e le calze, io sono morta
dal ridere a vedergli i piedi cos bianchi. Lui mi ha sollevata
di peso e mi ha buttata nel lago. L'avrei ucciso: mi
ha scaraventata in acqua con addosso jeans e maglietta!
A dire il vero non  il tipo saccente che credevo all'inizio.
 molto paziente con i ragazzini e mi sta anche
aiutando a migliorare a tennis. A volte, dopo cena, giochiamo
una partita o due. Lui sostiene che sono l'unica
qui capace di dargli del filo da torcere.
Una sera, durante la prima settimana di campeggio,
Theo mi  venuto vicino e indicando la mia catenina mi
ha chiesto: Che cosa c' scritto?
Parli di questa? ho detto, sollevando la medaglietta.
S.
C' scritto Katherine da una parte e Michael dall'altra.
Il tipo a cui scrivi sempre?
Ah-ah.
Posso vedere?
Certo.
Mi  venuto vicinissimo e l'ha presa in mano. Ha
osservato prima la faccia su cui  scritto Katherine, poi
l'ha girata. Cosa vorrebbe dire per sempre?
Secondo te? gli ho risposto.
Secondo me per sempre  maledettamente lungo
per una ragazzina come te.
Non sono una ragazzina. Si d il caso che io abbia
diciott'anni.
Complimenti ha concluso lui.
Poco dopo gli ho chiesto di smetterla di chiamarmi Kat.
Non posso... ormai ci ho preso l'abitudine. E poi ti
sta bene, fa pensare a un gatto.
Cos adesso tutti qui al campeggio mi chiamano Kat,
ma adesso ho altro a cui pensare.
Ho ricevuto una lettera da Michael.
Cara Kath,
mi sto ambientando qui. Ho una camera tutta per me,
dato che mio cugino Danny  via per le vacanze. Ha anche
due sorelle gemelle tredicenni, che mi ricordano Jamie.
Salutala da parte mia. Sto diventando bravissimo a impilare
i tronchi. La settimana prossima comincer a lavorare
alla segatrice.  un bel passo avanti! Ti penso ogni notte...
per tutta la notte.
Per sempre tuo,
Michael.
Caro Michael,
fai attenzione con la segatrice! Non voglio che succeda
nulla alle tue mani. Le adoro (e anche il resto di te in
fondo non  male). Ah ah.
Per sempre tua,
Kath.
Ogni membro dello staff ha diritto a due permessi brevi
e a un permesso lungo la settimana. Quando ti capita
il permesso lungo sei esentato dalle attivit serali, puoi
andartene subito dopo cena e non hai l'obbligo di fare
rapporto fino al mattino dopo.
Una sera Theo ha chiesto a me e a Nan se volevamo
andare con lui a Laconia, a vedere un film. Lui ha la
macchina, noi no. Ovviamente abbiamo accettato.
Io ho cercato di fare in modo di sedermi da un lato,
lasciando Nan in mezzo tra me e Theo, ma lui ha deciso
che era pi giusto lasciare lui nel mezzo, dal momento
che era l'unico maschio. Ha passato un braccio attorno
alle spalle di entrambe, ma sapevo che stava scherzando.
 strano come si impari presto a conoscere gli amici
estivi, soprattutto in un campeggio come il nostro,
quando ti capita di stare insieme mattina, pomeriggio
e sera.
Qualche volta sogno di fare l'amore con Michael, e
questo lo capisco. Ma nel cuore della notte, dopo che
eravamo andati al cinema, mi sono svegliata fradicia di
sudore e piena di vergogna... la vergogna pi profonda
che mi sia mai capitato di provare. Ho sognato che stavo
con Theo: era tutto cos reale... sentivo il suo odore, il
sapore della sua pelle, lui... e lo desideravo cos tanto!
Gli ho fatto cose che ho letto soltanto nei libri.
Il giorno dopo ho scritto a Michael una lettera di
quattro facciate, per riportare i miei pensieri in carreggiata.
E mi sono tenuta il pi lontano possibile da Theo.
Ma anche cos ero sicura che tra noi stava nascendo
qualcosa. Qualcosa che mi metteva paura al solo pensarci.
Ogni sera, tra le otto e le dieci, il bar rimane aperto
e chi vuole pu andare ad ascoltare musica, a ballare
o a comprare qualche stuzzichino da mangiare. Theo
balla volentieri con le pi piccole, come Jamie, mentre
evita le pi grandicelle, come Marsha. Evidentemente
vuole tenersi lontano dalle grane. Nan non balla affatto:
sostiene di avere due piedi sinistri. Questo per  un
problema, perch il ballo pu essere un bel sistema per
far avvicinare due persone. E a Theo piace ballare. Se
solo guardasse Nan con gli occhi con cui guarda me.
Se solo la mia pancia non andasse sottosopra ogni volta
che i miei occhi incontrano i suoi.
L'altra sera Marsha ha messo un lento e tutti i
ragazzini pi giovani l'hanno ricoperta di fischi perch
a loro piace la musica un po' pi movimentata.
Non sanno nemmeno da dove si comincia a ballare
un lento. Marsha per non si  nemmeno sognata di
cambiare disco e si  avvicinata con passo sinuoso
a Theo, cercando di tirarlo in piedi. Mi dispiace,
Marsha le ha detto lui, ma questo l'ho gi promesso
a Kat e prendendomi per mano mi ha costretta ad
alzarmi. Guardate attentamente ha detto poi rivolto
ai ragazzi, e vi mostrer un nuovo modo di ballare.
Poi mi ha preso tra le braccia, tra i fischi e le risate dei
ragazzi. Anche Theo rideva e mi ha stretto pi forte.
Poco dopo, anche alcuni ragazzini hanno deciso di
cimentarsi in un lento e Theo ha fatto ripartire il disco
dall'inizio.
Non  molto pi alto di me - pi o meno una decina
di centimetri - e io avevo ai piedi gli zoccoli, perci
ballando i nostri corpi erano alla pari. Non parlammo,
non ci guardammo neppure, ma sapevamo che tra noi
stava succedendo molto. Quando la musica fin, io mi
staccai da lui e corsi fuori dal bar. Scesi al lago, a cercare
il fresco e il buio, mi sedetti su una roccia e piansi.
Come si pu amare una persona e allo stesso tempo
essere attratti da un'altra?
Il giorno dopo ricevetti una lunga lettera di Michael.
La baciai e la mostrai a Nan, per dimostrare che non mi
interessava assolutamente nessuno, a parte lui.
Il giorno della visita parenti passai tutta la mattina
sui campi, a giocare con i vari ragazzi, perch i genitori
potessero vedere quanto erano migliorati. Foxy mi concesse
il pomeriggio libero perch potessi trascorrerlo
con i miei. Ero l'unica dello staff ad avere visite. Dopo
pranzo Jamie mostr loro i suoi dipinti a olio e ad
acquerello e le stoffe che stava tessendo con l'aiuto di
Angela. Poi mio padre si mise i pantaloncini da tennis e
mi sfid in due partite. Lo sconfissi 6-3, 7-5 e lui rimase
molto impressionato.
Pi tardi portai mia madre a vedere dove dormo.
 carino e accogliente comment, sedendosi sul mio
letto e osservando le foto di Michael appese al muro.
Mi pare che tu te la stia cavando egregiamente, mi fa
piacere.
Ci provo le risposi. Andai all'armadio e ne tirai
fuori una scatola da scarpe piena di lettere. Guarda le
dissi, sono tutte di Michael. Ci scriviamo ogni giorno.
Mamma annu.
Pensavate che non l'avremmo fatto, ci scommetto.
No... ti sbagli.
...
.
...
Ventiquattro.
...
.
...
Il sabato sera dopo, mentre ero nel nostro rifugio a rispondere
alla lettera di Erica, Foxy infil dentro la testa
per avvertirmi che mi cercavano al telefono. Guardai
l'orologio: le dieci e mezzo. Chi poteva chiamarmi alle
dieci e mezzo di sera?
Nan mi accompagn fino in direzione.
Era mia madre.
Ciao, mamma,  successo qualcosa?
Brutte notizie, Kath...
Che cosa c'? Sentii le lacrime riempirmi gli occhi
ancora prima che arrivasse la risposta.
Il nonno, tesoro...
Il nonno, cosa?
Ha avuto un altro attacco... e questa volta non ce
l'ha fatta, Kath.  morto due ore fa.
No esclamai, e cominciai a piangere sul serio.
No!
S, Kath. Mi dispiace di dovertelo dire in questo
modo... Le si strozz la voce, e fu poi mio padre a
prendere il telefono. Kath?
Io non riuscivo a parlare.
Kath... sei ancora l?
Io risposi con un mugolio appena percettibile.
Ascolta, Kath... non ha sofferto. Ha perso i sensi e
quando  arrivato in ospedale se n'era gi andato.
Morto?
S, Kath.
Oh, pap... non volevo che morisse...
Nessuno di noi lo voleva, ma non volevamo neppure
che soffrisse inutilmente.
Ma era cos dolce... cos buono...
Lo so.
E la nonna?
Sta bene.
Vorrei riparlare con la mamma.
Kath... mi disse lei.
Voglio venire a casa le dissi. Subito. Voglio stare
con te e con la nonna. Faccio le valigie stanotte e domattina
parto.
No, tesoro. Ne abbiamo parlato, e non crediamo
opportuno che tu torni a casa.
Ma io devo...
Ascoltami, per favore... il nonno non voleva un
funerale, lo sai. Se rimani al campeggio con Jamie per
altri dieci giorni la nonna avr il tempo per riprendersi.
E lei che ti chiede questo favore.
Ma lei sta bene? Mi state dicendo la verit, vero?
 di sopra a riposare. C' lo zio Howard con lei.
Voglio parlarle.
Domani.
E Jamie? chiesi. Chi glielo dice?
Provaci tu, ti prego... fallo domattina e poi chiamaci.
D'accordo, ci provo.
Ora cerca di dormire un po'. Ne parliamo con calma
domani.
Di' alla nonna che mi dispiace.
Lo far.
Gli volevo bene, al nonno.
Gliene volevamo tutti.
Raccontai a Nan che cosa era successo e le dissi che
avevo bisogno di stare un po' da sola. Scesi al lago e mi
sedetti sulla roccia a pensare al nonno. Ripensai a come
mi faceva giocare a cavalluccio sulle sue ginocchia, quando
ero piccola, e a quando mi leggeva le storie usando
una voce diversa per ogni personaggio. Ricordai quando
si aggirava per la cucina annusando l'aria, mentre Jamie
e la nonna preparavano i loro banchetti. Ripensai a come
l'avevo visto subito dopo il primo colpo apoplettico,
a come mi teneva la mano quando andai a trovarlo in
ospedale. Cercai di mettere insieme tutti i bei ricordi che
avevo di lui... il suo brindisi con la nonna al ristorante,
quando aveva detto All'amore! alzando il calice.
A un tratto ebbi la sensazione di non essere sola.
Distolsi lo sguardo dal lago e alle mie spalle vidi Theo.
Nan mi ha detto mormor. Mi dispiace molto.
Era speciale... non puoi immaginare quanto...
Nascosi il viso tra le mani e scoppiai in lacrime.
Theo si sedette sull'erba, accanto a me.  difficile
accettare la morte disse.
 la prima volta che muore una persona che amo.
La prima volta  anche pi dura.
Non so nemmeno cosa fare gli confessai.
Lui rimase zitto finch non mi fui sfogata con il
pianto. Credo che tu abbia bisogno di qualche ora di
riposo disse poi.
Non ne ho voglia protestai. Non ho voglia di
rimanere da sola.
Magari potresti dormire con Nan.
Scossi la testa.
Non puoi rimanere seduta qui tutta la notte, Kath.
Domattina devo dirlo a Jamie, ma come si fa a dire
una cosa simile?
Nel modo pi semplice possibile.
Non sono sicura di farcela.
Verr con te, se vuoi... ma ora devi andare a letto.
Si alz e mi prese per mano. Ti riporto dentro.
Quando fummo davanti alla porta, mi tolse con delicatezza
i capelli dal viso. Buonanotte, Kath mi disse
baciandomi sulla fronte.
Io lo cinsi con le braccia, lo attirai a me e lo baciai,
come lo avevo baciato nel sogno. All'inizio Theo rispose
al mio bacio, ma poi si liber dal mio abbraccio: No,
non cos... non con la scusa di una morte.
Io corsi in camera e scoppiai di nuovo in lacrime.
 stato un errore dare la notizia a Jamie dopo colazione.
Ha vomitato tutto subito. Tutto sommato, per, l'ha
presa meglio di me e non le  venuto l'impulso immediato
di tornare a casa. Abbiamo telefonato ai miei e
abbiamo chiesto di parlare anche con la nonna.
Abbiamo passato quarantasette anni meravigliosi,
insieme ci ha detto. Quanti possono vantare una fortuna
simile?
Non molti ammisi. Il suono della sua voce mi fece
gi sentire meglio.
...
28 luglio.
Caro Michael,
ieri  morto mio nonno, per un colpo apoplettico.
Non ci sar una cerimonia di sepoltura, perch ha scelto
di essere cremato. Stamattina ho parlato con la nonna e
lei sta bene. Mi ha chiesto di rimanere al campeggio con
Jamie, anche se sarei andata volentieri a casa per stare con
lei. Non credo che riuscir a rendermi davvero conto di
cosa  successo finch non torner a casa e non vedr che
il nonno non c'. Mi mancher moltissimo.
Baci,
Kath
...
Poche sere pi tardi, Nan and in citt con Kerrie e
Poe, ma Theo, pur avendo la serata libera, rimase al
campeggio con me. Ci sedemmo vicini sui gradini del
suo bungalow.
A proposito dell'altra sera... cominci.
Preferirei non parlarne lo bloccai.
Ma devi parlarne, Kath.
Io scossi la testa.
Avevi bisogno di sentire qualcuno vicino riprese
lui, ed ero a portata di mano. Diede un calcio a un
sasso. Il sesso  un antidoto contro la morte, lo sapevi?
No.
Lezione Due di Psicologia,  una reazione molto
comune: uno muore... tu devi dimostrare a te stesso di
essere vivo... e quale mezzo migliore del sesso?
Non sono sicura che sia andata cos.
Lui si alz, and in riva al lago e lanci in acqua
alcuni sassi. Ripensai al primo giorno che avevo passato
con Michael.
Ma senti disse Theo come se potesse leggermi
nel pensiero, come la metti con la storia del per
sempre?
Io mi allontanai, ma lui mi venne dietro, mi appoggi
le mani sulle spalle e mi costrinse a guardarlo in
faccia. Vorrei rivederti... dopo il campeggio... ma non
prima che tu abbia rimesso ordine nella tua testa.
Devo pensarci dissi.
...
31 luglio.
Cara Kath,
mi dispiace davvero per tuo nonno. Mi piaceva molto.
Vorrei essere l vicino a te, perch mi  difficile farti capire
per lettera che ti sono accanto. Presto saremo di nuovo
insieme. Ti amo e mi manchi.
Per sempre tuo,
Michael
...
Non riuscii a rispondere alla sua lettera.
...
4 agosto.
Cara Kath,
non ho pi avuto tue notizie. Va tutto bene? Hai
ricevuto la mia lettera? Pensavo davvero quello che ti ho
scritto.
Per sempre tuo,
Michael
...
Caro Michael,
no, non va tutto bene... ma non  colpa tua. Non so
come dirti quello che devo dirti, ma ci prover. Credo di
essere ancora innamorata di te, ma qualcosa  cambiato.
Ho conosciuto qualcuno, e mi ha confuso le idee. No,
non  esattamente cos.  vero che mi sento confusa, ma
la colpa non  sua. So che per te  difficile capirlo. Lo 
anche per me. Ti ho fatto delle promesse e non so se sapr
mantenerle. Tu non c'entri.  solo che non so pi cosa
fare. Penserai che ti faccio orrore. Be', faccio orrore anche
a me stessa. Non so come  successo o perch. Forse riuscir
a farmela passare. Credi di potermi aspettare? Perch io
non voglio che tu smetta di amarmi. Penso continuamente
a noi e a come stavamo bene insieme. Non voglio farti del
male... non lo vorrei mai...
Non riuscii a finire. Le lacrime mi bruciavano gli
occhi. Forse c'era qualcosa di sbagliato in me. Non so.
Forse se io e Michael fossimo rimasti insieme, quell'estate,
non sarebbe mai successo...
Pi tardi, quando rilessi la lettera, capii che non
avrei potuto spedirla. La ridussi in pezzetti minuscoli e li buttai via.
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Venticinque.
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Il sabato, appena finite le attivit pomeridiane, venni convocata in direzione. Theo disse ai ragazzi del mio corso di continuare a giocare tra di loro e decise di accompagnarmi, tenendomi per mano, perch aveva capito che ero spaventata. Ti prego, fa' che non sia la nonna, pregavo... ti prego, fa' che questa volta non sia successo nulla di brutto.
Quando arrivammo nel suo ufficio, Foxy alz il capo dal tavolo, dicendo: Ciao, Kath, hai visite. E mi fece un cenno verso il bagno, ma prima che io potessi aprire bocca per chiedergli informazioni, la porta si apr. E mi trovai di fronte Michael.
Io e Theo eravamo in piedi l'uno accanto all'altra, tutti e due in pantaloncini, lui senza maglietta e io in canottiera, bagnati di sudore, sporchi di terra e ancora stretti per mano anche se ci allontanammo subito.
Michael esclamai, e gli andai incontro. Com' possibile che tu sia qui?
Ero preoccupato rispose. Tu non rispondevi alle mie lettere, e cos sono rientrato qualche giorno prima e ho deciso di farti una sorpresa.
Be'... me l'hai fatta. Me l'hai fatta davvero. Guarda in che stato sono... sono un disastro!
Non per me. A me non sembri affatto un disastro.
Mi abbracci forte, poi lo presentai a Theo e si strinsero la mano. Ho sentito parlare molto di te disse Theo.
Anch'io di te rispose Michael, anche se non era proprio vero: nelle mie lettere avevo citato Theo solo di sfuggita, e sempre in relazione a Nan.
Ci vediamo dopo... disse Theo, non era chiaro se rivolgendosi a me o a lui. Devo andare a fare una doccia prima di cena. Poi usc dalla direzione.
Puoi prenderti un permesso lungo, Kath mi disse Foxy.
Io andai sul retro della casa, mi infilai sotto una doccia e mi lavai i capelli, pensando intanto a cosa avrei potuto dire a Michael... come posso spiegargli... fargli capire senza che lui mi odi? E ora che  qui... che l'ho rivisto... non so pi che cosa voglio. Mi lasciai scorrere l'acqua dai capelli sul viso, ma non era per lo shampoo che mi bruciavano gli occhi.
Indossai l'unico vestito che mi ero portata al campeggio. Michael mi aspettava al piano di sotto. Mi prese per mano e ci avviammo verso la sua macchina.
Mi port a un ristorante sul lago e ordin aragoste e una bottiglia di vino bianco. Parlammo del nonno e Michael si sfil dalle tasche due articoli in suo ricordo, uno pubblicato sul New York Times, l'altro sul Leader. Il secondo lo aveva scritto Erica. Poi parlammo di North Carolina, segherie, campi da tennis, Jamie, del tempo e del cibo. A cena non sfiorammo nemmeno l'argomento pi importante, ma sapevo che presto l'avremmo fatto.
E cosa sarebbe successo allora?
Finito di mangiare, andammo nella camera d'albergo di Michael. Lui si sfil la polo gialla e la butt sulla sedia. Ci sedemmo sul letto e mentre ci baciavamo lui mi sbotton il vestito. Sotto avevo reggiseno e slip. Lui si tolse i jeans, poi i boxer. Ci sdraiammo l'uno accanto all'altra. Michael mi sollev il vestito, senza mai smettere di baciarmi. Io non riuscivo a rispondere fino in fondo ai suoi baci. Mi sei mancata cos tanto... disse, ... tanto. Io non lasciavo che la mia lingua gli esplorasse la bocca, come facevo di solito. Me ne stavo l, in attesa. Non riuscivo a rilassarmi, a sentire nulla.
Lui mi infil le mani sotto il vestito e mi accarezz il seno, stringendone prima uno, poi l'altro. Mi balen l'idea di fingere. Alcuni lo fanno. Pensano ad altro, mentre fanno l'amore. Immaginano di essere con altri partner. Lui fece scorrere le mani all'interno delle mie cosce, fermandosi all'inguine. Io non mi sfilai gli slip.
Non sono brava a fingere. E comunque fingere non  leale.
Dai, Kath... mi sussurr.
No, aspetta risposi. Michael, ti prego, aspetta.
Non posso.
Io rotolai lontana da lui. Devi. Mi alzai dal letto e andai dalla parte opposta della stanza. Dobbiamo parlare.
Mi sembra che sia quello che abbiamo fatto nelle ultime due ore.
Ora per  diverso.
Stai pensando a tuo nonno, vero? mi chiese. Ma a lui avrebbe fatto piacere sapere che noi siamo insieme... non devi sentirti in colpa.
Non  questo.
E allora cosa?
Sto cercando di spiegarti, basta che tu me ne lasci la possibilit.
Vai avanti, ti ascolto.
Senti, non  colpa tua cominciai. Tu non hai fatto nulla... Sono io... Be'...
Lui mi diede una lunga occhiata, poi salt gi dal letto con un movimento cos improvviso da sorprendermi.
C' un altro, vero? e intanto si infilava i boxer.
In un certo senso, direi di s cominciai, ma...
Ci sei andata a letto?
No, niente del genere.
Si infil anche i jeans. E allora perch me ne hai parlato?
Non te ne ho parlato... sei tu che hai intuito...
Si mise la maglietta al rovescio. E tu volevi farmelo intuire, no? Insomma... te ne stai l come un vegetale e io sono cos scemo da pensare che sia per tuo nonno...
avrai pensato che non ci sarei mai arrivato... che ero un bel cretino...
Smettila, Michael. Non lo penso e tu lo sai. Te lo avrei detto io stessa tra un minuto. Abbiamo promesso di essere onesti tra di noi, ricordi?
S, ricordo anche un sacco di altre cose... Si guard intorno in cerca delle sue scarpe da ginnastica. Ma non si pu dire lo stesso di te, a quanto pare.
Non ho dimenticato nulla.
No? E che ne  del nostro per sempre. O soffri di amnesie precoci? Finalmente trov le scarpe, si sedette sulla sedia per infilarle, ma lasci le stringhe slacciate.
Non ho dimenticato nulla... n di te, n del nostro per sempre.
E allora cosa diavolo sta succedendo?
Michael, per favore, non...
Cos' che non dovrei fare, per favore? grid. Non sono io che sto mandando tutto al diavolo!
Io semplicemente non voglio che ci siano falsit tra di noi.
E credi che le cose possano ancora essere come prima, ora?
Non lo so.
Be', te lo dico io... Non  possibile. Gli si spezz la voce. And in bagno sbattendo la porta e tir l'acqua perch io non potessi sentire niente.
Non sapevo cosa fare. Aspettai un po', poi lo chiamai: Michael... tutto bene?
Certo, come no? mi rispose. Tutto bene, alla perfezione!
Senti, forse stasera mi hai aggredita... e io ero cos tesa... lo capisci?
Non dire stronzate.
Non sono stronzate.
Lui tir l'acqua di nuovo.
Io mi abbottonai il vestito. Finalmente Michael riapr la porta. La sua maglietta era ancora alla rovescia, ma si era allacciato le stringhe. Si diresse al comodino e si rimise gli occhiali. Non ho intenzione di dividerti con nessuno disse, con voce in apparenza molto calma. Voglio le cose come prima... perci deciditi.
Io deglutii a fatica. Non posso farti promesse, non ora.
Era quello che pensavo.
Mi stai dicendo che  finita?
Sei tu che l'hai detto, un secondo fa.
Non potremmo lasciare passare un po' di tempo e vedere che cosa succede?
Non puoi tenerti aperte tutte le strade.
Allora  finita sul serio, vero? D'un tratto mi torn in mente il quesito numero quattro: Hai pensato a come potr finire questa relazione?
Credo di s rispose.
Mi tolsi la catenina e gliela porsi. Avevo un nodo alla gola che mi impediva di parlare.
Tienila mi disse.
Non credo che sia giusto. Le nostre dita si sfiorarono mentre cercavo di dargliela.
E cosa dovrei farmene di una catenina su cui c' scritto Katherine?
Non so.
Lui prese la mia borsetta e vi lasci cadere dentro la catenina.
Lungo la strada del ritorno al campeggio, nessuno dei due apr bocca. Una volta arrivati, io aprii lo sportello e scesi dalla macchina. Mentre lo facevo lui si protese verso di me, dicendo:  giusto che tu lo sappia... anch'io ho scopato in giro nel North Carolina.
Io scossi la testa, facendo capire che non ci credevo.
Mi sono fatto chiunque mi capitava a tiro grid.
Bugiardo! gli risposi, gridando anch'io. Lo dici solo per ferirmi.
Ma non lo saprai mai, vero? E ripart cos veloce che le ruote stridendo lasciarono due strisce nere sull'asfalto.
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Ventisei.
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Ci siamo rivisti una volta sola prima di partire per il college.
Io ed Erica stavamo facendo spese alla Hahne e me lo sono ritrovato l, alla cassa per gli articoli di cancelleria.
Ciao gli ho detto.
Ah... ciao ha risposto lui.
Come stai?
Bene, e tu?
Bene. Notizie di Artie?
 a casa. L'ho visto ieri.
Mi fa piacere.
Erica  scomparsa lungo un altro corridoio e noi siamo rimasti l a guardarci.
Be'... ho rotto il silenzio. In bocca al lupo per l'universit.
Anche a te.
Grazie.
Ah, a proposito, ho ottenuto quel posto a Vail...
E hai intenzione di accettarlo?
Lui ha alzato le spalle. Dipende...
Michael...?
S?
Avrei voluto dirgli che non mi sarei mai pentita di averlo amato. Che in un certo senso lo amavo ancora... e che forse lo avrei amato per sempre. Non mi pentir mai di nessuna cosa che abbiamo fatto insieme, perch la nostra storia  stata davvero speciale. Forse, se avessimo avuto dieci anni di pi, le cose sarebbero andate diversamente.
Solo credo di non essere ancora pronta per un per sempre. Spero che Michael abbia capito cosa stavo pensando. Spero che i miei occhi siano riusciti a dirglielo, perch io sono riuscita a dire solo: Ci vediamo...
S, ci vediamo... mi ha risposto.
Quando sono tornata a casa, Jamie era uscita di nuovo con David, e mia madre stava potando la pianta che le avevamo regalato per il compleanno.
Ha un bell'aspetto ho notato. Si sta infoltendo.
Ha bisogno di molta acqua... Trovato nulla da Hahne?
Quasi tutto.
Ma stai bene? Non hai una bella cera.
Ho passato giorni migliori, ma sto bene. Credo che far una doccia prima di cena.
Fai pure... Ah, Kath...
S?
Ha telefonato Theo.
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FINE.
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Nota dell'autrice.
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Quando scrissi Per sempre, attorno alla met degli anni Settanta, una sessualit responsabile significava essenzialmente prevenire gravidanze indesiderate. Oggi significa anche prevenire malattie a trasmissione sessuale, soprattutto l'AIDS. Nel mio romanzo, Katherine va in consultorio dove le prescrivono la pillola. Oggi le direbbero che  essenziale anche l'uso di un preservativo. Se intendi avere un'attivit sessuale devi assumerti la responsabilit delle tue azioni e salvaguardare la tua vita. Per avere consigli pi approfonditi puoi rivolgerti al tuo medico, ai tuoi genitori o a un consultorio.
Judy Blume.
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FINE.